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SUMMARY:Mostra Le Madri Costituenti
DESCRIPTION:Il 21 aprile 2023 alle 18:00\, presso la sala delle Colonne del Castello di Novara\, inaugureremo una mostra che diventerà poi itinerante sulle 21 Madri Costituenti\, realizzata da ANPI Provinciale di Novara in collaborazione con l’Associazione Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce.\nIn quell’ occasione sarà esposta anche l’ artista Carlo Gori dal titolo omonimo\, realizzata a Novara durante un flashmob artistico nel 2020\, che ha dato vita ad un progetto didattico nazionale curato dal Coordinamento donne ANPI. Con una grafica ispirata all’ opera\, infatti\, e il lavoro di una commissione di storiche presenti nel coordinamento\, sono stati creati dei cofanetti contenenti ventuno cartoline con i volti e le biografie delle donne della Costituente.\nSono numerose le iniziative che promuoviamo in tutta Italia per fare conoscere le figure straordinarie di queste protagoniste della storia\, mai abbastanza note\, che hanno dato un contributo fondamentale alla stesura della nostra Carta. La Mostra al Castello si inserisce\, dunque\, in un mosaico di proposte più complesso.\nCon i pannelli e l’ opera dedicata alla Madri Costituenti sarà anche esposto nella sala delle Colonne\, il pannello I Martiri della Libertà\, per la prima volta presentato alla comunità novarese\ndopo un delicato e accurato restauro. La scorsa primavera\, l’ ANPI Provinciale Novara ha infatti ricevuto un dono molto prezioso dalla Direzione dell’Istituto Donegani: un grande manufatto con ritagli di stampa d’epoca che ritraggono partigiani martiri della Libertà\, realizzato su un legno di recupero e decorato da un cartiglio proprio\nintitolato: Ai Martiri della Libertà. Messo insieme nelle modalità che si possono immaginare durante la seconda guerra mondiale e\nnell’ immediato dopoguerra dagli operai e dalle operaie del Donegani\, è stato rinvenuto su nostra segnalazione nei magazzini dell’Istituto grazie alle indicazioni di un ex dipendente\, che ricordava di averlo visto nei locali del dopolavoro negli anni ‘50. Ė un documento di grande rilievo storico che riguarda tutto il territorio un tempo compreso nella sola provincia di Novara ed oggi in parte condiviso con il Vercellese\, il Biellese e il VCO.\nI giornali e i media locali\, nonché ovviamente la cittadinanza\, hanno accolto con grande interesse la notizia del ritrovamento e la promessa di una restituzione pubblica del reperto proprio in occasione dell’ anniversario dell’ 80° della Resistenza\, in questo 2023. Il pannello\, esposto in stanze affollate e piene di fumo prima e poi rimasto abbandonato in dei magazzini\, necessitava di un accurato restauro.\nAbbiamo interpellato i tecnici migliori in circolazione\, sentendo anche la Ca Foscari di Venezia\, la cui docente di riferimento per il restauro della carta ci ha consigliato un team che ha lavorato e lavora ad altissimi livelli sia in Italia che all&#39;estero. Ci siamo così affidati ad un laboratorio di Milano dove operano tre straordinarie restauratrici.\nQuesto straordinario documento\, restaurato con i contributi di molti cittadini\, della Fondazione BPN e dei Sindacati confederali\, è pregevole non solo come reperto dell’ epoca e non solo per la storia intrinseca alla sua realizzazione\, ma anche perché\, messo in sicurezza e tornato leggibile\, sarà studiato da appassionati ricercatori e storici per far sì che le storie di quei volti vengano conosciute\, narrate\, scoperte o riscoperte.
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LOCATION:Sala delle Colonne – piano terra\, Castello di Novara - PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA' 3\, NOVARA\, NO\, 28100\, Italia
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SUMMARY:Mostra "Tracce"
DESCRIPTION:Sergio Floriani parte dalle tracce dell’uomo\, dall’impronta lasciata come segno d’identità (unica e personale)\, per arrivare all’infinito. Il suo è un percorso evolutivo che comprende il segno\, la forma e lo spazio\, ma non dimentica il dialogo continuo con la materia\, che gli fa perlustrare le possibilità della pittura e della scultura (due elementi che nelle opere di Floriani convivono sempre) e spazia dall’acciaio corten allo stagno\, dalla catramina su carta giapponese alla sabbia su piombo\, mentre il colore a volte si accende nelle tonalità più vivaci\, quasi pop\, e altre\, per esempio quando racconta i contorni del lago o allude alle voci dell’anima\, è capace di raccogliersi in tenui e silenziose gradazioni. \nNelle 11 sale del primo piano del Castello saranno collocate un centinaio di sculture: da Divido per otto (2003) al Totem (2015) dove il frammento si alterna alla leggerezza e alla trasparenza; dai Signum (2009) ai Cerchi d’acqua\, due serie in cui le parole (nei primi) e il colore (nei secondi) tracciano un nuovo alfabeto di lettere e di forme\, passando per i colorati rilievi di ultima generazione\, piccole e grandi tavole sulle quali il colore si distende senza sfumature e le sagome che vi affiorano\, lontane sorelle delle prime impronte digitali\, maculano la superficie trasformandola in materia cosmica. Il tema più ricorrente è il rapporto che s’instaura tra la forma e lo spazio\, e nelle ultime opere questa correlazione è sottolineata dalla presenza o dall’assenza delle cornici: nel primo caso una cornice dorata\, spesso d’epoca\, segna il perimetro e contiene il colore\, ma al contempo lo impreziosisce\, lo “storicizza” e lo concentra\, donandogli forza e misticismo; nel secondo caso\, con la soppressione del bordo ligneo il colore ritorna libero di dilatarsi e di fondersi con lo spazio circostante\, in una dimensione che è quasi filosofica.
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LOCATION:Ala degli Sforza- 1 piano
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