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SUMMARY:Mostra "Tracce"
DESCRIPTION:Sergio Floriani parte dalle tracce dell’uomo\, dall’impronta lasciata come segno d’identità (unica e personale)\, per arrivare all’infinito. Il suo è un percorso evolutivo che comprende il segno\, la forma e lo spazio\, ma non dimentica il dialogo continuo con la materia\, che gli fa perlustrare le possibilità della pittura e della scultura (due elementi che nelle opere di Floriani convivono sempre) e spazia dall’acciaio corten allo stagno\, dalla catramina su carta giapponese alla sabbia su piombo\, mentre il colore a volte si accende nelle tonalità più vivaci\, quasi pop\, e altre\, per esempio quando racconta i contorni del lago o allude alle voci dell’anima\, è capace di raccogliersi in tenui e silenziose gradazioni. \nNelle 11 sale del primo piano del Castello saranno collocate un centinaio di sculture: da Divido per otto (2003) al Totem (2015) dove il frammento si alterna alla leggerezza e alla trasparenza; dai Signum (2009) ai Cerchi d’acqua\, due serie in cui le parole (nei primi) e il colore (nei secondi) tracciano un nuovo alfabeto di lettere e di forme\, passando per i colorati rilievi di ultima generazione\, piccole e grandi tavole sulle quali il colore si distende senza sfumature e le sagome che vi affiorano\, lontane sorelle delle prime impronte digitali\, maculano la superficie trasformandola in materia cosmica. Il tema più ricorrente è il rapporto che s’instaura tra la forma e lo spazio\, e nelle ultime opere questa correlazione è sottolineata dalla presenza o dall’assenza delle cornici: nel primo caso una cornice dorata\, spesso d’epoca\, segna il perimetro e contiene il colore\, ma al contempo lo impreziosisce\, lo “storicizza” e lo concentra\, donandogli forza e misticismo; nel secondo caso\, con la soppressione del bordo ligneo il colore ritorna libero di dilatarsi e di fondersi con lo spazio circostante\, in una dimensione che è quasi filosofica.
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SUMMARY:Tutte storie di maschi bianchi morti?
DESCRIPTION:Temi antichi\, interesse moderno\nmercoledì 10-17-24-31 maggio h 18\ngruppo di lettura con Alice Borgna\n\nHa ancora senso leggere e studiare l’antico? Sembrerebbe di no: l’antichità greco-latina sarebbe un ammasso di storie di maschi bianchi morti\, la cui lettura puntella pensieri razzisti\, maschilisti\, guerrafondai. Inoltre\, gli studi umanistici e classici sono costantemente accusati di essere inutili\, perché non producono profitti né sono immediatamente spendibili sul mondo del lavoro.\nStudiare il passato\, però\, resta il più potente antidoto alla superbia della contemporaneità: è improbabile che quei pensieri\, sogni\, idee\, sentimenti e paure siano stati elaborati per primi da noi. Certo\, l’antico va studiato per quello che è\, non per quello che noi vorremmo che fosse. Per far questo\, torneremo a dar voce agli antichi\, semplicemente. \n10/05 // Donne e gioielli: breve storia di un lungo pregiudizio\nDalle matrone romane che chiedono l’abrogazione della legge Oppia\, agli eccessi di Cleopatra. Eppure\, sono gli uomini che ci raccontano queste cose delle donne: è proprio così? \n17/05 // Riscrivere la storia\, condizionare la memoria: la damnatio memoriae e la costruzione del nemico da Cicerone a Hitler\nCome si costruisce l’immagine del nemico? Condannandone la memoria\, oppure riscrivendola in modo selettivo? \n24/05 // La pace nel mondo antico\nGli antichi sono guerrafondai\, si dice. In effetti\, la letteratura occidentale si apre con un racconto di guerra\, l’Iliade\, e la guerra è un’esperienza che pare inevitabile per l’uomo antico. E la pace? Era un ideale o una sconfitta? \n31/05 // Non è un paese per vecchie: la società romana e la donna anziana\nEsiste una figura che nel mondo antico è assolutamente marginale: la donna anziana. Insieme\, andiamo alla ricerca di queste invisibili.
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