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SUMMARY:NOVARA SOTTERRANEA - visite guidate ai Sotterranei e al Rivellino del Castello Visconteo-Sforzesco di Novara
DESCRIPTION:Esiste una Novara sotterranea? Una città nascosta e un po’ misteriosa celata agli occhi dei cittadini? \nLa risposta è sì: è una realtà ai più sconosciuta\, una Novara misteriosa\, patrimonio apparentemente invisibile\, ma che appartiene alla storia e alla realtà attuale della nostra città. \nPer far conoscere una parte importante della Novara sotterranea\, nel contesto della celebrazione del Centenario di fondazione\, la Sezione CAI di Novara organizza dal mese di giugno fino a novembre – in collaborazione con il Comune di Novara\, la Fondazione Castello di Novara e l’ATL Terre dell’Alto Piemonte –una serie di visite guidate ai Sotterranei e al Rivellino del Castello Visconteo-Sforzesco di Novara.\nLa visita è condotta dai volontari del Gruppo Grotte Cai Novara che\, nel corso di oltre 40 anni di attività e nell’ambito dell’attività di Speleologia Urbana\, hanno studiato\, esplorato e rilevato topograficamente l’intera rete sotterranea novarese\, documentandola anche in un’esaustiva pubblicazione. \nIl percorso sarà introdotto da una mostra sui Sotterranei della nostra città\, dove sono descritti\, oltre ai sotterranei\, le cisterne e le ghiacciaie\, anche l’articolata realtà sotterranea del Castello di Novara\, con testi\, fotografie\, piante e sezioni dei vari siti.\nIl percorso si svolge in ambienti scarsamente illuminati e di disagevole percorrenza\, a tratti bagnati. Per questo motivo per partecipare occorrerà essere in condizioni fisiche idonee\, aver compiuto 8 anni di età e indossare calzature adeguate e vestiario pratico che possa sporcarsi. Il CAI Novara provvederà a fornire un casco munito di torcia e ad assicurare ogni partecipante con un’opportuna assicurazione infortuni e responsabilità civile. \nLe visite si svolgeranno in due turni alle 14.30 e 16.30 (ritrovo cortile del Castello ore 14.15 e 16\,15) nelle giornate di sabato e in un turno alle ore 18.00 (ritrovo cortile del Castello ore 17.45) nelle giornate di venerdì nelle seguenti date: \n1. Sabato 17/6/2023\n2. Venerdì 23/6/2023\n3. Sabato 1/7/2023\n4. Sabato 8/7/2023\n5. Venerdì 21/7/2023\n6. Sabato 16/9/2023\n7. Sabato 7/10/2023\n8. Sabato 11/11/2023 \nPer partecipare occorre prenotare la visita\, di persona o telefonicamente\, presso la segreteria dell’ATL (cortile del Castello Visconteo-Sforzesco – tel. 0321.394059 – info@turismonovara.it – http://www.turismonovara.it/)\, che può fornire ogni indicazione a riguardo. \nAi partecipanti viene chiesto un contributo spese e assicurazione di 5 € (soci CAI) e 15 € (non soci) ed è necessario compilare il seguente modulo: Liberatoria  per i partecipanti alla visite “Novara Sotterranea” \nINFORMAZIONI IMPORTANTI PER LA VISITA \nPer ogni turno i posti disponibili sono 15.\nI partecipanti devono avere compiuto otto anni. I minori devono essere accompagnati da chi ne ha la potestà genitoriale.\nAll’atto della prenotazione vengono richiesti i dati personali\, perché se non si è soci CAI\, viene stipulata idonea assicurazione ad personam: per questo si richiede di avvisare quanto prima in caso di impedimento a partecipare alla visita per lasciare spazio ad altri interessati.\nNon sono comunque previsti rimborsi.\nI visitatori di età superiore a 80 anni sono coperti solo parzialmente dall’assicurazione infortuni.\nLa durata prevista della visita guidata è di 90 minuti circa.\nAl momento della visita verrà fatta firmare ai partecipanti una liberatoria.\nSi tratta di un percorso non turistico\, in ambienti scarsamente illuminati e di disagevole percorrenza\, a\ntratti bagnato\, per cui devono essere indossate calzature idonee (es. scarponi\, stivali\, scarpe da ginnastica con suola con carrarmato\, NO tacchi\, NO suole lisce e rigide) e vestiario pratico che possa sporcarsi. Gli accompagnatori controlleranno che le scarpe indossate siano conformi al percorso previsto.\nI visitatori devono essere in condizioni fisiche idonee a effettuare la visita e durante la stessa dovranno impegnarsi a osservare le disposizioni impartite dalla guida e dagli accompagnatori.\nA ogni partecipante verrà consegnato un casco con luce\, di cui sarà responsabile per eventuali danni.
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SUMMARY:Boldini\, De Nittis et les italiens de Paris
DESCRIPTION:L’evento\, organizzato congiuntamente da Associazione Mets – percorsi d’arte\,  Comune di Novara e  Fondazione Castello di Novara\, sarà dedicato ad alcuni degli artisti italiani più noti e amati dal grande pubblico\, conosciuti internazionalmente come Les italiens de Paris\, primi tra tutti il ferrarese Giovanni Boldini (1842-1931) e il barlettano Giuseppe de Nittis (1846-1884).\n\n\n\nLa curatela della rassegna è stata affidata anche quest’anno a Elisabetta Chiodini\, storico dell’arte indipendente\, studiosa di arti figurative e di storia del costume e della moda\, esperta di arte italiana tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. \nIl percorso espositivo\, articolato in otto sezioni\, segue come di consueto l’andamento delle suggestive sale del Castello e si propone di illustrare\, attraverso confronti dal ritmo serrato e stimolante\, il lavoro dei pittori italiani di maggior successo attivi nella Parigi del secondo Ottocento e del primo Novecento. Le opere in mostra\, provenienti da collezioni pubbliche e private\, saranno circa una novantina. \nPerché Parigi e perché gli italiani a Parigi? \nCom’è noto\, fin dai primi anni Venti dell’Ottocento la Francia aveva attratto numerosi artisti italiani da un lato desiderosi di confrontarsi con la cultura figurativa d’Oltralpe e dall’altro di ampliare il proprio mercato oltre confine. Tra questi il veronese Giuseppe Canella (1788-1847)\, uno dei primi a scegliere la Francia come patria d’elezione e tra i primissimi ad immergersi a dipingere dal vero nella fitta foresta di Fontainebleau e a proporre i propri lavori al Salon del 1827. Quattro degli otto dipinti esposti in quell’occasione furono acquistati dal Duca Luigi Filippo d’Orleans\, il futuro sovrano\, e oggi sono nelle collezioni del Musée Carnavalet. \nQualche anno più tardi\, solo per fare qualche nome\, sarà la volta di Gabriele Smargiassi (1798-1882)\, di Consalvo Carelli (1818-1900)\, considerato il paesista più à la page della società aristocratica del regno di Luigi Filippo\, di Giuseppe Palizzi (1812-1888). Palizzi si affermerà come uno dei maggiori peintre animalièr\, nel 1859 verrà insignito della prestigiosa Légion d’honneur e per tutti gli anni Sessanta sarà il punto di riferimento per molti degli artisti italiani che arriveranno a Parigi. \nCon la nascita delle prime Esposizioni Universali\, città come Londra (Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations\, 1851) e Parigi (Exposition universelle des produits de l’agriculture\, de l’industrie et des beaux-arts\, 1855) attraggono milioni di visitatori da tutta Europa e diventano il centro nevralgico del mercato internazionale dell’arte contemporanea. \nDiversamente dall’esposizione di Londra del 1851\, nel 1855 Parigi dedica un intero padiglione anche alle Belle Arti. Ben 28 i paesi partecipanti e circa 5000 le opere esposte. Numeri decisamente importanti. Il padiglione\, ricordano le cronache\, è visitato da quasi un milione di persone. Semplici curiosi\, amanti dell’arte\, mercanti d’arte\, collezionisti e i medesimi artisti. Artisti che hanno la possibilità di confrontarsi direttamente con quello che è considerato “il meglio” della cultura artistica contemporanea di altri Paesi e\, al contempo\, non solo di visitare i musei e conoscere gli antichi maestri\, ma di avvicinarsi persino alle nuove poetiche\, ai nuovi modi espressivi\, compresi quelli considerati di scandalosa avanguardia\, come quelli di Gustave Courbet (1819-1877). Quest’ultimo\, vistosi rifiutare l’opera L’atelier del pittore dalla giuria dell’Esposizione\, decide di erigere\, a sue spese e proprio accanto ai padiglioni dell’Esposizione ufficiale\, il Pavillon du Realisme per allestirvi la sua mostra personale\, una mostra che segnerà il destino dell’evoluzione dell’arte europea. \nL’ Exposition universelle successiva\, quella del 1867\, la prima strutturata interamente a padiglioni\, confermerà Parigi\, parafrasando Walter Benjamin\, capitale del lusso e delle mode\, del progresso e della civiltà. L’evento attirerà ben oltre quindici milioni di visitatori\, tra i quali anche moltissimi dei nostri artisti\, pittori e scultori. \nVa da sé\, che nella capitale del lusso e delle mode\, anche il mercato dell’arte non solo è florido ma è in continua e rapida crescita. Sarà proprio dagli anni Sessanta che intraprendenti mercanti d’arte contemporanea\, francesi\, inglesi\, tedeschi\, olandesi faranno a gara per assicurarsi le opere di giovani artisti promettenti riuscendo\, spesso\, a convincerli a stipulare contratti “in esclusiva”\, diventandone i diretti intermediari con i compratori e il loro gusto estetico. Tra i mercanti di maggior fama spiccano i nomi di Adolphe Goupil\, Friedrich Reitlinger\, Thomas e William Agnew\, Algernon Moses Marsden. \nUna città piena di opportunità\, insomma\, nella quale numerosi artisti stranieri decideranno di fermarsi per sempre. \n\nComunicato stampa Download \n 
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