BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Il Castello di Novara - ECPv6.15.17//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.ilcastellodinovara.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Il Castello di Novara
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20220327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20221030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20231104T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240407T190000
DTSTAMP:20260417T215402
CREATED:20230901T093221Z
LAST-MODIFIED:20240307T150329Z
UID:4833-1699092000-1712516400@www.ilcastellodinovara.it
SUMMARY:Boldini\, De Nittis et les italiens de Paris
DESCRIPTION:L’evento\, organizzato congiuntamente da Associazione Mets – percorsi d’arte\,  Comune di Novara e  Fondazione Castello di Novara\, sarà dedicato ad alcuni degli artisti italiani più noti e amati dal grande pubblico\, conosciuti internazionalmente come Les italiens de Paris\, primi tra tutti il ferrarese Giovanni Boldini (1842-1931) e il barlettano Giuseppe de Nittis (1846-1884).\n\n\n\nLa curatela della rassegna è stata affidata anche quest’anno a Elisabetta Chiodini\, storico dell’arte indipendente\, studiosa di arti figurative e di storia del costume e della moda\, esperta di arte italiana tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. \nIl percorso espositivo\, articolato in otto sezioni\, segue come di consueto l’andamento delle suggestive sale del Castello e si propone di illustrare\, attraverso confronti dal ritmo serrato e stimolante\, il lavoro dei pittori italiani di maggior successo attivi nella Parigi del secondo Ottocento e del primo Novecento. Le opere in mostra\, provenienti da collezioni pubbliche e private\, saranno circa una novantina. \nPerché Parigi e perché gli italiani a Parigi? \nCom’è noto\, fin dai primi anni Venti dell’Ottocento la Francia aveva attratto numerosi artisti italiani da un lato desiderosi di confrontarsi con la cultura figurativa d’Oltralpe e dall’altro di ampliare il proprio mercato oltre confine. Tra questi il veronese Giuseppe Canella (1788-1847)\, uno dei primi a scegliere la Francia come patria d’elezione e tra i primissimi ad immergersi a dipingere dal vero nella fitta foresta di Fontainebleau e a proporre i propri lavori al Salon del 1827. Quattro degli otto dipinti esposti in quell’occasione furono acquistati dal Duca Luigi Filippo d’Orleans\, il futuro sovrano\, e oggi sono nelle collezioni del Musée Carnavalet. \nQualche anno più tardi\, solo per fare qualche nome\, sarà la volta di Gabriele Smargiassi (1798-1882)\, di Consalvo Carelli (1818-1900)\, considerato il paesista più à la page della società aristocratica del regno di Luigi Filippo\, di Giuseppe Palizzi (1812-1888). Palizzi si affermerà come uno dei maggiori peintre animalièr\, nel 1859 verrà insignito della prestigiosa Légion d’honneur e per tutti gli anni Sessanta sarà il punto di riferimento per molti degli artisti italiani che arriveranno a Parigi. \nCon la nascita delle prime Esposizioni Universali\, città come Londra (Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations\, 1851) e Parigi (Exposition universelle des produits de l’agriculture\, de l’industrie et des beaux-arts\, 1855) attraggono milioni di visitatori da tutta Europa e diventano il centro nevralgico del mercato internazionale dell’arte contemporanea. \nDiversamente dall’esposizione di Londra del 1851\, nel 1855 Parigi dedica un intero padiglione anche alle Belle Arti. Ben 28 i paesi partecipanti e circa 5000 le opere esposte. Numeri decisamente importanti. Il padiglione\, ricordano le cronache\, è visitato da quasi un milione di persone. Semplici curiosi\, amanti dell’arte\, mercanti d’arte\, collezionisti e i medesimi artisti. Artisti che hanno la possibilità di confrontarsi direttamente con quello che è considerato “il meglio” della cultura artistica contemporanea di altri Paesi e\, al contempo\, non solo di visitare i musei e conoscere gli antichi maestri\, ma di avvicinarsi persino alle nuove poetiche\, ai nuovi modi espressivi\, compresi quelli considerati di scandalosa avanguardia\, come quelli di Gustave Courbet (1819-1877). Quest’ultimo\, vistosi rifiutare l’opera L’atelier del pittore dalla giuria dell’Esposizione\, decide di erigere\, a sue spese e proprio accanto ai padiglioni dell’Esposizione ufficiale\, il Pavillon du Realisme per allestirvi la sua mostra personale\, una mostra che segnerà il destino dell’evoluzione dell’arte europea. \nL’ Exposition universelle successiva\, quella del 1867\, la prima strutturata interamente a padiglioni\, confermerà Parigi\, parafrasando Walter Benjamin\, capitale del lusso e delle mode\, del progresso e della civiltà. L’evento attirerà ben oltre quindici milioni di visitatori\, tra i quali anche moltissimi dei nostri artisti\, pittori e scultori. \nVa da sé\, che nella capitale del lusso e delle mode\, anche il mercato dell’arte non solo è florido ma è in continua e rapida crescita. Sarà proprio dagli anni Sessanta che intraprendenti mercanti d’arte contemporanea\, francesi\, inglesi\, tedeschi\, olandesi faranno a gara per assicurarsi le opere di giovani artisti promettenti riuscendo\, spesso\, a convincerli a stipulare contratti “in esclusiva”\, diventandone i diretti intermediari con i compratori e il loro gusto estetico. Tra i mercanti di maggior fama spiccano i nomi di Adolphe Goupil\, Friedrich Reitlinger\, Thomas e William Agnew\, Algernon Moses Marsden. \nUna città piena di opportunità\, insomma\, nella quale numerosi artisti stranieri decideranno di fermarsi per sempre. \n\nComunicato stampa Download \n 
URL:https://www.ilcastellodinovara.it/event/boldini-de-nittis-et-les-italiens-de-paris/
LOCATION:Ala degli Sforza- 1 piano
CATEGORIES:Ala degli Sforza - Primo Piano,Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.ilcastellodinovara.it/wp-content/uploads/2023/09/Boldini.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR