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SUMMARY:Mostra ARTISMO
DESCRIPTION:La mostra “ARTISMO” raccoglie le opere realizzate dalle straordinarie artiste Silvia Conte e Camilla Perrone del Laboratorio di Artismo\, nato dall’idea delle volontarie Maria Chiara Proverbio e Antonella Buonacasa di ANGSA Novara-Vercelli Odv-Ets e ospitato presso il Centro per l’Autismo “Enrico Micheli”. All’interno del progetto è stato inoltre realizzato un libro divulgativo per bambini\, pensato per raccontare con linguaggio semplice e illustrato il valore della diversità e dell’arte. Le scuole che desiderano visitare la mostra possono contattare ANGSA per organizzare una visita guidata\, durante la quale verrà illustrato il progetto. \nSi tratta di un progetto dedicato alla consapevolezza\, all’inclusione e alla creatività dei bambini e dei ragazzi\, realizzato da ANGSA Novara-Vercelli Odv-Ets e Associazione per l’Autismo “Enrico Micheli” Ets\, grazie alle risorse del Bando Regionale D.G.R. n. 22-6179. \n  \nAperta da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 19 \nIngresso libero \nPer partecipare all’inaugurazione della mostra in programma martedì 2 dicembre alle ore 17.30 è necessario confermare la partecipazione entro il 27 novembre 2025 scrivendo a angsanovaravercelli@gmail.com.
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SUMMARY:Mostra CARLO VERRI. RETROSPETTIVA. MUSICA\, TEATRO\, CULTURA\, STREET PHOTOGRAPHY
DESCRIPTION:Carlo Verri\, fotografo jazz di fama internazionale presenta la mostra inedita “CARLO VERRI. RETROSPETTIVA. MUSICA\, TEATRO\, CULTURA\, STREET PHOTOGRAPHY” con oltre 100 fotografie scattate nei suoi 40 anni di carriera a musicisti\, attori e registi italiani e internazionali. \nLa mostra fotografica\, ad ingresso gratuito\, è ospitata nella Sala delle Colonne del Castello di Novara con apertura al pubblico da martedì 28 ottobre a domenica 16 novembre. \n 
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SUMMARY:Il Grande Teatro della Natura
DESCRIPTION:Il Grande Teatro della Natura è una mostra a cura degli studenti del Liceo Artistico “F. Casorati” di Novara che si ispira alla mostra “Realtà Impressione Simbolo PAESAGGI Da Migliara a Pellizza da Volpedo”. \nRisultato conclusivo del lavoro del progetto di alternanza scuola/lavoro che ha l’obiettivo di avvicinare gli studenti alle attività artistico culturali del territorio\, potenziare le competenze specifiche dell’offerta formativa dell’Istituto e formare gli studenti attraverso l’acquisizione di specifiche competenze nel settore museale e didattico-laboratoriale. \n  \n  \nIn collaborazione con: Fondazione Castello di Novara e Associazione METS Percorsi d’Arte \nCon il sostegno di: PXXL.IT
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SUMMARY:Mostra: HYPNOS - sulla corda del sogno
DESCRIPTION:HYPNOS – sulla corda del sogno\, mostra personale dello scultore novarese Costantino Peroni \nUn viaggio nel mondo dei sogni attraverso una selezione di sculture dell’artista novarese Costantino Peroni\, che espone in una personale organizzata da CreAttivi – Officina di Idee e a cura\ndi Luciano Bolzoni e Davide Dagosta\, dal titolo ‘HYPNOS – sulla corda del sogno’. Nella mostra sono esposti bassorilievi\, sculture a tuttotondo\, realizzate in ferro e acciaio e in altri materiali\, suddivisi in tre sezioni (Sulla corda del sogno\, Voci del muro – Immortali\, Povertà\, Iron Icon) ciascuna delle quali sviluppa un tema specifico\, attraverso un approccio scultoreo unico\, che conduce il visitatore in un percorso di esplorazione del tema. \n  \nSala della Rocchetta \nIngresso gratuito \ndal martedì alla domenica con orario 10-12.30 e 14.30- 19
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SUMMARY:Uomini di Pietra
DESCRIPTION:“Uomini di Pietra”\, una personale fotografica di Sara Protti\, realizzata in collaborazione con l’artista Raffaele Salvoldi. \nLa mostra racconta un universo di forza\, tradizione e poesia\, quello dei cavatori toscani che vivono e lavorano nel cuore del Monte Corchia (LU)\, dove il cielo e il mare si incontrano ai suoi piedi. Le fotografie di Sara Protti esplorano i gesti dei lavoratori\, eredi di una tradizione secolare\, figli e nipoti di uomini che hanno camminato sugli stessi pendii\, sfidato le stesse pietre e respirato la stessa polvere di marmo. Gli scatti catturano la relazione intima tra uomo e natura\, svelando una montagna che non è solo roccia\, ma un elemento vivo\, avvolto da nuvole e abbracciato dall’acqua. Attraverso queste immagini\, l’esposizione diventa un omaggio visivo a una tradizione che trascende il lavoro\, radicandosi profondamente nella cultura versiliese. \nAd arricchire la mostra\, un’installazione realizzata con mattoncini in marmo di Carrara (grazie alla collaborazione col brand Salvatori)\, realizzata dall’artista Raffaele Salvoldi\, ricrea le rientranze e i ritmi della montagna\, disegnando con linee e volumi la forza geometrica delle cave. L’opera dialogherà con le fotografie\, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che unisce luce\, materia e narrazione. \nLa mostra è un invito a scoprire un mondo di fatica e bellezza\, dove l’uomo e la pietra si fondono in una simbiosi antica e potente.
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SUMMARY:Mostra CONFINE di Enzo Maio
DESCRIPTION:Enzo Maio sposta i confini del suo studio in una mostra che diventa viva e viaggia\, ramifica\, prende corpo e materia come gli alberi\, soggetti delle sue opere. Nella mostra monumentale oltre cento opere tra carte e tele.
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SUMMARY:Rapsodia della risaia- ricordando Enzo Gazzone
DESCRIPTION: L’Ente nazionale Risi\, ricordando Enzo Gazzone\,  con questa mostra vuole raccontare la risaia di ieri\, oggi e domani \n“Rapsodia della risaia” è un viaggio nella storia della risicoltura italiana. Un percorso pittorico raccontato attraverso un ciclo di 40 tavole realizzate dal pittore vercellese Enzo Gazzone tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso. Espressione unica di arte e memoria\, queste opere immortalano la vita nei campi prima della meccanizzazione agricola: le mondine\, il duro lavoro dell’uomo e il lento scorrere delle stagioni. Dal bruno invernale all’azzurro dell’acqua che allaga i campi\, fino al verde e al giallo del raccolto estivo\, ogni sfumatura racconta un momento di vita\, lavoro e tradizione in risaia fino ad un secolo fa. \nLa mostra non è solo un omaggio al passato\, ma uno sguardo attento al presente e al futuro della risicoltura italiana. Di fronte alle tavole dipinte di Gazzone potrete ammirare anche le fotografie dell’archivio dell’Ente Nazionale Risi\, che documentano la risicoltura oggi: un settore che guarda al futuro attraverso ricerca\, tecnologia e agricoltura di precisione\, senza mai dimenticare le proprie radici. Tra tradizione e innovazione\, il “mare a quadretti” delle risaie rivive\, testimoniando il legame tra uomo\, natura e lavoro e invitando il visitatore a riflettere sul presente e a riscoprire un paesaggio unico\, patrimonio di tutti. \nLa mostra è organizzata da: Ente Nazionale Risi \nCon il patrocinio di: Ministero dell’agricoltura\, della sovranità alimentare e delle foreste\, Città di Novara\, Fondazione Castello di Novara\, ATL Terre dell’Alto Piemonte
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SUMMARY:JILL MATHIS  ART&INDUSTRIA: VISIONARY WOMEN
DESCRIPTION:Una mostra tutta al femminile promossa da Asilo Bianco per rivelare la visione di donne che fanno impresa attraverso gli scatti fotografici della fotografa Jill Mathis. \nTramite una personale tecnica artistica che si basa sulla ripresa di dettagli fortemente ingranditi\, metafora dell’osservazione non superficiale\, Jill Mathis racconta con uno sguardo femminile inedito i cambiamenti sociali avvenuti e quelli in corso all’interno dell’industria e del mondo del lavoro. Negli scatti realizzati gli elementi figurativi sono ridotti al minimo\, in quanto sono le strutture e i meccanismi nascosti degli elementi stessi a essere esaltati.\nSaranno esposti 18 scatti fotografici con dettagli di prodotti e macchinari presenti in quattro importanti aziende del territorio appartenenti a settori merceologici differenti e caratterizzati da CEO femminili. Si tratta di Fantini Rubinetti con Daniela Fantini; RivMet finiture galvaniche con Marta Arrondini; Cantine Castello Conti con Elena e Paola Conti; Gottifredi Maffioli corde hi-tech con Rossella Maffioli.
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SUMMARY:PAESAGGI. Realtà Impressione Simbolo. Da Migliara a Pellizza da Volpedo
DESCRIPTION:APERTURA ANTICIPATA SABATO 5 E DOMENICA 6 APRILE. Negli ultimi due giorni di apertura\, sarà possibile visitare la mostra dalle ore 9.00  \nPiù di 70 opere straordinarie\, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private\, fanno luce sull’evoluzione della pittura di paesaggio tra Piemonte e Lombardia dagli anni Venti dell’Ottocento al primo decennio del Novecento. Un aspetto poco noto\, ma peculiare per la storia dell’arte\, di cui sono stati protagonisti alcuni dei più importanti artisti attivi in Italia e in Europa in quel periodo. \nDalla campagna all’alta montagna\, dai laghi al mare fino ad arrivare ai paesaggi urbani del cuore di Milano\, ai Navigli e al Carrobbio\, METS Percorsi d’Arte porta al Castello di Novara un tema sempre molto amato e foriero di nuovi approfondimenti. \nLa mostra\,  a cura di Elisabetta Chiodini\,  è composta da nove sezioni: \nSezione I: La “Pittura di paese”: Dalla veduta al paesaggio \nSezione II: Il naturalismo romantico d’oltralpe e la sua influenza sul paesaggismo italiano \nSezione III: Incontri\, amicizie e sodalizi artistici. Dallo studio ginevrino di Alexandre Calame a Rivara e Carcare \nSezione IV: Verso la pittura di impressione \nSezione V: Il trionfo del naturalismo lombardo e la diffusione del nuovo linguaggio \nSezione VI: Il naturalismo nel paesaggio urbano: tra i Navigli e il Carrobbio \nSezione VII: Tra vita en plein air e intimità familiare. Leonardo Bazzaro all’Alpino \nSezione VIII: Dalle Prealpi all’alta montagna \nSezione IX: Il paesaggio divisionista: dal vero al simbolo \nLa mostra fa parte di un percorso di celebrazione e approfondimento della figura di Pellizza avviato da METS Percorsi d’arte congiuntamente alla GAM di Milano. \nProprio a tale itinerario “Pellizziano” è dedicata l’ultima sala della mostra di Novara che ospiterà anche “La Clementina”\, una delle tre opere “ritrovate” esposte da METS a Volpedo. Si tratta di un dipinto che non si vedeva dalla Biennale di Venezia del 1909 ed era conosciuto fino ad ora solo attraverso un’immagine in bianco e nero. \n  \nLa mostra si trova al primo piano (Ala Sforza) che è raggiungibile anche tramite ascensore. All’interno del percorso non si trovano barriere architettoniche. \nOrari \nDal martedì  alla domenica 10.00 – 19.00 \n(la biglietteria chiude alle 18.00) \nAperture straordinarie: venerdì 1 novembre\, domenica 8\, giovedì 26 e lunedì 30 dicembre\, mercoledì 1\, lunedì 6 e mercoledì 22 gennaio \nChiuso: martedì 24\, mercoledì 25 e martedì 31 dicembre \nUfficio stampa \nClarart | info@clarart.com
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LOCATION:Castello di Novara\, Piazza Martiri della Libertà\, 3\, Novara\, Novara\, 28100\, Italia
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SUMMARY:Mostra #sonsandaughters: all children are our sons and daughters. I bambini rifugiati sulla Rotta Balcanica
DESCRIPTION:La mostra multimediale #sonsandaughters tratta la tematica dell’infanzia sulla Rotta Balcanica\, non esplorando i meandri cupi e atroci di tale tematica\, bensì concentrandosi sulle speranze\, le aspettative e i sogni dei giovani protagonisti. I bambini e le loro personalità\, i loro talenti sono così al centro dell’attenzione dell’esposizione grazie ad installazioni\, agli stencil dell’artista novarese Federico Vullo\, luvol\, gli scatti e i video del fotografo novarese Claudio Asile. \nOrganizzata da Ohana ODV\, in collaborazione con Federico Vullo\, Claudio Asile ed in partnership con le associazioni UYUM – Sosyal Uyum ve Girisimcilik Dernegi e WIR – Verein fur Wissenshaft\, Integration und Religion e.V.
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SUMMARY:Mostra - Lo scautismo si racconta
DESCRIPTION:NOVARA 100 ANNI \n1924/2024 \nCI SIAMO\, PER UNA PROMESSA \nLa mostra “Lo scautismo si racconta” nasce nell’ambito delle celebrazioni per i 100 anni dalla costituzione del primo gruppo scout a Novara ed è promossa dai due Gruppi Scout Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) Novara 6 e Novara 13\, dalla Comunità Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) e resa possibile da volontari e sostenitori che hanno vissuto e trasmesso nei decenni l’esperienza scout nella nostra città.
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SUMMARY:Mostra monografica di Andrea Pescio
DESCRIPTION:La mostra\, ideata\, curata e fortemente voluta dal compianto e noto storico novarese Raul Capra\, raccoglie una selezione di lavori realizzati dall’artista nel corso di un ventennio\, utilizzando diverse tecniche su supporti eterogenei: penna bic\, grafite\, pittura a rullo\, acquerelli e inchiostro. \nSaranno presenti alcuni dei lavori esposti nel 2017\, alla Biennale di Venezia\, Padiglione della Repubblica di San Marino e le opere dell’ultima\nserie “carte cinesi” prodotta dopo la partecipazione a BIAB\, Pechino 2019. \nAccompagna l’esposizione il catalogo “Andrea Pescio”\, anch’esso a cura di Raul Capra\, stampato da Italgrafica nel mese di gennaio 2024. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con Italgrafica e Galleria 7Art \nMedia partner: La Stampa \n  \n 
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SUMMARY:Premio Nazionale d'Arte Città di Novara
DESCRIPTION:Torna l’appuntamento\, ormai tradizionale\, con l’arte contemporanea. \nDal 25 maggio al 2 giugno il Castello ospita la 22esima edizione del Premio Nazionale d’Arte Città di Novara con una grande novità: una sezione riservata agli artisti novaresi. \n  \nIngresso libero. 
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LOCATION:Ala degli Sforza- 1 piano
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SUMMARY:Buon viaggio Campionissimo
DESCRIPTION:Realizzata dal Consorzio turistico “Terre di Fausto Coppi” in collaborazione con La Gazzetta dello Sport è il racconto di una storia umana e sportiva diventata leggenda: un percorso storico e tematico attraverso le eroiche corse di Fausto Coppi\, i suoi Giri\, i suoi Tour\, le sue Sanremo\, i suoi Gregari\, ecc. \nFoto originali del Centro di Documentazione di Gazzetta che raccontano la sua storia\, a corollario\, una serie di curiosi aneddoti e curiosità su Coppi\, raccontati attraverso un sistema audio che la rende originale Completa la parte espositiva una teca nella quale vengono esposti cimeli del Campionissimo. \n  \nInaugurazione venerdì 19 aprile 2024 – ore 16.30 \nIngresso libero
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SUMMARY:Le Storie e la Storia
DESCRIPTION:La mostra “Le storie\, la Storia. Vite partigiane dagli archivi dell’ANPI” nasce dal desiderio di condividere con la città parte del patrimonio documentale dell’Associazione. \nNel corso del tempo presso i loro archivi è stato depositato moltissimo materiale (documenti di testo\, foto\, pubblicazioni\, oggetti) fondamentale per la ricerca\, la conoscenza\, l’approfondimento\, la ricostruzione della storia e della Memoria degli anni della Seconda guerra mondiale sul nostro territorio. Negli ultimi tempi questo materiale si è arricchito grazie a diverse donazioni che tante famiglie di Novara e Provincia hanno deciso di devolvere all’ANPI. E allora ecco nuovi documenti\, testimonianze preziose di chi ha vissuto e preso parte alla lotta di Liberazione. \nScatole trovate in cantina che\, una volta aperte\, hanno raccontato storie mai sentite nemmeno dai familiari\, cimeli conservati con cura ai quali voler dare quel futuro che una realtà storica e solida come l’ANPI può garantire a livello locale\, nazionale e internazionale. \nL’intento dell’esposizione proposta è dunque anche quello di dare o ridare voce alle storie di chi magari non finirà mai su un saggio di storia\, ma la storia l’ha fatta\, compiendo quella scelta difficile e coraggiosa che è stata l’antifascismo\, che è stata la Resistenza e dando il suo contributo alla nascita della Repubblica e della Costituzione\, straordinario riscatto umano e politico di un Paese piegato dalla sete di dominio della dittatura nazifascista. \n  \nInaugurazione sabato 13 aprile 2024 – ore 16.30 \nPer le scuole tutte le mattine su prenotazione: anpinovara@gmail.com \nIngresso libero
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LOCATION:Piano Archeologico Interrato
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SUMMARY:Documenti della raccolta di un collezionista novarese\, Gian Luigi Pizzigoni
DESCRIPTION:L’avvio di “Novara Risorgimentale 2024” sarà dato dalla inaugurazione della piccola mostra presso il museo ExpoRisorgimento al Castello dedicata a una parte dei documenti di diverso tipo e di diverse epoche (saranno esposti in prevalenza carte del XVIII e XIX secolo) raccolti dal collezionista novarese Gian Luigi Pizzigoni\, cui presenzieranno la figlia e alcuni parenti. \nLa mostra sarà visitabile gratuitamente sino alla fine di aprile.
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LOCATION:Rocchetta
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SUMMARY:ESCAPE\, [non puoi costringermi qui]
DESCRIPTION:La mostra di Giuseppe Ravizzotti sviluppa una indagine artistica dove la protagonista è la donna\, come veicolo di una “joie de vivre” che sa danzare la vita anche nei momenti di acuta malinconia\, di profonda sofferenza e tormento\, ma capace di reazione ed atti di forte coraggio\, declinato all’interno di due precisi “frame” tematici\, il primo “ESCAPE” connesso all’inferno vissuto dal popolo Yazidi vittima di Daesh. \nPersone in continuo movimento\, le quali vivono una condizione di precarietà\, terrore e disperazione\, Il secondo “frame” riguarda invece la sofferenza privata\, personale\, connessa\, per esempio\, all’amore perduto\, negato\, non corrisposto\, o a quello violato\, malato e violento\, che diviene perciò assenza e ricerca di una via di fuga\, “NON PUOI COSTRINGERMI QUI” è la raffigurazione del turbamento inteso come afflizione o sconforto\, perché le donne amano\, ma spesso vengono ingannate\, tradite\, deluse\, ferite\, psicologicamente e materialmente. \n  \nIngresso gratuito. 
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LOCATION:Piano Archeologico Interrato
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SUMMARY:Conoscere per ricordare
DESCRIPTION:La mostra Conoscere per Ricordare\, organizzata in occasione della Giornata del Ricordo 2024\, ripercorre le vicende del Confine Orientale del nostro Paese attraverso i passaggi cruciali della storia\, soffermandosi in maniera maggiore nel periodo del Novecento. \n\nIngresso gratuito.
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SUMMARY:Mostra antologica Vittorio Valente 1987-2023
DESCRIPTION:Da venerdì 8 dicembre alle 17 inaugura la mostra antologica di Vittorio Valente che presenta nella suggestiva Sale delle colonne la sua produzione autistica dal 1987 ad oggi. \nValente è un’artista eclettico \, poliedrico \, che sotto gli impasti in silicone esprime arte ed eleganza. Basta ammirare i suoi lavori per trovare passione in tutto quello che trasforma. Basti vedere \, o meglio toccare \, il risultato finale dei suoi animali \, per capire che ha saputo stregare chiunque sia invece in cerca di un significato che non è mai scontato. La sua ricetta artistica è una miscela unica di scienza\, cultura pop e un po’ di kitsch . Vittorio Valente non può non attirare l’attenzione degli amanti dell’arte e della critica.
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SUMMARY:MOSTRA FOTOGRAFICA “NONCHIAMATEMI MORBO”
DESCRIPTION:Il Castello Visconteo Sforzesco di Novara\, dal 10 novembre al 3 dicembre\, ospiterà la mostra fotografica parlante “Nonchiamatemi morbo” per sensibilizzare sulle condizioni e la vita quotidiana di chi è affetto dal morbo di Parkinson.\nOgni scatto esposto è accompagnato da un breve audio che\, attraverso le voci di Lella Costa e Claudio Bisio nei panni di “Mr. e Mrs. Parkinson”\, guida il visitatore in un’intima riflessione sulla malattia e le sue ripercussioni nella quotidianità.\nIn totale sono 40 le storie\, piccole e grandi\, sempre emozionanti\, di donne e di uomini che resistono al Parkinson raccontate dai 48 scatti fotografici di Giovanni Diffidenti. \n  \nCastello Sforzesco di Novara\nVenerdì 10 novembre\, ore 17.00\nNONCHIAMATEMI MORBO\nStorie di resistenza al Parkinson\nInaugurazione mostra fotografica\nFotografie di Giovanni Diffidenti\nVoci di Claudio Bisio e Lella Costa \nApertura Mostra\norario continuato dalle ore 10.00 alle ore 19.00\nda martedì a domenica
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SUMMARY:Boldini\, De Nittis et les italiens de Paris
DESCRIPTION:L’evento\, organizzato congiuntamente da Associazione Mets – percorsi d’arte\,  Comune di Novara e  Fondazione Castello di Novara\, sarà dedicato ad alcuni degli artisti italiani più noti e amati dal grande pubblico\, conosciuti internazionalmente come Les italiens de Paris\, primi tra tutti il ferrarese Giovanni Boldini (1842-1931) e il barlettano Giuseppe de Nittis (1846-1884).\n\n\n\nLa curatela della rassegna è stata affidata anche quest’anno a Elisabetta Chiodini\, storico dell’arte indipendente\, studiosa di arti figurative e di storia del costume e della moda\, esperta di arte italiana tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. \nIl percorso espositivo\, articolato in otto sezioni\, segue come di consueto l’andamento delle suggestive sale del Castello e si propone di illustrare\, attraverso confronti dal ritmo serrato e stimolante\, il lavoro dei pittori italiani di maggior successo attivi nella Parigi del secondo Ottocento e del primo Novecento. Le opere in mostra\, provenienti da collezioni pubbliche e private\, saranno circa una novantina. \nPerché Parigi e perché gli italiani a Parigi? \nCom’è noto\, fin dai primi anni Venti dell’Ottocento la Francia aveva attratto numerosi artisti italiani da un lato desiderosi di confrontarsi con la cultura figurativa d’Oltralpe e dall’altro di ampliare il proprio mercato oltre confine. Tra questi il veronese Giuseppe Canella (1788-1847)\, uno dei primi a scegliere la Francia come patria d’elezione e tra i primissimi ad immergersi a dipingere dal vero nella fitta foresta di Fontainebleau e a proporre i propri lavori al Salon del 1827. Quattro degli otto dipinti esposti in quell’occasione furono acquistati dal Duca Luigi Filippo d’Orleans\, il futuro sovrano\, e oggi sono nelle collezioni del Musée Carnavalet. \nQualche anno più tardi\, solo per fare qualche nome\, sarà la volta di Gabriele Smargiassi (1798-1882)\, di Consalvo Carelli (1818-1900)\, considerato il paesista più à la page della società aristocratica del regno di Luigi Filippo\, di Giuseppe Palizzi (1812-1888). Palizzi si affermerà come uno dei maggiori peintre animalièr\, nel 1859 verrà insignito della prestigiosa Légion d’honneur e per tutti gli anni Sessanta sarà il punto di riferimento per molti degli artisti italiani che arriveranno a Parigi. \nCon la nascita delle prime Esposizioni Universali\, città come Londra (Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations\, 1851) e Parigi (Exposition universelle des produits de l’agriculture\, de l’industrie et des beaux-arts\, 1855) attraggono milioni di visitatori da tutta Europa e diventano il centro nevralgico del mercato internazionale dell’arte contemporanea. \nDiversamente dall’esposizione di Londra del 1851\, nel 1855 Parigi dedica un intero padiglione anche alle Belle Arti. Ben 28 i paesi partecipanti e circa 5000 le opere esposte. Numeri decisamente importanti. Il padiglione\, ricordano le cronache\, è visitato da quasi un milione di persone. Semplici curiosi\, amanti dell’arte\, mercanti d’arte\, collezionisti e i medesimi artisti. Artisti che hanno la possibilità di confrontarsi direttamente con quello che è considerato “il meglio” della cultura artistica contemporanea di altri Paesi e\, al contempo\, non solo di visitare i musei e conoscere gli antichi maestri\, ma di avvicinarsi persino alle nuove poetiche\, ai nuovi modi espressivi\, compresi quelli considerati di scandalosa avanguardia\, come quelli di Gustave Courbet (1819-1877). Quest’ultimo\, vistosi rifiutare l’opera L’atelier del pittore dalla giuria dell’Esposizione\, decide di erigere\, a sue spese e proprio accanto ai padiglioni dell’Esposizione ufficiale\, il Pavillon du Realisme per allestirvi la sua mostra personale\, una mostra che segnerà il destino dell’evoluzione dell’arte europea. \nL’ Exposition universelle successiva\, quella del 1867\, la prima strutturata interamente a padiglioni\, confermerà Parigi\, parafrasando Walter Benjamin\, capitale del lusso e delle mode\, del progresso e della civiltà. L’evento attirerà ben oltre quindici milioni di visitatori\, tra i quali anche moltissimi dei nostri artisti\, pittori e scultori. \nVa da sé\, che nella capitale del lusso e delle mode\, anche il mercato dell’arte non solo è florido ma è in continua e rapida crescita. Sarà proprio dagli anni Sessanta che intraprendenti mercanti d’arte contemporanea\, francesi\, inglesi\, tedeschi\, olandesi faranno a gara per assicurarsi le opere di giovani artisti promettenti riuscendo\, spesso\, a convincerli a stipulare contratti “in esclusiva”\, diventandone i diretti intermediari con i compratori e il loro gusto estetico. Tra i mercanti di maggior fama spiccano i nomi di Adolphe Goupil\, Friedrich Reitlinger\, Thomas e William Agnew\, Algernon Moses Marsden. \nUna città piena di opportunità\, insomma\, nella quale numerosi artisti stranieri decideranno di fermarsi per sempre. \n\nComunicato stampa Download \n 
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SUMMARY:Tratti e ritratti - opere di Edmondo Poletti
DESCRIPTION:Sarà inaugurata alle 17 del prossimo 17 ottobre\, al castello di Novara\, la mostra “Tratti e ritratti”\, una mostra che vuole  riscoprire le opere e la figura di Edmondo Poletti\, uno degli artisti più particolari del nostro territorio. \n“Tratti e ritratti”\, a ingresso gratuito\, è visitabile fino al 24 ottobre 2023 al piano terra dalla Manica Moderna – Sala delle Colonne
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SUMMARY:Seconda mostra di Modellismo Ferroviario
DESCRIPTION:il Museo Ferroviario di Suno organizza la seconda edizione della Mostra di Modellismo Ferroviario presso il Castello di Novara. \nLa mostra sì terrà dal 22 al 30 settembre 2023 con i seguenti orari: \ndal lunedì al venerdì\, dalle 15 alle 18; sabato e domenica\, dalle 10 alle 18. L’ingresso è libero.
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SUMMARY:Mostra "Tracce"
DESCRIPTION:Sergio Floriani parte dalle tracce dell’uomo\, dall’impronta lasciata come segno d’identità (unica e personale)\, per arrivare all’infinito. Il suo è un percorso evolutivo che comprende il segno\, la forma e lo spazio\, ma non dimentica il dialogo continuo con la materia\, che gli fa perlustrare le possibilità della pittura e della scultura (due elementi che nelle opere di Floriani convivono sempre) e spazia dall’acciaio corten allo stagno\, dalla catramina su carta giapponese alla sabbia su piombo\, mentre il colore a volte si accende nelle tonalità più vivaci\, quasi pop\, e altre\, per esempio quando racconta i contorni del lago o allude alle voci dell’anima\, è capace di raccogliersi in tenui e silenziose gradazioni. \nNelle 11 sale del primo piano del Castello saranno collocate un centinaio di sculture: da Divido per otto (2003) al Totem (2015) dove il frammento si alterna alla leggerezza e alla trasparenza; dai Signum (2009) ai Cerchi d’acqua\, due serie in cui le parole (nei primi) e il colore (nei secondi) tracciano un nuovo alfabeto di lettere e di forme\, passando per i colorati rilievi di ultima generazione\, piccole e grandi tavole sulle quali il colore si distende senza sfumature e le sagome che vi affiorano\, lontane sorelle delle prime impronte digitali\, maculano la superficie trasformandola in materia cosmica. Il tema più ricorrente è il rapporto che s’instaura tra la forma e lo spazio\, e nelle ultime opere questa correlazione è sottolineata dalla presenza o dall’assenza delle cornici: nel primo caso una cornice dorata\, spesso d’epoca\, segna il perimetro e contiene il colore\, ma al contempo lo impreziosisce\, lo “storicizza” e lo concentra\, donandogli forza e misticismo; nel secondo caso\, con la soppressione del bordo ligneo il colore ritorna libero di dilatarsi e di fondersi con lo spazio circostante\, in una dimensione che è quasi filosofica.
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SUMMARY:WOOD ARC
DESCRIPTION:Il Castello di Novara è una delle tre tappe scelte dall’artista Raffaelle Salvoldi per la nuova mostra “Studio di Luce”\, parte del suo progetto artistico “Wood Arc”.\nL’installazione che sarà realizzata a partire dal 7 marzo nella Sala delle Colonne\, al piano terra\, è parte infatti di un percorso più ampio e che vede la sua tappa centrale nella settecentesca Villa Bono di Vaprio d’Agogna.\nL’installazione che verrà realizzata con i mattoncini Kaplà\, ormai un vera e propria firma dell’artista\, prenderà forma tra il 7 e 8 marzo con il pubblico che potrà assistere e interagire con l’artista e su suo invito contribuire loro stessi. Un’opera quindi unica ed irripetibile perché pensata appositamente per interagire con gli spazi messi a disposizione da Fondazione Castello.\nLe installazioni di Salvoldi sono ancora più sorprendenti poiché i mattoncini di legno di pino marittimo naturale sono assemblati solo grazie ad un equilibrio raggiunto dall’abilità dell’artista e non vengono mai artificialmente incollati insieme\, rendendoli continuamente riutilizzabili per creare infinite opere.\nGiovedì 6 aprile infatti vi sarà il culmine dell’evento con la demolizione dell’opera stessa e adulti e bambini potranno essere ancora una volta parte attiva.\nIl pubblico è quindi invitato mercoledì 8 marzo per vedere l’opera in costruzione e giovedì 6 aprile alle 17.30 per partecipare alla demolizione della stessa.
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SUMMARY:100 anni del Cai Novara: “Hospitia” e “2000 metri sopra le cose umane”
DESCRIPTION:In occasione degli eventi celebrativi del centenario della Sezione di Novara del Cai sono stati organizzate due mostre: “Hospitia” e “2000 metri sopra le cose umane”. Entrambe ospitate nelle sale nell’area archeologica del Castello Visconteo-Sforzesco di Novara e aperte al\npubblico dal 29 gennaio al 26 febbraio\, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.\n“Hospitia” racconta\, da un punto di vista storico\, della nascita dei primi Ospizi\, domus hospitales che avevano lo scopo di accogliere e aiutare chiunque si trovasse in difficoltà o avesse bisogno dicun punto d’appoggio durante una traversata da una valle e l’altra\, qualunque fosse il motivo del viaggio: commerciale\, spirituale\, politico.\n“Hospitia”\, progettata e realizzata dall’Associazione culturale Ammira di Varese\, design Concreo e fotografie di Carlo Meazza\, è frutto di un ampio lavoro di ricerca su un territorio che si estende lungo l’intero arco alpino e che ripercorre i secoli intercorsi fra l’Alto Medioevo e il Rinascimento.\nIl percorso espositivo\, che ha come tema centrale gli hospitia dell’arco alpino\, presenta\, oltre al trailer\, altri video: Ospizi carolingi\, un’intervista con l’Abate del Gran San Bernardo con uno spezzone Teche Rai sulla via francigena\, un’intervista con il Direttore del Museo dell’Ospizio del San Gottardo e una Gallery di grandi immagini su emergenze e paesaggi alpini.\nLa Mostra rappresenta un suggerimento prezioso per gli studenti a supporto di progetti di Cittadinanza e Costituzione\, un invito a riflettere su temi ed esperienze che si innestano nella storia continentale e che caratterizzano l’identità delle popolazioni\, vere protagoniste di un\npercorso di civiltà che ha attraversato i secoli e non si è mai interrotto.\nLa seconda mostra\, “2000 metri sopra le cose umane”\, è più “tecnica” e attuale\, e ci svela architetture\, tecnologie\, materiali e tecniche costruttive utilizzati nella costruzione di bivacchi e rifugi\, fino a quelli più moderni\, che devono tenere sempre più in considerazione le problematiche ambientali\, energetiche e legate a un turismo profondamente mutato rispetto ai secoli passati.\nÈ stata voluta e realizzata da Cantieri d’Alta Quota\, un’associazione culturale costituita a Biella nel 2012\, che ha per scopo la ricerca\, la divulgazione e la condivisione delle informazioni storiche\, edilizie\, progettuali\, geografiche\, sociali ed economiche su rifugi e bivacchi alpini. L’associazione si pone come osservatorio e piattaforma d’interscambio per tutti coloro che frequentano la montagna e\, tra le varie attività\, pubblica libri\, organizza convegni\, cura l’omonimo sito web e promuove mostre\, come “2000 metri sopra le cose umane”\, che illustra l’evoluzione del progetto di rifugi e bivacchi dell’intera regione alpina\, attraverso alcuni concetti chiave: riparo\, paesaggio\, comfort\, tecnologia.
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SUMMARY:Milano. Da romantica a scapigliata
DESCRIPTION:La mostra\nAttraverso una settantina di capolavori eseguiti dai maggiori protagonisti della cultura figurativa ottocentesca attivi a Milano\, la rassegna che il Comune di Novara\, Fondazione Castello e Mets Percorsi d’Arte propongono per l’autunno 2022 si prefigge di illustrare i mutamenti susseguitesi nella città meneghina tra i secondi anni dieci e gli anni ottanta dell’Ottocento. \nDecenni turbolenti nei quali Milano ha visto la caduta del Regno d’Italia napoleonico\, la costituzione del Regno Lombardo Veneto e la seconda dominazione austriaca\, le prime rivolte popolari e le guerre d’indipendenza che nel 1859 avrebbero portato alla liberazione. \nLe trasformazioni che già in epoca teresiana avevano iniziato a modificarne sensibilmente l’aspetto monumentale ed urbanistico erano proseguite senza soluzione di continuità durante gli anni della Repubblica Cisalpina\, del Regno d’Italia\, della Restaurazione e del Risorgimento e avevano fatto di Milano una città moderna\, bellissima\, crocevia di genti\, di culture\, di arte. \nUna città elegante che avrebbe continuato a rinnovarsi anche nei decenni post-unitari\, si pensi alla demolizione del Coperto dei Figini in Piazza Duomo (1864)\, alla costruzione della Galleria Vittorio Emanuele e all’ideazione della Piazza del Teatro\, nel 1865 battezzata Piazza della Scala\, all’abbattimento del Rebecchino (1875). Una città culturalmente assai vivace\, frequentata da viaggiatori stranieri e abitata da un facoltoso ceto borghese\, ma nel contempo anche un luogo in cui le differenze sociali cominciavano via via a farsi sempre più marcate e nella quale gran parte della popolazione viveva in povertà. \nIl percorso espositivo sarà articolato in sezioni che seguiranno l’andamento delle sale del Castello Visconteo Sforzesco e ripercorrerà l’evoluzione della pittura lombarda dal Romanticismo alla Scapigliatura\, fenomeno culturale nato a Milano negli anni sessanta che coinvolgeva poeti\, letterati\, musicisti\, artisti uniti da una profonda insofferenza nei confronti delle convenzioni della società e della cultura borghese. \nPrologo. La nuova sensibilità romantica\nIl visitatore sarà accolto nel Castello Visconteo Sforzesco da uno straordinario capolavoro ispirato ad un romanzo di grande successo popolare: I Lambertazzi e i Geremei o Le fazioni di Bologna nel secolo XIII. Cronaca di un Trovatore di Defendente Sacchi (1796-1840)\, opera\, come specifica l’autore nel dedicarla all’amata moglie Erminia\, già condotta a termine nel 1825 ma pubblicata solo nel 1830. \nFirmata da Francesco Hayez (1791-1882)\, l’Imelda de Lambertazzi in mostra è stata eseguita nel 1853 per il collezionista monzese Giovanni Masciaga. Storia di amore e morte ambientata nella Bologna delle lotte tra Guelfi e Ghibellini\, la tragica vicenda di Imelda e del suo Bonifacio era stata oggetto di opere poetiche anche prima della pubblicazione del romanzo di Sacchi ed Hayez aveva affrontato il fortunato soggetto già negli anni venti\, prima per l’editore Gian Marco Artaria di Mannheim (1822)\, poi per Francesco Crivelli (1829). \nLe Sezioni\nSezione I – “Pittura urbana” nella Milano romantica\nLa prima sezione della mostra sarà dedicata alla “pittura urbana”\, termine coniato nel 1829 da Defendente Sacchi per qualificare il nuovo genere di veduta prospettica elaborato e portato al successo tra il secondo e terzo decennio dell’Ottocento dal pittore alessandrino Giovanni Migliara (1785-1837). \nAttraverso le opere esposte in questa sezione ci si propone di illustrare l’evoluzione del paesaggio urbano in epoca romantica partendo proprio da alcuni dipinti di Migliara quali la Veduta di Piazza del Duomo in Milano\, del 1828 e la Veduta dell’interno del I.R. Palazzo del Governo\, del 1834. Seguiranno opere di Giuseppe Elena (1801-1867) e Luigi Premazzi (1814-1891)\, nonché di Luigi Bisi (1814-1886)\, già dai primissimi anni quaranta acclamato erede del compianto Migliara. \nSaranno esposte numerose opere di Giuseppe Canella (1788-1847)\, prima vera alternativa di avanguardia alla pittura rigorosamente prospettica di Migliara\, spettacolari tranches de vie meneghine\, e di Angelo Inganni (1807-1880) rappresentato da importanti capolavori tra i quali La veduta di Piazza del Duomo con il coperto dei Figini\, eseguito nel 1839 per l’imperatore d’Austria Ferdinando I\, e La colonna di San Martiniano al Verziere con neve cadente\, del 1845\, una delle primissime nevicate di Inganni. \nOpere appartenenti a collezioni pubbliche e private\, che accompagneranno il visitatore in un suggestivo viaggio nel tempo tra le vie\, le piazze\, lungo i Navigli\, proprio negli anni che videro l’inizio della loro trasformazione nei luoghi che noi tutti oggi conosciamo e frequentiamo come nel caso di Piazza del Duomo\, della Corsia dei Servi – l’attuale Corso Vittorio Emanuele -\, di Piazza San Babila\, di Piazza della Scala e del Verziere. \nSezione II – I protagonisti\nDalla città\, presentata nella prima sezione come ideale “palcoscenico” del nostro racconto\, nella seconda sezione passeremo alla presentazione diretta degli “attori protagonisti” della storia milanese di quegli anni: persone e personaggi. \nSaranno esposti “ritratti ambientati” e scene di genere eseguiti da Giuseppe Molteni (1800-1867)\, figura poliedrica\, pittore\, restauratore\, ritrattista mondano di fama internazionale e nel contempo sincero pittore della vita del popolo. Sarà altresì presente Francesco Hayez\, rinnovatore non solo del genere storico ma anche del ritratto\, al quale Molteni aveva lanciato una sfida proprio nel campo della ritrattistica. Tra le opere in mostra dei due grandi artisti: il Ritratto di Alessandro Manzoni di Molteni\, recentemente ritrovato\, e il Ritratto della contessa Teresa Zumali Marsili con il figlio Giuseppe\, straordinaria maternità laica\, uno dei vertici della ritrattistica di Hayez esposto a Brera nel 1833. \nSeguiranno lavori di Carlo Arienti (1801-1873) rappresentato dal Ritratto del conte Carlo Alfonso Schiaffinati in abito da cacciatore (1834) e di Giovanni Carnovali\, più noto come il Piccio (1804-1874)\, autore impegnato fin dalla prima metà degli anni quaranta in una personalissima ricerca intorno alle potenzialità espressive del colore\, figura fondamentale per un primo affrancamento della pittura lombarda da quello che era stato l’indiscusso primato del disegno di matrice classicista. \nSarà dato spazio anche ai fratelli Domenico (1815-1878) e Gerolamo Induno (1825-1890)\, uomini e pittori di indole assai diversa\, ma entrambi mirabili narratori del proprio tempo\, un tempo raccontato per lo più attraverso la storia degli umili\, una storia che viaggiava parallelamente alla storia con la S maiuscola\, in questa sala rappresentati rispettivamente da L’offerta\, presentata a Brera nel 1846\, e da Scioperatella\, del 1851. \nSezione III – Milano\, da austriaca a liberata.\nLa terza sezione sarà interamente dedicata alle Cinque giornate di Milano e agli episodi cruciali che nel marzo del 1848 hanno portato alla temporanea liberazione di Milano dalla dominazione austriaca. Tra gli autori scelti per meglio rappresentare quei momenti si ricordano Carlo Bossoli (1815-1884)\, vedutista di straordinaria sensibilità – di origine ticinese\, ma vissuto e formatosi a Odessa dove la famiglia si era trasferita nel 1820\, Bossoli si stabilì a Milano nel 1843 – che raggiunse fama internazionale proprio attraverso dipinti rievocativi delle guerre d’indipendenza\, opere eseguite per lo più a tempera\, medium prediletto dal pittore nell’arco di tutta la sua carriera; Carlo Canella (1800-1879)\, fratello di Giuseppe\, e ancora Baldassare Verazzi (1819-1886)\, presente in mostra con quello che è considerato il suo capolavoro: Combattimenti a Palazzo Litta. \nSezione IV – La Storia narrata dalla parte del popolo.\nLa quarta sezione sarà dedicata ai lavori dei fratelli milanesi Domenico e Gerolamo Induno\, tra i maggiori protagonisti della scena figurativa di quei decenni\, autori amatissimi sia dalla critica che dal pubblico dell’epoca\, quest’ultimo letteralmente incantato dalla raffinatezza con la quale ogni minimo dettaglio della realtà era restituito magistralmente sulle loro tele. \nUna attenta selezione delle loro maggiori opere aprirà al visitatore moderno gli umili interni domestici della gente comune della Milano di quegli anni e\, in modo semplice ma accurato\, racconterà la loro storia\, il loro vivere quotidiano\, i drammi e le difficoltà di quei tempi estremamente difficili\, le loro piccole gioie. Tra questi sia sufficiente citare il celeberrimo Pane e lacrime\, di Domenico Induno\, esposto nella redazione del 1854 che è stata di proprietà di Francesco Hayez. \nSezione V – Verso il rinnovamento del linguaggio: dal disegno al colore.\nLa quinta sezione esporrà alcuni lavori di autori fondamentali nel rinnovamento del linguaggio pittorico: Eleuterio Pagliano (1826-1903)\, Giuseppe Bertini (1825-1898)\, il già citato Piccio\, presente con il Ritratto di Gina Caccia\, del 1862\, Federico Faruffini (1833-1869)\, insieme a Pagliano tra i primi artisti lombardi ad aggiornare la propria pittura sulle ricerche più avanzate della pittura napoletana incentrate sul colore e sulla luce\, tendenze avvicinate da Faruffini alla metà degli anni cinquanta nel corso di un lungo soggiorno romano durante il quale il pittore conosce e frequenta Domenico Morelli (1823-1901)\, Bernardo Celentano (1835-1863) e Saverio Altamura (1822-1897)\, e ancora il milanese Filippo Carcano (1840-1914)\, talentuoso e ribelle allievo di Hayez\, impegnato fin dai primissimi anni sessanta nell’elaborazione di un nuovo linguaggio che potesse risultare idoneo a comunicare in senso moderno il “vero”. \nSezione VI – “Il sistema di Filippo Carcano. La pittura scombicchierata e impiastricciata”\nSe le sperimentazioni linguistiche condotte nel corso degli anni sessanta da Filippo Carcano erano totalmente incomprese e decisamente osteggiate dalla critica che definiva la sua pittura “una pittura filacciosa\, senza contorni di sorta\, quasi senza piani e senza prospettiva” – in aperta rottura con la tradizione accademica del disegno\, Carcano costruiva le immagini attraverso l’uso del solo colore -\, erano invece abbracciate con entusiasmo da altri giovani artisti; tra questi autori la sesta sezione ospiterà lavori di Giuseppe Barbaglia (1841-1910)\, Vespasiano Bignami (1841-1929) e Mosè Bianchi (1840-1904). \nSezione VII – Verso la Scapigliatura\nIl percorso espositivo proseguirà con alcune significative opere dipinte da Tranquillo Cremona (1837-1878) e Daniele Ranzoni (1843-1889) nel corso dei secondi anni sessanta\, quindi prima dell’elaborazione di quel linguaggio scapigliato che caratterizzerà le opere della loro maturità artistica; tra queste il Ritratto di Nicola Massa Gazzino di Cremona e il Ritratto di donna Maria Padulli in Greppi di Ranzoni. \nSezione VIII – L’affermazione e il trionfo del linguaggio scapigliato\nL’ultima sezione accoglierà alcuni dei maggiori capolavori scapigliati eseguiti dalla metà degli anni settanta ai primi anni ottanta. \nTra questi sia sufficiente citare Melodia e In ascolto\, straordinarie tele eseguite en pendant da Cremona su commissione dell’industriale Andrea Ponti tra il 1874 e il 1878\, Visita al collegio\, ancora di Cremona\, riferibile al biennio 1877-1878\, nonché alcuni dei più intensi ritratti eseguiti da Ranzoni\, quali il Ritratto della signora Luigia Pisani Dossi\, esposto a Brera nel 1880\, e Ritratto di Antonietta Tzikos di Saint Leger\, presentato la prima volta al pubblico nella primavera del 1886\, in occasione della mostra organizzata per l’inaugurazione della nuova sede della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. Nella sezione anche due belle sculture in bronzo e gesso di Giuseppe Grandi: La Pleureuse (1875-1878) e Beethoven giovinetto (1874). \nUfficio stampa\nLucia Crespi | tel. 02 89415532 – 02 89401645 | lucia@luciacrespi.it
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SUMMARY:Geronimo Stilton Live Experience - Viaggio nel Tempo
DESCRIPTION:Riprende la “Geronimo Stilton Live Experience – Viaggio nel Tempo” al Castello di Novara\, dall’11 settembre al 20 novembre\, periodo ideale per viaggiare nel tempo in uno spazio al chiuso eccezionale e sorprendente. \nUn altro appuntamento rilevante durante i mesi autunnali sarà l’Open day dedicato alle scuole: il 20 settembre sono previsti due turni (15.30 e 17.30)\, durante i quali verrà presentata e raccontata l’esperienza con dimostrazioni pratiche agli insegnanti\, presso il Castello di Novara. \nLa mostra possiede il patrocinio del Comune di Novara e della Provincia di Novara oltre che il supporto di Fondazione Castello di Novara. \nLa partnership della mostra con l’Outlet di Vicolungo è stata riavviata e vivacizzata con nuove attività e iniziative. \nUn’avventura immersiva di intrattenimento\, divertente ed educativa\, dove i partecipanti sono coinvolti in un avvincente viaggio nella Storia con la missione speciale di salvare Geronimo Stilton. Una mostra unica nel suo genere che vede anche il coinvolgimento di guide speciali: Ranger del tempo\, che accompagneranno i visitatori nel percorso espositivo attraverso entusiasmanti giochi interattivi. \nL’esperienza della mostra è pensata per essere immersiva\, interattiva ed empatica: i visitatori possono così vivere un avvincente viaggio nel tempo\, con prove da superare ed enigmi da risolvere per imparare divertendosi. Grazie a un allestimento scenografico ricco di sorprese\, a giochi interattivi e alla guida dei Ranger del Tempo\, divertimento\, emozionalità e apprendimento sono una cosa sola. \nSi può esplorare il mondo perduto dei dinosauri\, quello misterioso degli antichi Egizi\, e quello avventuroso dell’Isola del Tesoro per arrivare alla fine del viaggio e tornare finalmente al presente\, più ricchi\, emozionati ed entusiasti che mai! \nIl percorso espositivo si avvale di diverse tecnologie: \n\nIl Mapping: nella sala dedicata al Cretaceo\, immagini e video vengono proiettati sulla superficie di uno o più oggetti trasformandoli in display. In abbinamento a suoni e musiche\, il mapping regala una narrazione audio-visuale coinvolgente e immersiva;\nIl Digital Signage: in ogni sala\, un dispositivo di visualizzazione digitale permette di controllare contenuti su ledwall\, touchscreen o mirror display;\nLa Realtà Aumentata: nella sala dedicata all’antico Egitto\, i tablet danno vita a una sovrapposizione nel mondo reale di elementi digitali\, virtuali e interattivi\, per un’esperienza emozionante e unica.\n\n  \nLa storia\nFiccagenio Squitt\, scienziato e amico di Geronimo\, sta lavorando a un nuovo progetto dedicato alle chiavi del tempo. Mentre svolge i suoi studi\, a causa di un malfunzionamento le tre chiavi aprono tre portali facendo arrivare a Topazia… dinosauri\, mummie e pirati! Geronimo e i suoi amici hanno bisogno di una ciurma di viaggiatori li aiutino a risolvere la situazione. La missione dei visitatori consisterà quindi nel viaggiare nel tempo con il Toponautilus rimasto a Milano\, risolvere le sfide e ritrovare le tre chiavi del tempo per chiudere i tre portali e salvare Geronimo. \nGeronimo Stilton – sempre in collegamento con loro da Topazia – li esorterà a partire per il viaggio alla ricerca delle chiavi del tempo nell’era dei Dinosauri\, nell’Antico Egitto e poi sull’Isola del Tesoro. \nGeronimo Stilton \nGeronimo Stilton – nato da un’idea di Elisabetta Dami – è il personaggio di cui Atlantyca Entertainment gestisce i diritti editoriali internazionali nonché quelli di animazione e di licensing per tutto il mondo. La serie di libri di Geronimo Stilton\, pubblicata in Italia da Edizioni Piemme-Mondadori Libri\, è diventata un fenomeno globale con 182 milioni di libri tradotti in 51 lingue venduti in tutto il mondo e 3 serie animate coprodotte con Rai Fiction e distribuite in oltre 130 paesi. Da sempre Geronimo Stilton è inoltre portavoce di progetti e realtà culturali grazie alla sua capacità di trasmettere\, in maniera divertente\, valori positivi e temi complessi altrimenti difficili da comunicare. \nGeronimo Stilton Live Experience “Viaggio nel Tempo”\nRegia e drammaturgia: Libero Stelluti\nScenografie: Stefano Zullo\nLighting design: Manuel Frenda\nGraphic design: Nadia Abbate\nCon Geronimo Stilton e Tea Stilton\ne con Matteo Chippari\, Eleonora Cicconi\, Lapo Sintoni\, Matteo Vitanza \nPer ulteriori informazioni Ufficio Stampa Mostra\ninfo@geronimostiltonexperience.it
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SUMMARY:“Congiunti” – quando la tradizione diventa contemporanea
DESCRIPTION:Parte a Settembre la prima esposizione del progetto “Congiunti”\, un percorso che indaga il linguaggio estetico tra passato e presente \nA partire dall’8 Settembre fino a data 27 il Castello Visconteo Sforzesco di Novara apre le porte alla rassegna “Congiunti” presentando una rosa di artisti internazionali\, scelti nel panorama contemporaneo\, trattati nell’omonima pubblicazione a marchio Giunti editore. L’iniziativa è concepita come un susseguirsi di riflessioni e confronti tra un artista del passato e uno vivente\, accomunati da affinità\, citazioni\, legami\, divergenze oltre il tempo e lo spazio. L’arte\, nell’ambito di un percorso di ispirazioni e rimandi\, ha spesso sovrapposto la tradizione all’innovazione; allo stesso modo il progetto\, articolato in diverse mostre e in una pubblicazione\, andrà a suggerire quelle opere che\, nonostante un linguaggio attuale\, siano foriere di valori di bellezza universalmente validi. Autorevoli progenitori – in pittura\, scultura e fotografia- troveranno nuovi eredi in alcuni maestri di oggi secondo una prospettiva che vede l’arte come una grande famiglia di modi espressivi differenti\, imparentati tra loro\, a dirla usando una metafora mutuata da Ludwig Wittgenstein a proposito dei giochi linguistici.\nD’altronde nel 1962 George Kubler affermava come: “ogni opera d’arte importante può essere considerata come un avvenimento storico e allo stesso tempo come la soluzione faticosamente raggiunta di un certo problema […] ogni soluzione indica che c’è stato un problema al quale erano già state date altre soluzioni e per il quale saranno probabilmente trovate ancora nuove soluzioni dopo quella ora offerta”. Ebbene tante soluzioni\, alternate nel corso dei secoli\, hanno originato una “forma del tempo” genitrice di segni\, opere\, manufatti laddove linguaggi cosiddetti contemporanei sono andati a riscoprire espressioni estetiche passate\, antiche; per fare un esempio basti pensare al recupero\, nel secondo Novecento\, di quelle Avanguardie sorte molto prima e non sufficientemente sviluppate. Il risultato delle mostre sarà registrato nel volume “Congiunti”\, in uscita a conclusione dell’anno dalla storica casa editrice specializzata nell’arte. Ad aprire il ciclo espositivo sarà appunto Novara\, a seguire il Lago di Como con i pittoreschi ambienti della Torre delle Arti di Bellagio\, fino a giungere a Roma\, negli spazi di Palazzo della Cancelleria Apostolica\, zona extraterritoriale della Santa Sede. Le diverse rassegne saranno inaugurate da Daniele Radini Tedeschi\, autorevole personalità della cultura italiana\, storico\, critico e saggista di chiara fama. Tra gli enti coinvolti nel progetto anche il College International de Cannes\, fondato nel 1931 dall’intellettuale Paul Valéry\, ente di ricerca e studio che ha ospitato a Maggio la presentazione dell’intero evento. L’iniziativa è sostenuta dalla società Start. \nCon opere di \nAgarla Matteo\, Ancilotto Camilla\, Askeur Massinissa (Massy)\, Avantaggiato Massimo Vito\, Bachiocco Piera\, Barbagallo Sabrina\, Bertoncelli Barbara\, Bertrecchi Rita\, Bogliacino Mariella\, Caleffi Iole\, Carletti Franco\, Carluccio Giorgio\, Carradori Remo\, Casciotti Alessandra\, Castelli Gian Luigi\, Ciccarelli Leonardo\, Comand Patrizia\, Contento Maria Pia\, Coppi Maria Beatrice\, Corbellini Emanuela\, Corso Cecilia Anna\, Corvino Cristina\, DRO (De Rosa Ornella)\, Depaoli Gianni\, Di Giustino Cleto\, Digiovanni Sara\, Donati Tamara\, Drensi Valcarlo\, Dupont Josine\, Cor Fafiani\, Fanfoni Giuseppe\, Favilla (Fiorillo Jessica)\, Fera Emanuela\, Flati Giancarlo\, Fusari Giuliana Maria (Maddalena)\, Gaggio Paola\, Gentile Lena\, Gonzales Alba\, Grande Marisa\, Guetta Francesca\, Irosa Guido\, Lachi Lea (Giancarlo De Luca)\, Landolfi Silvana\, Legnazzi Barbara\, Leotta Angela Margherita\, Ligrani Massimiliano\, Lizzio Salvatore\, Lo Prete Letizia\, Loliva Francesco\, Longhitano Laura\, Lupo Tina\, Magrin Alberto\, Marin Federica\, Marrocco Marco\, Martin Mauro\, Mattes Petra\, Medea\, Mincuzzi Marina (Art Texture Mosaic)\, Minutolo Mario\, Moglia Paola\, Moiso Carla\, Montà Fernando\, Montalto Adriana\, Seger Olivia\, Pagnozzi Paola\, Parentela Marina\, Patella Carla\, Pepe Mario\, Perghem Gelmi Michelangelo\, Perin Juri\, Perrone Nino\, Pezzino de Geronimo Rossella\, Pouget Aline\, Prato Tiziana\, Premoli Lorena (Lo’s)\, Pucci Osvalda\, Rossetto Paolo\, Saar Henrik\, Salonia Maria Elvira\, Scaglione Antonella\, Scocco Cilla Liliana\, Serpetti Alessio\, Spatara Francesco\, Susi Danilo\, Talarico Sonia\, Toniatti Michele\, Tonini Isabella\, Vacirca Francesco\, Vardar Emel\, Velardi Maria\, Venuti Silvia\, Villa Ilaria\, Vinotto Alessandra\, Visentini Bernarda\, Vitale Tommaso Maurizio\, Zenu (Lorenzo Zenucchini). \nUfficio Stampa Alfredo Fidani\, startsrls2015@gmail.com
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SUMMARY:Distacco. Immagini e documenti dell'Esodo giuliano-dalmata a Novara.
DESCRIPTION:“Un passato condiviso è un passato compreso: solo così la storia può essere lezione per il presente” Gianni Oliva \nLa mostra “Distacco. Immagini e documenti dell’Esodo giuliano dalmata a Novara” vuole raccontare e condividere la storia di coloro che scegliendo di essere italiani dovettero abbandonare le loro città natali per approdare in diversi centri profughi. Uno di questi era qui a Novara. \nE così con foto\, filmati e documenti raccolti dall’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Verbano Cusio Ossola “Piero Fornara” e i testi del dott. Antonio Leone possiamo ripercorrere quale era la vita dei nostri connazionali nella caserma Perrone prima e nel villaggio Dalmazia successivamente. \nGrazie poi alla collaborazione dell’Associazione Nazionale  Venezia Giulia Dalmazia e di coloro che hanno raccolto l’invito ad aiutarci in questo viaggio della memoria\, ci sono anche i documenti e le foto di coloro che in quegli anni\, nella loro primissima giovinezza\, si ritrovarono in una nuova città: foto dei loro album di famiglia\, le foto portate con sé per ricordare le origini e coloro che hanno lasciato indietro. \nPer aiutare a ricostruire le storie di queste foto\, durante il periodo della mostra chi riconoscerà un volto o un luogo potrà scrivere i dettagli\, la storia dietro la foto appunto\, negli appositi spazi. \nIl Presidente della Repubblica\, Sergio Mattarella\,  in uno dei suoi discorsi in occasione della Giornata del Ricordo ha sottolineato come “oggi il vero avversario da battere più forte e più insidioso\, è quello dell’indifferenza\, del disinteresse\, della noncuranza\, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e degli eventi”. \nProprio con questa mostra speriamo di mettere un piccolo ma importante tassello nella battaglia contro quell’avversario insidioso a cui si riferiva il Presidente della Repubblica e aiutare a far conoscere questa parte della storia dell’esodo giuliano-dalmata: la fine di un viaggio tragico ma che rappresenta l’inizio di una vita nuova nella Patria che avevano così fortemente scelto e soprattutto nella città che li ha accolti. \nLa mostra ospitata al piano terra dell’Ala Ovest e ad ingresso libero sarà visitabile fino al 13 febbraio. Da martedì a venerdì: 15 – 19; Sabato e Domenica: 10 -12 e 15-19 \nObbligo green pass rafforzato
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