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SUMMARY:Boldini\, De Nittis et les italiens de Paris
DESCRIPTION:L’evento\, organizzato congiuntamente da Associazione Mets – percorsi d’arte\,  Comune di Novara e  Fondazione Castello di Novara\, sarà dedicato ad alcuni degli artisti italiani più noti e amati dal grande pubblico\, conosciuti internazionalmente come Les italiens de Paris\, primi tra tutti il ferrarese Giovanni Boldini (1842-1931) e il barlettano Giuseppe de Nittis (1846-1884).\n\n\n\nLa curatela della rassegna è stata affidata anche quest’anno a Elisabetta Chiodini\, storico dell’arte indipendente\, studiosa di arti figurative e di storia del costume e della moda\, esperta di arte italiana tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. \nIl percorso espositivo\, articolato in otto sezioni\, segue come di consueto l’andamento delle suggestive sale del Castello e si propone di illustrare\, attraverso confronti dal ritmo serrato e stimolante\, il lavoro dei pittori italiani di maggior successo attivi nella Parigi del secondo Ottocento e del primo Novecento. Le opere in mostra\, provenienti da collezioni pubbliche e private\, saranno circa una novantina. \nPerché Parigi e perché gli italiani a Parigi? \nCom’è noto\, fin dai primi anni Venti dell’Ottocento la Francia aveva attratto numerosi artisti italiani da un lato desiderosi di confrontarsi con la cultura figurativa d’Oltralpe e dall’altro di ampliare il proprio mercato oltre confine. Tra questi il veronese Giuseppe Canella (1788-1847)\, uno dei primi a scegliere la Francia come patria d’elezione e tra i primissimi ad immergersi a dipingere dal vero nella fitta foresta di Fontainebleau e a proporre i propri lavori al Salon del 1827. Quattro degli otto dipinti esposti in quell’occasione furono acquistati dal Duca Luigi Filippo d’Orleans\, il futuro sovrano\, e oggi sono nelle collezioni del Musée Carnavalet. \nQualche anno più tardi\, solo per fare qualche nome\, sarà la volta di Gabriele Smargiassi (1798-1882)\, di Consalvo Carelli (1818-1900)\, considerato il paesista più à la page della società aristocratica del regno di Luigi Filippo\, di Giuseppe Palizzi (1812-1888). Palizzi si affermerà come uno dei maggiori peintre animalièr\, nel 1859 verrà insignito della prestigiosa Légion d’honneur e per tutti gli anni Sessanta sarà il punto di riferimento per molti degli artisti italiani che arriveranno a Parigi. \nCon la nascita delle prime Esposizioni Universali\, città come Londra (Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations\, 1851) e Parigi (Exposition universelle des produits de l’agriculture\, de l’industrie et des beaux-arts\, 1855) attraggono milioni di visitatori da tutta Europa e diventano il centro nevralgico del mercato internazionale dell’arte contemporanea. \nDiversamente dall’esposizione di Londra del 1851\, nel 1855 Parigi dedica un intero padiglione anche alle Belle Arti. Ben 28 i paesi partecipanti e circa 5000 le opere esposte. Numeri decisamente importanti. Il padiglione\, ricordano le cronache\, è visitato da quasi un milione di persone. Semplici curiosi\, amanti dell’arte\, mercanti d’arte\, collezionisti e i medesimi artisti. Artisti che hanno la possibilità di confrontarsi direttamente con quello che è considerato “il meglio” della cultura artistica contemporanea di altri Paesi e\, al contempo\, non solo di visitare i musei e conoscere gli antichi maestri\, ma di avvicinarsi persino alle nuove poetiche\, ai nuovi modi espressivi\, compresi quelli considerati di scandalosa avanguardia\, come quelli di Gustave Courbet (1819-1877). Quest’ultimo\, vistosi rifiutare l’opera L’atelier del pittore dalla giuria dell’Esposizione\, decide di erigere\, a sue spese e proprio accanto ai padiglioni dell’Esposizione ufficiale\, il Pavillon du Realisme per allestirvi la sua mostra personale\, una mostra che segnerà il destino dell’evoluzione dell’arte europea. \nL’ Exposition universelle successiva\, quella del 1867\, la prima strutturata interamente a padiglioni\, confermerà Parigi\, parafrasando Walter Benjamin\, capitale del lusso e delle mode\, del progresso e della civiltà. L’evento attirerà ben oltre quindici milioni di visitatori\, tra i quali anche moltissimi dei nostri artisti\, pittori e scultori. \nVa da sé\, che nella capitale del lusso e delle mode\, anche il mercato dell’arte non solo è florido ma è in continua e rapida crescita. Sarà proprio dagli anni Sessanta che intraprendenti mercanti d’arte contemporanea\, francesi\, inglesi\, tedeschi\, olandesi faranno a gara per assicurarsi le opere di giovani artisti promettenti riuscendo\, spesso\, a convincerli a stipulare contratti “in esclusiva”\, diventandone i diretti intermediari con i compratori e il loro gusto estetico. Tra i mercanti di maggior fama spiccano i nomi di Adolphe Goupil\, Friedrich Reitlinger\, Thomas e William Agnew\, Algernon Moses Marsden. \nUna città piena di opportunità\, insomma\, nella quale numerosi artisti stranieri decideranno di fermarsi per sempre. \n\nComunicato stampa Download \n 
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SUMMARY:Tratti e ritratti - opere di Edmondo Poletti
DESCRIPTION:Sarà inaugurata alle 17 del prossimo 17 ottobre\, al castello di Novara\, la mostra “Tratti e ritratti”\, una mostra che vuole  riscoprire le opere e la figura di Edmondo Poletti\, uno degli artisti più particolari del nostro territorio. \n“Tratti e ritratti”\, a ingresso gratuito\, è visitabile fino al 24 ottobre 2023 al piano terra dalla Manica Moderna – Sala delle Colonne
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SUMMARY:Seconda mostra di Modellismo Ferroviario
DESCRIPTION:il Museo Ferroviario di Suno organizza la seconda edizione della Mostra di Modellismo Ferroviario presso il Castello di Novara. \nLa mostra sì terrà dal 22 al 30 settembre 2023 con i seguenti orari: \ndal lunedì al venerdì\, dalle 15 alle 18; sabato e domenica\, dalle 10 alle 18. L’ingresso è libero.
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SUMMARY:Mostra "Tracce"
DESCRIPTION:Sergio Floriani parte dalle tracce dell’uomo\, dall’impronta lasciata come segno d’identità (unica e personale)\, per arrivare all’infinito. Il suo è un percorso evolutivo che comprende il segno\, la forma e lo spazio\, ma non dimentica il dialogo continuo con la materia\, che gli fa perlustrare le possibilità della pittura e della scultura (due elementi che nelle opere di Floriani convivono sempre) e spazia dall’acciaio corten allo stagno\, dalla catramina su carta giapponese alla sabbia su piombo\, mentre il colore a volte si accende nelle tonalità più vivaci\, quasi pop\, e altre\, per esempio quando racconta i contorni del lago o allude alle voci dell’anima\, è capace di raccogliersi in tenui e silenziose gradazioni. \nNelle 11 sale del primo piano del Castello saranno collocate un centinaio di sculture: da Divido per otto (2003) al Totem (2015) dove il frammento si alterna alla leggerezza e alla trasparenza; dai Signum (2009) ai Cerchi d’acqua\, due serie in cui le parole (nei primi) e il colore (nei secondi) tracciano un nuovo alfabeto di lettere e di forme\, passando per i colorati rilievi di ultima generazione\, piccole e grandi tavole sulle quali il colore si distende senza sfumature e le sagome che vi affiorano\, lontane sorelle delle prime impronte digitali\, maculano la superficie trasformandola in materia cosmica. Il tema più ricorrente è il rapporto che s’instaura tra la forma e lo spazio\, e nelle ultime opere questa correlazione è sottolineata dalla presenza o dall’assenza delle cornici: nel primo caso una cornice dorata\, spesso d’epoca\, segna il perimetro e contiene il colore\, ma al contempo lo impreziosisce\, lo “storicizza” e lo concentra\, donandogli forza e misticismo; nel secondo caso\, con la soppressione del bordo ligneo il colore ritorna libero di dilatarsi e di fondersi con lo spazio circostante\, in una dimensione che è quasi filosofica.
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SUMMARY:WOOD ARC
DESCRIPTION:Il Castello di Novara è una delle tre tappe scelte dall’artista Raffaelle Salvoldi per la nuova mostra “Studio di Luce”\, parte del suo progetto artistico “Wood Arc”.\nL’installazione che sarà realizzata a partire dal 7 marzo nella Sala delle Colonne\, al piano terra\, è parte infatti di un percorso più ampio e che vede la sua tappa centrale nella settecentesca Villa Bono di Vaprio d’Agogna.\nL’installazione che verrà realizzata con i mattoncini Kaplà\, ormai un vera e propria firma dell’artista\, prenderà forma tra il 7 e 8 marzo con il pubblico che potrà assistere e interagire con l’artista e su suo invito contribuire loro stessi. Un’opera quindi unica ed irripetibile perché pensata appositamente per interagire con gli spazi messi a disposizione da Fondazione Castello.\nLe installazioni di Salvoldi sono ancora più sorprendenti poiché i mattoncini di legno di pino marittimo naturale sono assemblati solo grazie ad un equilibrio raggiunto dall’abilità dell’artista e non vengono mai artificialmente incollati insieme\, rendendoli continuamente riutilizzabili per creare infinite opere.\nGiovedì 6 aprile infatti vi sarà il culmine dell’evento con la demolizione dell’opera stessa e adulti e bambini potranno essere ancora una volta parte attiva.\nIl pubblico è quindi invitato mercoledì 8 marzo per vedere l’opera in costruzione e giovedì 6 aprile alle 17.30 per partecipare alla demolizione della stessa.
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SUMMARY:100 anni del Cai Novara: “Hospitia” e “2000 metri sopra le cose umane”
DESCRIPTION:In occasione degli eventi celebrativi del centenario della Sezione di Novara del Cai sono stati organizzate due mostre: “Hospitia” e “2000 metri sopra le cose umane”. Entrambe ospitate nelle sale nell’area archeologica del Castello Visconteo-Sforzesco di Novara e aperte al\npubblico dal 29 gennaio al 26 febbraio\, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.\n“Hospitia” racconta\, da un punto di vista storico\, della nascita dei primi Ospizi\, domus hospitales che avevano lo scopo di accogliere e aiutare chiunque si trovasse in difficoltà o avesse bisogno dicun punto d’appoggio durante una traversata da una valle e l’altra\, qualunque fosse il motivo del viaggio: commerciale\, spirituale\, politico.\n“Hospitia”\, progettata e realizzata dall’Associazione culturale Ammira di Varese\, design Concreo e fotografie di Carlo Meazza\, è frutto di un ampio lavoro di ricerca su un territorio che si estende lungo l’intero arco alpino e che ripercorre i secoli intercorsi fra l’Alto Medioevo e il Rinascimento.\nIl percorso espositivo\, che ha come tema centrale gli hospitia dell’arco alpino\, presenta\, oltre al trailer\, altri video: Ospizi carolingi\, un’intervista con l’Abate del Gran San Bernardo con uno spezzone Teche Rai sulla via francigena\, un’intervista con il Direttore del Museo dell’Ospizio del San Gottardo e una Gallery di grandi immagini su emergenze e paesaggi alpini.\nLa Mostra rappresenta un suggerimento prezioso per gli studenti a supporto di progetti di Cittadinanza e Costituzione\, un invito a riflettere su temi ed esperienze che si innestano nella storia continentale e che caratterizzano l’identità delle popolazioni\, vere protagoniste di un\npercorso di civiltà che ha attraversato i secoli e non si è mai interrotto.\nLa seconda mostra\, “2000 metri sopra le cose umane”\, è più “tecnica” e attuale\, e ci svela architetture\, tecnologie\, materiali e tecniche costruttive utilizzati nella costruzione di bivacchi e rifugi\, fino a quelli più moderni\, che devono tenere sempre più in considerazione le problematiche ambientali\, energetiche e legate a un turismo profondamente mutato rispetto ai secoli passati.\nÈ stata voluta e realizzata da Cantieri d’Alta Quota\, un’associazione culturale costituita a Biella nel 2012\, che ha per scopo la ricerca\, la divulgazione e la condivisione delle informazioni storiche\, edilizie\, progettuali\, geografiche\, sociali ed economiche su rifugi e bivacchi alpini. L’associazione si pone come osservatorio e piattaforma d’interscambio per tutti coloro che frequentano la montagna e\, tra le varie attività\, pubblica libri\, organizza convegni\, cura l’omonimo sito web e promuove mostre\, come “2000 metri sopra le cose umane”\, che illustra l’evoluzione del progetto di rifugi e bivacchi dell’intera regione alpina\, attraverso alcuni concetti chiave: riparo\, paesaggio\, comfort\, tecnologia.
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SUMMARY:Milano. Da romantica a scapigliata
DESCRIPTION:La mostra\nAttraverso una settantina di capolavori eseguiti dai maggiori protagonisti della cultura figurativa ottocentesca attivi a Milano\, la rassegna che il Comune di Novara\, Fondazione Castello e Mets Percorsi d’Arte propongono per l’autunno 2022 si prefigge di illustrare i mutamenti susseguitesi nella città meneghina tra i secondi anni dieci e gli anni ottanta dell’Ottocento. \nDecenni turbolenti nei quali Milano ha visto la caduta del Regno d’Italia napoleonico\, la costituzione del Regno Lombardo Veneto e la seconda dominazione austriaca\, le prime rivolte popolari e le guerre d’indipendenza che nel 1859 avrebbero portato alla liberazione. \nLe trasformazioni che già in epoca teresiana avevano iniziato a modificarne sensibilmente l’aspetto monumentale ed urbanistico erano proseguite senza soluzione di continuità durante gli anni della Repubblica Cisalpina\, del Regno d’Italia\, della Restaurazione e del Risorgimento e avevano fatto di Milano una città moderna\, bellissima\, crocevia di genti\, di culture\, di arte. \nUna città elegante che avrebbe continuato a rinnovarsi anche nei decenni post-unitari\, si pensi alla demolizione del Coperto dei Figini in Piazza Duomo (1864)\, alla costruzione della Galleria Vittorio Emanuele e all’ideazione della Piazza del Teatro\, nel 1865 battezzata Piazza della Scala\, all’abbattimento del Rebecchino (1875). Una città culturalmente assai vivace\, frequentata da viaggiatori stranieri e abitata da un facoltoso ceto borghese\, ma nel contempo anche un luogo in cui le differenze sociali cominciavano via via a farsi sempre più marcate e nella quale gran parte della popolazione viveva in povertà. \nIl percorso espositivo sarà articolato in sezioni che seguiranno l’andamento delle sale del Castello Visconteo Sforzesco e ripercorrerà l’evoluzione della pittura lombarda dal Romanticismo alla Scapigliatura\, fenomeno culturale nato a Milano negli anni sessanta che coinvolgeva poeti\, letterati\, musicisti\, artisti uniti da una profonda insofferenza nei confronti delle convenzioni della società e della cultura borghese. \nPrologo. La nuova sensibilità romantica\nIl visitatore sarà accolto nel Castello Visconteo Sforzesco da uno straordinario capolavoro ispirato ad un romanzo di grande successo popolare: I Lambertazzi e i Geremei o Le fazioni di Bologna nel secolo XIII. Cronaca di un Trovatore di Defendente Sacchi (1796-1840)\, opera\, come specifica l’autore nel dedicarla all’amata moglie Erminia\, già condotta a termine nel 1825 ma pubblicata solo nel 1830. \nFirmata da Francesco Hayez (1791-1882)\, l’Imelda de Lambertazzi in mostra è stata eseguita nel 1853 per il collezionista monzese Giovanni Masciaga. Storia di amore e morte ambientata nella Bologna delle lotte tra Guelfi e Ghibellini\, la tragica vicenda di Imelda e del suo Bonifacio era stata oggetto di opere poetiche anche prima della pubblicazione del romanzo di Sacchi ed Hayez aveva affrontato il fortunato soggetto già negli anni venti\, prima per l’editore Gian Marco Artaria di Mannheim (1822)\, poi per Francesco Crivelli (1829). \nLe Sezioni\nSezione I – “Pittura urbana” nella Milano romantica\nLa prima sezione della mostra sarà dedicata alla “pittura urbana”\, termine coniato nel 1829 da Defendente Sacchi per qualificare il nuovo genere di veduta prospettica elaborato e portato al successo tra il secondo e terzo decennio dell’Ottocento dal pittore alessandrino Giovanni Migliara (1785-1837). \nAttraverso le opere esposte in questa sezione ci si propone di illustrare l’evoluzione del paesaggio urbano in epoca romantica partendo proprio da alcuni dipinti di Migliara quali la Veduta di Piazza del Duomo in Milano\, del 1828 e la Veduta dell’interno del I.R. Palazzo del Governo\, del 1834. Seguiranno opere di Giuseppe Elena (1801-1867) e Luigi Premazzi (1814-1891)\, nonché di Luigi Bisi (1814-1886)\, già dai primissimi anni quaranta acclamato erede del compianto Migliara. \nSaranno esposte numerose opere di Giuseppe Canella (1788-1847)\, prima vera alternativa di avanguardia alla pittura rigorosamente prospettica di Migliara\, spettacolari tranches de vie meneghine\, e di Angelo Inganni (1807-1880) rappresentato da importanti capolavori tra i quali La veduta di Piazza del Duomo con il coperto dei Figini\, eseguito nel 1839 per l’imperatore d’Austria Ferdinando I\, e La colonna di San Martiniano al Verziere con neve cadente\, del 1845\, una delle primissime nevicate di Inganni. \nOpere appartenenti a collezioni pubbliche e private\, che accompagneranno il visitatore in un suggestivo viaggio nel tempo tra le vie\, le piazze\, lungo i Navigli\, proprio negli anni che videro l’inizio della loro trasformazione nei luoghi che noi tutti oggi conosciamo e frequentiamo come nel caso di Piazza del Duomo\, della Corsia dei Servi – l’attuale Corso Vittorio Emanuele -\, di Piazza San Babila\, di Piazza della Scala e del Verziere. \nSezione II – I protagonisti\nDalla città\, presentata nella prima sezione come ideale “palcoscenico” del nostro racconto\, nella seconda sezione passeremo alla presentazione diretta degli “attori protagonisti” della storia milanese di quegli anni: persone e personaggi. \nSaranno esposti “ritratti ambientati” e scene di genere eseguiti da Giuseppe Molteni (1800-1867)\, figura poliedrica\, pittore\, restauratore\, ritrattista mondano di fama internazionale e nel contempo sincero pittore della vita del popolo. Sarà altresì presente Francesco Hayez\, rinnovatore non solo del genere storico ma anche del ritratto\, al quale Molteni aveva lanciato una sfida proprio nel campo della ritrattistica. Tra le opere in mostra dei due grandi artisti: il Ritratto di Alessandro Manzoni di Molteni\, recentemente ritrovato\, e il Ritratto della contessa Teresa Zumali Marsili con il figlio Giuseppe\, straordinaria maternità laica\, uno dei vertici della ritrattistica di Hayez esposto a Brera nel 1833. \nSeguiranno lavori di Carlo Arienti (1801-1873) rappresentato dal Ritratto del conte Carlo Alfonso Schiaffinati in abito da cacciatore (1834) e di Giovanni Carnovali\, più noto come il Piccio (1804-1874)\, autore impegnato fin dalla prima metà degli anni quaranta in una personalissima ricerca intorno alle potenzialità espressive del colore\, figura fondamentale per un primo affrancamento della pittura lombarda da quello che era stato l’indiscusso primato del disegno di matrice classicista. \nSarà dato spazio anche ai fratelli Domenico (1815-1878) e Gerolamo Induno (1825-1890)\, uomini e pittori di indole assai diversa\, ma entrambi mirabili narratori del proprio tempo\, un tempo raccontato per lo più attraverso la storia degli umili\, una storia che viaggiava parallelamente alla storia con la S maiuscola\, in questa sala rappresentati rispettivamente da L’offerta\, presentata a Brera nel 1846\, e da Scioperatella\, del 1851. \nSezione III – Milano\, da austriaca a liberata.\nLa terza sezione sarà interamente dedicata alle Cinque giornate di Milano e agli episodi cruciali che nel marzo del 1848 hanno portato alla temporanea liberazione di Milano dalla dominazione austriaca. Tra gli autori scelti per meglio rappresentare quei momenti si ricordano Carlo Bossoli (1815-1884)\, vedutista di straordinaria sensibilità – di origine ticinese\, ma vissuto e formatosi a Odessa dove la famiglia si era trasferita nel 1820\, Bossoli si stabilì a Milano nel 1843 – che raggiunse fama internazionale proprio attraverso dipinti rievocativi delle guerre d’indipendenza\, opere eseguite per lo più a tempera\, medium prediletto dal pittore nell’arco di tutta la sua carriera; Carlo Canella (1800-1879)\, fratello di Giuseppe\, e ancora Baldassare Verazzi (1819-1886)\, presente in mostra con quello che è considerato il suo capolavoro: Combattimenti a Palazzo Litta. \nSezione IV – La Storia narrata dalla parte del popolo.\nLa quarta sezione sarà dedicata ai lavori dei fratelli milanesi Domenico e Gerolamo Induno\, tra i maggiori protagonisti della scena figurativa di quei decenni\, autori amatissimi sia dalla critica che dal pubblico dell’epoca\, quest’ultimo letteralmente incantato dalla raffinatezza con la quale ogni minimo dettaglio della realtà era restituito magistralmente sulle loro tele. \nUna attenta selezione delle loro maggiori opere aprirà al visitatore moderno gli umili interni domestici della gente comune della Milano di quegli anni e\, in modo semplice ma accurato\, racconterà la loro storia\, il loro vivere quotidiano\, i drammi e le difficoltà di quei tempi estremamente difficili\, le loro piccole gioie. Tra questi sia sufficiente citare il celeberrimo Pane e lacrime\, di Domenico Induno\, esposto nella redazione del 1854 che è stata di proprietà di Francesco Hayez. \nSezione V – Verso il rinnovamento del linguaggio: dal disegno al colore.\nLa quinta sezione esporrà alcuni lavori di autori fondamentali nel rinnovamento del linguaggio pittorico: Eleuterio Pagliano (1826-1903)\, Giuseppe Bertini (1825-1898)\, il già citato Piccio\, presente con il Ritratto di Gina Caccia\, del 1862\, Federico Faruffini (1833-1869)\, insieme a Pagliano tra i primi artisti lombardi ad aggiornare la propria pittura sulle ricerche più avanzate della pittura napoletana incentrate sul colore e sulla luce\, tendenze avvicinate da Faruffini alla metà degli anni cinquanta nel corso di un lungo soggiorno romano durante il quale il pittore conosce e frequenta Domenico Morelli (1823-1901)\, Bernardo Celentano (1835-1863) e Saverio Altamura (1822-1897)\, e ancora il milanese Filippo Carcano (1840-1914)\, talentuoso e ribelle allievo di Hayez\, impegnato fin dai primissimi anni sessanta nell’elaborazione di un nuovo linguaggio che potesse risultare idoneo a comunicare in senso moderno il “vero”. \nSezione VI – “Il sistema di Filippo Carcano. La pittura scombicchierata e impiastricciata”\nSe le sperimentazioni linguistiche condotte nel corso degli anni sessanta da Filippo Carcano erano totalmente incomprese e decisamente osteggiate dalla critica che definiva la sua pittura “una pittura filacciosa\, senza contorni di sorta\, quasi senza piani e senza prospettiva” – in aperta rottura con la tradizione accademica del disegno\, Carcano costruiva le immagini attraverso l’uso del solo colore -\, erano invece abbracciate con entusiasmo da altri giovani artisti; tra questi autori la sesta sezione ospiterà lavori di Giuseppe Barbaglia (1841-1910)\, Vespasiano Bignami (1841-1929) e Mosè Bianchi (1840-1904). \nSezione VII – Verso la Scapigliatura\nIl percorso espositivo proseguirà con alcune significative opere dipinte da Tranquillo Cremona (1837-1878) e Daniele Ranzoni (1843-1889) nel corso dei secondi anni sessanta\, quindi prima dell’elaborazione di quel linguaggio scapigliato che caratterizzerà le opere della loro maturità artistica; tra queste il Ritratto di Nicola Massa Gazzino di Cremona e il Ritratto di donna Maria Padulli in Greppi di Ranzoni. \nSezione VIII – L’affermazione e il trionfo del linguaggio scapigliato\nL’ultima sezione accoglierà alcuni dei maggiori capolavori scapigliati eseguiti dalla metà degli anni settanta ai primi anni ottanta. \nTra questi sia sufficiente citare Melodia e In ascolto\, straordinarie tele eseguite en pendant da Cremona su commissione dell’industriale Andrea Ponti tra il 1874 e il 1878\, Visita al collegio\, ancora di Cremona\, riferibile al biennio 1877-1878\, nonché alcuni dei più intensi ritratti eseguiti da Ranzoni\, quali il Ritratto della signora Luigia Pisani Dossi\, esposto a Brera nel 1880\, e Ritratto di Antonietta Tzikos di Saint Leger\, presentato la prima volta al pubblico nella primavera del 1886\, in occasione della mostra organizzata per l’inaugurazione della nuova sede della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. Nella sezione anche due belle sculture in bronzo e gesso di Giuseppe Grandi: La Pleureuse (1875-1878) e Beethoven giovinetto (1874). \nUfficio stampa\nLucia Crespi | tel. 02 89415532 – 02 89401645 | lucia@luciacrespi.it
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SUMMARY:Geronimo Stilton Live Experience - Viaggio nel Tempo
DESCRIPTION:Riprende la “Geronimo Stilton Live Experience – Viaggio nel Tempo” al Castello di Novara\, dall’11 settembre al 20 novembre\, periodo ideale per viaggiare nel tempo in uno spazio al chiuso eccezionale e sorprendente. \nUn altro appuntamento rilevante durante i mesi autunnali sarà l’Open day dedicato alle scuole: il 20 settembre sono previsti due turni (15.30 e 17.30)\, durante i quali verrà presentata e raccontata l’esperienza con dimostrazioni pratiche agli insegnanti\, presso il Castello di Novara. \nLa mostra possiede il patrocinio del Comune di Novara e della Provincia di Novara oltre che il supporto di Fondazione Castello di Novara. \nLa partnership della mostra con l’Outlet di Vicolungo è stata riavviata e vivacizzata con nuove attività e iniziative. \nUn’avventura immersiva di intrattenimento\, divertente ed educativa\, dove i partecipanti sono coinvolti in un avvincente viaggio nella Storia con la missione speciale di salvare Geronimo Stilton. Una mostra unica nel suo genere che vede anche il coinvolgimento di guide speciali: Ranger del tempo\, che accompagneranno i visitatori nel percorso espositivo attraverso entusiasmanti giochi interattivi. \nL’esperienza della mostra è pensata per essere immersiva\, interattiva ed empatica: i visitatori possono così vivere un avvincente viaggio nel tempo\, con prove da superare ed enigmi da risolvere per imparare divertendosi. Grazie a un allestimento scenografico ricco di sorprese\, a giochi interattivi e alla guida dei Ranger del Tempo\, divertimento\, emozionalità e apprendimento sono una cosa sola. \nSi può esplorare il mondo perduto dei dinosauri\, quello misterioso degli antichi Egizi\, e quello avventuroso dell’Isola del Tesoro per arrivare alla fine del viaggio e tornare finalmente al presente\, più ricchi\, emozionati ed entusiasti che mai! \nIl percorso espositivo si avvale di diverse tecnologie: \n\nIl Mapping: nella sala dedicata al Cretaceo\, immagini e video vengono proiettati sulla superficie di uno o più oggetti trasformandoli in display. In abbinamento a suoni e musiche\, il mapping regala una narrazione audio-visuale coinvolgente e immersiva;\nIl Digital Signage: in ogni sala\, un dispositivo di visualizzazione digitale permette di controllare contenuti su ledwall\, touchscreen o mirror display;\nLa Realtà Aumentata: nella sala dedicata all’antico Egitto\, i tablet danno vita a una sovrapposizione nel mondo reale di elementi digitali\, virtuali e interattivi\, per un’esperienza emozionante e unica.\n\n  \nLa storia\nFiccagenio Squitt\, scienziato e amico di Geronimo\, sta lavorando a un nuovo progetto dedicato alle chiavi del tempo. Mentre svolge i suoi studi\, a causa di un malfunzionamento le tre chiavi aprono tre portali facendo arrivare a Topazia… dinosauri\, mummie e pirati! Geronimo e i suoi amici hanno bisogno di una ciurma di viaggiatori li aiutino a risolvere la situazione. La missione dei visitatori consisterà quindi nel viaggiare nel tempo con il Toponautilus rimasto a Milano\, risolvere le sfide e ritrovare le tre chiavi del tempo per chiudere i tre portali e salvare Geronimo. \nGeronimo Stilton – sempre in collegamento con loro da Topazia – li esorterà a partire per il viaggio alla ricerca delle chiavi del tempo nell’era dei Dinosauri\, nell’Antico Egitto e poi sull’Isola del Tesoro. \nGeronimo Stilton \nGeronimo Stilton – nato da un’idea di Elisabetta Dami – è il personaggio di cui Atlantyca Entertainment gestisce i diritti editoriali internazionali nonché quelli di animazione e di licensing per tutto il mondo. La serie di libri di Geronimo Stilton\, pubblicata in Italia da Edizioni Piemme-Mondadori Libri\, è diventata un fenomeno globale con 182 milioni di libri tradotti in 51 lingue venduti in tutto il mondo e 3 serie animate coprodotte con Rai Fiction e distribuite in oltre 130 paesi. Da sempre Geronimo Stilton è inoltre portavoce di progetti e realtà culturali grazie alla sua capacità di trasmettere\, in maniera divertente\, valori positivi e temi complessi altrimenti difficili da comunicare. \nGeronimo Stilton Live Experience “Viaggio nel Tempo”\nRegia e drammaturgia: Libero Stelluti\nScenografie: Stefano Zullo\nLighting design: Manuel Frenda\nGraphic design: Nadia Abbate\nCon Geronimo Stilton e Tea Stilton\ne con Matteo Chippari\, Eleonora Cicconi\, Lapo Sintoni\, Matteo Vitanza \nPer ulteriori informazioni Ufficio Stampa Mostra\ninfo@geronimostiltonexperience.it
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SUMMARY:“Congiunti” – quando la tradizione diventa contemporanea
DESCRIPTION:Parte a Settembre la prima esposizione del progetto “Congiunti”\, un percorso che indaga il linguaggio estetico tra passato e presente \nA partire dall’8 Settembre fino a data 27 il Castello Visconteo Sforzesco di Novara apre le porte alla rassegna “Congiunti” presentando una rosa di artisti internazionali\, scelti nel panorama contemporaneo\, trattati nell’omonima pubblicazione a marchio Giunti editore. L’iniziativa è concepita come un susseguirsi di riflessioni e confronti tra un artista del passato e uno vivente\, accomunati da affinità\, citazioni\, legami\, divergenze oltre il tempo e lo spazio. L’arte\, nell’ambito di un percorso di ispirazioni e rimandi\, ha spesso sovrapposto la tradizione all’innovazione; allo stesso modo il progetto\, articolato in diverse mostre e in una pubblicazione\, andrà a suggerire quelle opere che\, nonostante un linguaggio attuale\, siano foriere di valori di bellezza universalmente validi. Autorevoli progenitori – in pittura\, scultura e fotografia- troveranno nuovi eredi in alcuni maestri di oggi secondo una prospettiva che vede l’arte come una grande famiglia di modi espressivi differenti\, imparentati tra loro\, a dirla usando una metafora mutuata da Ludwig Wittgenstein a proposito dei giochi linguistici.\nD’altronde nel 1962 George Kubler affermava come: “ogni opera d’arte importante può essere considerata come un avvenimento storico e allo stesso tempo come la soluzione faticosamente raggiunta di un certo problema […] ogni soluzione indica che c’è stato un problema al quale erano già state date altre soluzioni e per il quale saranno probabilmente trovate ancora nuove soluzioni dopo quella ora offerta”. Ebbene tante soluzioni\, alternate nel corso dei secoli\, hanno originato una “forma del tempo” genitrice di segni\, opere\, manufatti laddove linguaggi cosiddetti contemporanei sono andati a riscoprire espressioni estetiche passate\, antiche; per fare un esempio basti pensare al recupero\, nel secondo Novecento\, di quelle Avanguardie sorte molto prima e non sufficientemente sviluppate. Il risultato delle mostre sarà registrato nel volume “Congiunti”\, in uscita a conclusione dell’anno dalla storica casa editrice specializzata nell’arte. Ad aprire il ciclo espositivo sarà appunto Novara\, a seguire il Lago di Como con i pittoreschi ambienti della Torre delle Arti di Bellagio\, fino a giungere a Roma\, negli spazi di Palazzo della Cancelleria Apostolica\, zona extraterritoriale della Santa Sede. Le diverse rassegne saranno inaugurate da Daniele Radini Tedeschi\, autorevole personalità della cultura italiana\, storico\, critico e saggista di chiara fama. Tra gli enti coinvolti nel progetto anche il College International de Cannes\, fondato nel 1931 dall’intellettuale Paul Valéry\, ente di ricerca e studio che ha ospitato a Maggio la presentazione dell’intero evento. L’iniziativa è sostenuta dalla società Start. \nCon opere di \nAgarla Matteo\, Ancilotto Camilla\, Askeur Massinissa (Massy)\, Avantaggiato Massimo Vito\, Bachiocco Piera\, Barbagallo Sabrina\, Bertoncelli Barbara\, Bertrecchi Rita\, Bogliacino Mariella\, Caleffi Iole\, Carletti Franco\, Carluccio Giorgio\, Carradori Remo\, Casciotti Alessandra\, Castelli Gian Luigi\, Ciccarelli Leonardo\, Comand Patrizia\, Contento Maria Pia\, Coppi Maria Beatrice\, Corbellini Emanuela\, Corso Cecilia Anna\, Corvino Cristina\, DRO (De Rosa Ornella)\, Depaoli Gianni\, Di Giustino Cleto\, Digiovanni Sara\, Donati Tamara\, Drensi Valcarlo\, Dupont Josine\, Cor Fafiani\, Fanfoni Giuseppe\, Favilla (Fiorillo Jessica)\, Fera Emanuela\, Flati Giancarlo\, Fusari Giuliana Maria (Maddalena)\, Gaggio Paola\, Gentile Lena\, Gonzales Alba\, Grande Marisa\, Guetta Francesca\, Irosa Guido\, Lachi Lea (Giancarlo De Luca)\, Landolfi Silvana\, Legnazzi Barbara\, Leotta Angela Margherita\, Ligrani Massimiliano\, Lizzio Salvatore\, Lo Prete Letizia\, Loliva Francesco\, Longhitano Laura\, Lupo Tina\, Magrin Alberto\, Marin Federica\, Marrocco Marco\, Martin Mauro\, Mattes Petra\, Medea\, Mincuzzi Marina (Art Texture Mosaic)\, Minutolo Mario\, Moglia Paola\, Moiso Carla\, Montà Fernando\, Montalto Adriana\, Seger Olivia\, Pagnozzi Paola\, Parentela Marina\, Patella Carla\, Pepe Mario\, Perghem Gelmi Michelangelo\, Perin Juri\, Perrone Nino\, Pezzino de Geronimo Rossella\, Pouget Aline\, Prato Tiziana\, Premoli Lorena (Lo’s)\, Pucci Osvalda\, Rossetto Paolo\, Saar Henrik\, Salonia Maria Elvira\, Scaglione Antonella\, Scocco Cilla Liliana\, Serpetti Alessio\, Spatara Francesco\, Susi Danilo\, Talarico Sonia\, Toniatti Michele\, Tonini Isabella\, Vacirca Francesco\, Vardar Emel\, Velardi Maria\, Venuti Silvia\, Villa Ilaria\, Vinotto Alessandra\, Visentini Bernarda\, Vitale Tommaso Maurizio\, Zenu (Lorenzo Zenucchini). \nUfficio Stampa Alfredo Fidani\, startsrls2015@gmail.com
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SUMMARY:Distacco. Immagini e documenti dell'Esodo giuliano-dalmata a Novara.
DESCRIPTION:“Un passato condiviso è un passato compreso: solo così la storia può essere lezione per il presente” Gianni Oliva \nLa mostra “Distacco. Immagini e documenti dell’Esodo giuliano dalmata a Novara” vuole raccontare e condividere la storia di coloro che scegliendo di essere italiani dovettero abbandonare le loro città natali per approdare in diversi centri profughi. Uno di questi era qui a Novara. \nE così con foto\, filmati e documenti raccolti dall’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Verbano Cusio Ossola “Piero Fornara” e i testi del dott. Antonio Leone possiamo ripercorrere quale era la vita dei nostri connazionali nella caserma Perrone prima e nel villaggio Dalmazia successivamente. \nGrazie poi alla collaborazione dell’Associazione Nazionale  Venezia Giulia Dalmazia e di coloro che hanno raccolto l’invito ad aiutarci in questo viaggio della memoria\, ci sono anche i documenti e le foto di coloro che in quegli anni\, nella loro primissima giovinezza\, si ritrovarono in una nuova città: foto dei loro album di famiglia\, le foto portate con sé per ricordare le origini e coloro che hanno lasciato indietro. \nPer aiutare a ricostruire le storie di queste foto\, durante il periodo della mostra chi riconoscerà un volto o un luogo potrà scrivere i dettagli\, la storia dietro la foto appunto\, negli appositi spazi. \nIl Presidente della Repubblica\, Sergio Mattarella\,  in uno dei suoi discorsi in occasione della Giornata del Ricordo ha sottolineato come “oggi il vero avversario da battere più forte e più insidioso\, è quello dell’indifferenza\, del disinteresse\, della noncuranza\, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e degli eventi”. \nProprio con questa mostra speriamo di mettere un piccolo ma importante tassello nella battaglia contro quell’avversario insidioso a cui si riferiva il Presidente della Repubblica e aiutare a far conoscere questa parte della storia dell’esodo giuliano-dalmata: la fine di un viaggio tragico ma che rappresenta l’inizio di una vita nuova nella Patria che avevano così fortemente scelto e soprattutto nella città che li ha accolti. \nLa mostra ospitata al piano terra dell’Ala Ovest e ad ingresso libero sarà visitabile fino al 13 febbraio. Da martedì a venerdì: 15 – 19; Sabato e Domenica: 10 -12 e 15-19 \nObbligo green pass rafforzato
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SUMMARY:Il mito di Venezia - da Hayez alla Biennale prorogata fino al 18/04/2022
DESCRIPTION:Per celebrare i 1600 anni della città di Venezia\, la cui fondazione è stata tradizionalmente fissata al 25 marzo dell’anno 421\, Mets Percorsi d’arte\, la Fondazione Castello e il Comune di Novara\, con il patrocinio della Commissione Europea\, della Regione Piemonte\, della Provincia di Novara e di Venezia 1600\, propongono la mostra Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale\, curata da Elisabetta Chiodini con un prestigioso Comitato scientifico diretto da Fernando Mazzocca di cui fanno parte Elena Di Raddo\, Anna Mazzanti\, Paul Nicholls\, Paolo Serafini e Alessandra Tiddia. \nOttanta opere divise in otto sale nella splendida cornice del Castello Visconteo di Novara per raccontare il mito della città lagunare. Partendo dal grande maestro Francesco Hayez il percorso presenta una ricca selezione delle opere più importanti – e spesso mai viste perché provenienti da prestigiose collezioni private – dei più noti artisti italiani della seconda metà  dell’Ottocento. \nLa mostra\nPunto di partenza del percorso espositivo sono le opere di alcuni dei più grandi maestri che hanno operato nella città lagunare nel corso dei primi decenni dell’Ottocento influenzando significativamente con il loro insegnamento e i loro lavori lo svolgersi della pittura veneziana nella seconda metà del secolo\, vera protagonista della rassegna. \nLa prima sala è dunque dedicata alla pittura di storia\, considerato il “genere” più nobile della pittura\, vi troviamo quattro importanti lavori di Francesco Hayez (1791-1882)\, tra cui lo splendido Venere che scherza con due colombe (1830)\, Ritratto di Gentildonna (1835) e l’imponente Prete Orlando da Parma inviato di Arrigo IV di Germania e difeso da Gregorio VII contro il giusto sdegno del sinodo romano (1857); accanto ad essi opere di Ludovico Lipparini (1800-1856) e Michelangelo Grigoletti (1801-1870)\, artisti di rilievo nonché figure chiave nella formazione di autori di spessore della generazione successiva\, anch’essi presenti in mostra\, quali Marino Pompeo Molmenti (1819-1894) e Antonio Zona (1814-1892). \nNella seconda sala sono esposti quegli autori\, veneziani e non\, che più di altri hanno contribuito via via alla trasformazione del genere della veduta in quello del paesaggio: tra questi il grande pittore Ippolito Caffi (1809-1866) con due splendide vedute veneziane: Festa notturna a San Pietro di Castello (1841 circa) e Venezia Palazzo Ducale (1858)\, Giuseppe Canella (1788-1847)\, Federico Moja (1802-1885) e Domenico Bresolin (1813-1899)\, quest’ultimo tra i primissimi ad interessarsi anche di fotografia e già nel 1854 indicato tra i soci dell’Accademia come “pittore paesista e fotografo”. Titolare dal 1864 della cattedra di Paesaggio\, Bresolin fu il primo a condurre i giovani allievi a dipingere all’aperto\, in laguna come nell’entroterra\, affinché potessero studiare gli effetti di luce e confrontarsi sulla resa del vero in un ambiente nuovo e stimolante\, diverso da quello cui erano abituati\, per di più\, codificato dai grandi vedutisti del passato. Tra loro si ricordano Gugliemo Ciardi (1842-1917)\, Giacomo Favretto (1849-1887)\, Luigi Nono (1850-1918)\, Alessandro Milesi (1856-1945) e Ettore Tito (1859-1941)\, protagonisti della mostra. \nLa terza sala è dedicata ad uno dei più valenti e amati paesaggisti veneti\, Guglielmo Ciardi\, del quale sono esposte dodici opere che\, come in una sorta di piccola esposizione monografica\, partendo dagli anni sessanta dell’Ottocento documentano l’evoluzione della sua pittura fino ai primi anni novanta. Sua la magnifica Veduta della laguna veneziana (1882)\, immagine della mostra e altre splendide tele ambientate nei dintorni di Venezia o scorci della città come il bellissimo olio Mercato a Badoere (1873 circa). \nNelle sale a seguire troviamo incantevoli opere che hanno per tema la vita quotidiana\, gli affetti e la famiglia dedicate alla “pittura del vero”: come Il bagno (1884) di Giacomo Favretto; Alle Zattere (1888) di Pietro Fragiacomo; Mattino della domenica (1893 circa) e La signorina Pegolo (1881) di Luigi Nono; Girotondo (1886) di Ettore Tito. Sul mondo del lavoro scorrono altre opere vivaci e ricche di dettagli con protagonisti contadini\, lavandaie\, raccoglitrici di riso\, venditori di animali\, sagre e mercati\,  come La raccolta del riso nelle terre del basso veronese (1878) e Il mercato di Campo San Polo a Venezia in giorno di sabato (1882-1883) di Giacomo Favretto; il malinconico paesaggio Verso sera presso Polcenigo (Friuli) (1873) di Luigi Nono; Lavandaie sul Garda (1888) e Raggi di sole (1892) di Ettore Tito. \nE per chiudere questa triplice sezione di vita quotidiana alcune tele dedicate agli idilli amorosi\, un soggetto a metà strada tra il genere e il vero molto amato e frequentato dai pittori del secondo Ottocento: al bellissimo Idillio (1884) di Luigi Nono\, si aggiungono tele con indimenticabili figure di giovani fidanzati e sposi di Favretto\, Tito\, e di Alessando Milesi con un altro Idillio (1882 circa) e Corteggiamento al mercato (1887 circa). \nLa settima sala è interamente dedicata a Luigi Nono e offre un focus su una delle opere più celebri del pittore\, il Refugium peccatorum. Oltre alle redazioni del 1881 e del 1883\, grandi tele condotte ad olio\, sono esposti studi\, disegni ed altre significative opere di confronto\, come Le due madri (1886). \nL’ottava e ultima sala della mostra è invece dedicata alle opere realizzate dai medesimi artisti tra la fine degli anni novanta dell’Ottocento e i primi anni del Novecento\, tele di ampio respiro che riflettono il rinnovamento e il cambiamento di gusto indotti nella pittura veneziana dal confronto diretto con la cultura figurativa dei numerosi pittori stranieri che partecipavano alle nostre Biennali Internazionali d’Arte. Spiccano Il Bucintoro (1902-1903 circa) di Guglielmo Ciardi; Visione antica (1901) di Cesare Laurenti; Luglio (1894) e Biancheria al vento (1901 circa) di Ettore Tito. \nUna mostra dunque ricca di opere importanti e di grande bellezza con un percorso molto godibile che racconta Venezia e l’evolversi della pittura italiana dalla metà alla fine dell’Ottocento\, verso i fermenti che caratterizzeranno i primi del Novecento. \n 
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SUMMARY:PREMIO ARTE NOVARA 2021
DESCRIPTION:PREMIO ARTE NOVARA\na cura di Vincenzo Scardigno \n  \nIl curatore così descrive l’evento che sarà ospitato in  Castello dal 4 al 12 settembre 2021  “Il Premio Arte Novara è ormai considerato a pieno titolo come una delle più importanti vetrine dell’offerta culturale novarese. La manifestazione\, alla soglia dei vent’anni\, ha saputo crescere\, si è innovata\, ha raccolto consensi e adesioni configurandosi come uno tra gli eventi artistici più significativi che annualmente si svolgono nel panorama culturale novarese. In un momento come quello attuale per la pandemia da covid-19 e di forte contrazione economica si tende a considerare la cultura marginale rispetto alle esigenze e alle politiche socio economiche. La bellezza dell’arte e i valori veicolati dai messaggi degli artisti e dei loro movimenti rappresentano invece una chiave fondamentale verso nuovi percorsi\, che contribuiscono a dare slancio e vigore al territorio. La cultura e l’arte\, soprattutto quella contemporanea\, non sono mai fini a se stesse\, ma aiutano a rafforzare le identità e a ritrovare entusiasmi sopiti dall’attuale contingenza. Da qui l’idea della pubblicazione del catalogo che raccoglie e promuove le opere del Premio Arte Novara anche oltre la mostra\, diffondendo l’attenzione e la sensibilità per le espressioni artistiche testimoni del nostro tempo. Opere di artisti italiani che si sono messi alla prova per far rivivere linguaggi antichi della pittura e della scultura\, con quella voglia di cambiare e innovare che alimenta la ricerca e lo spirito di ogni avventura intellettuale: esprimendosi in una varietà di modelli e tendenze che rispecchiano un’Italia plurale\, capace di dare vita e forma al linguaggio irripetibile della creatività. Creatività dello stile\, del gusto e del talento italiano: un contributo significativo che l’arte può portare ad una nuova Europa. Le pagine che seguono propongono al nostro sguardo un esempio di contaminazione tra innovazione e tradizione: una contaminazione felicemente ottenuta dagli artisti invitati del Premio Arte Novara ai quali auguro di anticipare e accompagnare il futuro dell’arte italiana contemporanea” \n  \nCastello Sforzesco di Novara\n04|12 settembre 2021\nferiali ore 15|19\nsab/dom ore 10|19\ningresso libero con greenpass \nInaugurazione:\nSab. 4 settembre ore 17\nPremiazioni:\nDom.12 settembre ore 17 \nIn collaborazione di:\nComune di Novara e Fondazione Castello \nCon il patrocinio di:\nMinistero dei Beni e delle Attività Culturali\, Regione Piemonte\, Provincia di Novara\, Miur\, Comune di Novara\, Agenzia Turistica Locale della Provincia di Novara\, Liceo Artistico Statale F. Casorati di Novara. \n  \nPER  ACCEDERE ALLE SALE INTERNE DEL CASTELLO\, in ottemperanza alle disposizioni governative vigenti\, previste per tutti i luoghi di cultura italiani (rif. D.L. del 23 luglio 2021)\, dal 6 agosto 2021 è obbligatorio che i visitatori esibiscano il Green Pass\, o certificazione equipollente\, corredato da un valido documento di identità . Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica.\n\n\n\n\n\n\n\n\nATTENZIONE: in mancanza del Green Pass o documentazione equipollente e di un documento valido non sarà possibile accedere alle sale interne.La Certificazione verde COVID-19 – EU digital COVID è una certificazione digitale e stampabile (cartacea)\, che contiene un codice a barre bidimensionale (QR Code) e un sigillo elettronico qualificato. \nLa Certificazione attesta una delle seguenti condizioni: \n\n\n\naver fatto la vaccinazione anti COVID-19 (in Italia viene emessa sia alla prima dose sia al completamento del ciclo vaccinale)\n\n\n\n\n\n\nessere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore\n\n\n\n\n\n\nessere guariti dal COVID-19 negli ultimi sei mesi\n\n\n\nPer maggiori informazioni sulle modalità per avere Green Pass consultare il sito www.dgc.gov.it\n \nRimangono inoltre in vigore le prescrizioni di sicurezza anti-Covid: per l’ingresso è obbligatorio indossare la propria mascherina che copra naso e bocca e  la misurazione della temperatura. Lungo il percorso di visita sono inoltre posizionati dispenser di gel igienizzante\, mentre le sale hanno una capienza contingentata nel rispetto della distanza fisica prevista per la sicurezza dei visitatori.
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LOCATION:Castello di Novara\, Piazza Martiri della Libertà\, 3\, Novara\, Novara\, 28100\, Italia
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SUMMARY:Le biciclette nella Resistenza
DESCRIPTION:La Mostra “La bicicletta nella Resistenza”\, allestita in collaborazione con l’Associazione culturale Stella Alpina presso l’area archeologica del Castello di Novara\, sarà inaugurata sabato 8 maggio\nalle 17:30\, in occasione del passaggio del Giro d’Italia a Novara il giorno successivo.\nSarà visitabile\, su prenotazione\, fino al 27 giugno 2021. Narra\, attraverso parole e immagini\, la storia della biciletta durante la Resistenza al nazifascismo\, dei campioni del ciclismo combattenti per la Libertà\, della vita di Gino Bartali e di altre straordinarie figure che\, scegliendo da che parte stare\, hanno dato il loro contributo alla Liberazione di questo Paese dalla dittatura.\nEsistono il catalogo completo della mostra ed un libretto dal titolo “Il ciclismo tra fascismo e antifascismo”\, utili come approfondimenti ma anche per la didattica.\nLa mostra è arricchita dall’esposizione di diversi modelli di biciclette d’epoca\, gentilmente concesse dal collezionista Germano De Grandis. \nIn occasione dell’inaugurazione\, saranno presenti Giovanni Bloisi\, il Ciclista della Memoria\, che a fine giugno arriverà a Novara (Vignale) e vi farà tappa in occasione del suo prossimo viaggio\nlungo i Luoghi della Memoria – I luoghi degli eccidi nazifascisti\, Marco Simonini\, figlio di Settimio Simonini\, corridore professionista e partigiano\, Antonio Bailetti e Marino Vigna\, campioni\nolimpionici nel 1960 e Fallarini Pippo\, corridore professionista negli anni ‘60/’70. \nIngresso gratuito\nApertura infrasettimanale al mattino per le scuole (su prenotazione)\nApertura sabato e domenica dalla 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 (su prenotazione)\nPer informazioni e prenotazioni: anpinovara@gmail.com oppure solo WhatsApp al 3887961205 \nPer prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 obbligo di mascherina e\ndistanziamento
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SUMMARY:UN MONDO DI LUCE - Mostra fotografica dei soci della Società Fotografica Novarese
DESCRIPTION:                                                                                                                                                              ❗????????????❗ \nSi avvisano i gentili visitatori che la mostra “UN MONDO DI LUCE – Mostra fotografica dei soci della Società Fotografica Novarese” è prorogata fino al 2 giugno 2021.\nPer effetto di quanto previsto dal DPCM del 2 marzo 2021 e dal D.L. n. 44 del 1 aprile 2021 la mostra è aperta a condizione che la Regione Piemonte si trovi in zona gialla. Se la Regione Piemonte si trova in zona rossa o arancione la mostra è chiusa. \nGli orari e i giorni di apertura potrebbero subire modifiche imposte dall’emanazione di eventuali nuove norme che dispongano diversamente da quelle attualmente in vigore. \nMostra fotografica dei soci della Società Fotografica Novarese \nGrande rassegna fotografica dei soci del circolo\, per celebrare l’80esimo anniversario dalla fondazione.\nOltre 300 fotografie stampate in grande formato e organizzate in portfolio di 6 per autore\, che spaziano dal paesaggio al ritratto\, dalla street photography alla fotografia naturalistica\, dal reportage alla fotografia di architettura\, per citare quelle più presenti.\nUna molteplicità di stili fotografici.\nIn vendita il libro omonimo con le stesse foto\, il cui ricavato andrà interamente a un bellissimo progetto di Casa Alessia! \nNovara – Castello Visconteo Sforzesco\nOrari: \nGiovedì 15-18\nVenerdì 15.00-18.00\nSabato 15.00-18.00\nDomenica 10.00-12.30 e 14.30-18 \ndal 12 febbraio al 26 marzo 2021 – prorogata fino al 2 giugno\nINGRESSO LIBERO
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SUMMARY:Divisionismo. La rivoluzione della luce - prorogata fino al 2 giugno 2021
DESCRIPTION:      ???????????? AVVISO IMPORTANTE ???????????? \n\n\n\nSi avvisano i gentili visitatori che la mostra “Divisionismo\, la Rivoluzione della luce – Rewind” è prorogata fino al 2 giugno 2021.\nPer effetto di quanto previsto dal DPCM del 2 marzo 2021 e dal D.L. n. 44 del 1 aprile 2021 la mostra è aperta dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.00) dal lunedì alla domenica\, a condizione che la Regione Piemonte si trovi in zona gialla. Se la Regione Piemonte si trova in zona rossa o arancione la mostra è chiusa.\n \n\n\n\nGli orari e i giorni di apertura potrebbero subire modifiche imposte dall’emanazione di eventuali nuove norme che dispongano diversamente da quelle attualmente in vigore. \n\n\n\nPer prenotare online: bit.ly/prenotaDIV\nPer info sulla mostra: http://bit.ly/infodivno\n\n\n\n\n\nDivisionismo\nLa rivoluzione della luce – REWIND\na cura di Annie-Paule Quinsac\nCastello di Novara\, dal 24 ottobre 2020 al 24 gennaio 2021 – prorogata fino al 2 giugno 2021\nLa mostra\nLa grande mostra Divisionismo La rivoluzione della luce\, aperta il 23 novembre 2019 e chiusa anticipatamente per effetto di quanto disposto dalle norme emanate per il contenimento del virus Covid-19\, sarà riallestita nelle magnifiche sale del Castello Visconteo Sforzesco di Novara e riaperta al pubblico dal 24 ottobre 2020 al 24 gennaio 2021 in formula “Rewind” – prorogata fino al 2 giugno 2021 \nPromossa e organizzata dal Comune di Novara\, dalla Fondazione Castello Visconteo e dall’Associazione METS Percorsi d’arte\, in collaborazione con ATL della provincia di Novara\, con i patrocini di Commissione europea e Provincia di Novara\, con il sostegno di Banco BPM (Main Sponsor)\,  Regione Piemonte\, Fondazione CRT e Esseco s.r.l.\, è curata dalla nota studiosa Annie-Paule Quinsac\, tra i primi storici dell’arte ad essersi dedicata al Divisionismo sul finire degli anni Sessanta\, esperta in particolare di Giovanni Segantini – figura che ha dominato l’arte europea dagli anni Novanta alla Prima guerra mondiale –\, di Carlo Fornara e di Vittore Grubicy de Dragon\, artisti ai quali ha dedicato fondamentali pubblicazioni ed esposizioni. \nGrazie alla disponibilità dei prestatori sono state confermate 61 delle 67 opere presenti nel primo allestimento\, provenienti da prestigiosi musei\, istituzioni pubbliche e collezioni private. Quelle mancanti\, già destinate ad altre esposizioni o impossibili da movimentare una seconda volta\, sono state sostituite con opere altrettanto importanti di Giovanni Segantini\, Giuseppe Pellizza da Volpedo e Angelo Morbelli\, selezionate in funzione della loro attinenza al percorso scientifico al fine di mantenere il rigore dell’impianto originario. \nPer l’occasione è stata realizzata una pubblicazione ad hoc con le schede critiche\, bibliografiche ed espositive delle nuove opere esposte. \n\n  \n\nLe sezioni\nSala 1. Il prologo \nSala 2. La Prima Triennale di Brera. Uscita ufficiale del Divisionismo \nSala 3. L’affermarsi del Divisionismo \nSala 4. Pellizza da Volpedo. Tecnica e simbolo \nSala 5. Il colore della neve \nSala 6. Previati. Verso il sogno \nSala 7. Segantini. Il gioco dei grigi \nSala 8. Il nuovo secolo. L’evolversi del Divisionismo \nRiproposta la grande mostra sul Divisionismo italiano\nLa grande mostra Divisionismo La rivoluzione della luce a Novara nella magnifica cornice del Castello Visconteo Sforzesco – programmata originariamente dal 23 novembre 2019 sino al 12 aprile 2020 e chiusa anticipatamente per l’emergenza sanitaria – riapre dal 24 ottobre prossimo sino al 24 gennaio 2021 – prorogata fino al 2 giugno 2021 \nPer dare risposta alle attese di oltre trentamila persone che avevano prenotato e avrebbero dovuto vedere la mostra durante i due mesi in cui è stata sospesa dal lockdown e a coloro che avevano manifestato il desiderio di rivederla\, l’Associazione METS Percorsi d’arte si è prodigata\, con l’appoggio della curatrice Annie-Paule Quinsac\, tra i massimi esperti di Divisionismo italiano\, per riottenere le opere\, al fine di proporre una rassegna che corrispondesse al progetto scientifico originale: raccontare la storia del Divisionismo italiano\, rivoluzione della luce\, in diciotto artisti\, sessantasette opere\, otto sale. \nIl successo nell’ardua impresa di rewind si deve in gran parte alla straordinaria generosità dei prestatori\, privati e museali – inclusi i due musei svizzeri – che hanno creduto fino in fondo alla ripresa. Grazie alla loro dedizione\, su sessantasette opere soltanto sei non sono presenti all’appello\, un’assenza imposta da ragioni di conservazione che\, dando luogo a importanti sostituzioni\, ha permesso di approfondire alcuni aspetti del racconto espositivo. Tra i dipinti assenti\, l’unico non rimpiazzato è la monumentale Maternità di Previati\, fragilissimo e di difficile\nmovimentazione\, in assoluto insostituibile\, rappresentato da una riproduzione di stessa misura (175\,5 x 412\,5 cm) collocata all’ingresso\, dove si trovava all’inizio della mostra\, nell’apparato didattico che spiega la storia e l’importanza dell’opera. Negli altri casi\, invece\, si è scelto di far subentrare dipinti che avessero lo stesso peso dei precedenti e potessero illustrare aspetti diversi delle problematiche affrontate in questa esposizione. \nLe cinque sostituzioni riguardano quattro sale:\n\nSala 2. La Prima Triennale di Brera. Uscita ufficiale del Divisionismo\, al posto della grande tela di Sottocornola Fuori di porta (Le sorelle)\, si presenta un capolavoro di Segantini\, Petalo di rosa (1890)\, che in un primo momento l’artista aveva pensato di notificare alla Triennale. La tela illustra un aspetto del simbolismo di Segantini\, e la presenza di alcune microfotografie di analisi non invasive\, che documentano l’uso dei metalli\, permette di introdurre una riflessione sulla sua tecnica polimaterica. L’intero procedimento si coglie in modo più immediato grazie al confronto con il dipinto stesso. \nSala 3. L’affermarsi del Divisionismo\, Venduta! (1897) di Morbelli\, dal linguaggio divisionista raffinato quanto quello di Riflessioni di un affamato di Longoni\, dipinto che sostituisce\, è stato scelto perché nel corpus di quest’ultimo non esistono altre opere di denuncia che possano avvicinarsi in potenza alla tela divenuta icona del coinvolgimento sociale dell’artista. Venduta!\, terzo dipinto dedicato da Morbelli alla prostituzione minorile\, è un assoluto capolavoro che traduce un messaggio paragonabile in forza a quello di Longoni\, anche se di implicazione morale diversa. \nSala 4. Pellizza da Volpedo. Tecnica e simbolo. La sostituzione di due opere\, La processione (1892-1895) e Tramonto (1900-1902)\, e la necessità di mantenere l’ordine cronologico\, hanno conferito alla piccola sezione un carattere di testimonianza dell’evoluzione dell’artista maggiore di quanto avesse nella versione originale. La piazza di Volpedo (1888)\, dipinta a Firenze sotto l’influenza di Fattori\, è esposta sulla stessa parete di Il ponte (1892 circa)\, primo tentativo di divisone del colore\, e ciò permette di capire l’evoluzione dalla pittura ad impasto al divisionismo. Rimasta identica è la parete centrale dedicata al monumentale Sul fienile (1893-1894)\, esito maestoso del simbolismo naturalista dell’artista. Sulla parete a sinistra invece permane\, a conclusione della presenza di Pellizza in mostra\, il paesaggio Nubi di sera sul Curone (1905-1906)\, preceduto\, in contraltare\, da Il ritorno dei naufraghi al paese (L’annegato) del 1894 che accentua\, in stato d’animo e linguaggio pittorico\, l’impatto di Sul Fienile. \nSala 8. Il nuovo secolo. L’evolversi del Divisionismo\, Alba domenicale di Morbelli (1915) è stata sostituita con Per sempre (1906)\, l’ultima delle due tele dedicate al “mal sottile”\, la tubercolosi\, flagello che allora falciava esseri giovani con una frequenza tale da tradursi nel morboso fascino ottocentesco del “fior reciso”\, celebrato in memorabili poemi\, liriche\, dipinti e sculture. Proprio in quella tematica il dipinto chiude un’era\, ma l’artista evita un pathos scontato grazie alla magia del linguaggio divisionista spinto all’intensità estrema\, uno dei più puri esempi del divisionismo di Morbelli in cui le particelle di colore polverizzate sulla tela rendono in vibrazione luminosa la dicotomia eternità della natura – caducità della vita umana. \nPromossa e organizzata dal Comune di Novara\, dalla Fondazione Castello Visconteo Sforzesco di Novara e dall’Associazione METS Percorsi d’arte\, in collaborazione con ATL della provincia di Novara\, BIG Ciaccio Arte e Fondazione Circolo dei Lettori\, con i patrocini di Commissione europea e Provincia di Novara\, con il sostegno di Banco BPM (Main Sponsor)\, Regione Piemonte\, Esseco s.r.l\, Fondazione CRT\, l’importante supporto di Enrico Gallerie d’arte e Gallerie Maspes\, si avvale nuovamente della curatela\, più che mai attiva e partecipe\, di Annie-Paule Quinsac. \nAccompagnano l’esposizione il catalogo scientifico pubblicato in occasione della prima mostra\, con il saggio della curatrice corredato dalle schede biografiche degli artisti\, le schede critiche delle singole opere affidate agli specialisti di riferimento e gli apparati bibliografici ed espositivi. E una pubblicazione più agile dedicata alle novità della mostra riproposta. \nUna mostra sempre di grande respiro\, un percorso ricco e affascinante tra le opere più significative dei maestri divisionisti italiani in un luogo\, l’imponente Castello Visconteo Sforzesco\, ricco di storia e ristrutturato a regola d’arte per una vocazione museale.\nChe merita di essere vista e rivista. \n\n\n\nInformazioni sulla mostra\n\n\nDIVISIONISMO\, la rivoluzione della luce\nNovara\, Castello Visconteo Sforzesco\, piazza Martiri della Libertà n. 3\nDal 24 ottobre 2020 al 24 gennaio 2021\n \n\n\n\n  \n\n\n\nNorme di sicurezza e regolamentazione degli ingressi:\nÈ obbligatorio l’uso della mascherina all’interno dei locali nonché il mantenimento della distanza di 1 metro tra le persone. Al fine di evitare assembramenti gli ingressi sono contingentati e non sono ammessi in mostra più di 60 visitatori ogni ora. I biglietti sono dunque utilizzabili unicamente nella fascia oraria in essi indicata\, selezionabile dall’acquirente tra quelle disponibili al momento dell’acquisto. Per ciascuna fascia da venti minuti non sono ammessi più di venti visitatori complessivi il cui accesso è scaglionato dal personale ed è ammessa una sola visita guidata per un massimo di 10 persone. \nPrevendita: obbligatoria per i biglietti ridotti Gruppi\, consigliata per tutti gli altri biglietti\, compresi i gratuiti \nTicketone www.ticketone.it /Tel. 892101 – da lunedì a venerdì 8.00-21.00 – sabato 9.00-17.30 \nPer i possessori di “18app Bonus Cultura” e “Carta del docente” è possibile l’acquisto del biglietto su www.metsarte.com/biglietti con link diretto a ticketone.it \nInformazioni online e social: \nMETS Percorsi d’arte \nwww.metsarte.com \nFacebook \nInstagram \nUfficio stampa: Lucia Crespi | tel. + 39 02 89415532 | lucia@luciacrespi.it \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				Segantini G. – Petalo di rosa\, olio e tempera su tela 64 x 50 cm\n				\n			\n				\n			\n				\n				Morbelli A. – Venduta\, olio su tela 67 x 107 cm\n				\n			\n				\n			\n				\n				Pellizza da Volpedo G. – La piazza di Volpedo\, olio su tela 78 x 96 cm\n				\n			\n				\n			\n				\n				Pellizza da Volpedo G. – Il ritorno dei naufraghi al paese\, olio su tela 34\,5 x 57\,5 cm\n				\n			\n				\n			\n				\n				Morbelli A. – Per sempre\, olio su tela 87 x 135 cm\n				\n			\n				\n			\n				\n				Mostra Divisionismo La Rivoluzione della Luce
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SUMMARY:ExpoRice 2020
DESCRIPTION:Giunta quest’anno alla ottava edizione\, la manifestazione organizzata dall’ATL di Novara e dalla Camera di Commercio di Novara\, con la collaborazione della Città di Novara e della Fondazione Castello\, prevede un ricco programma di appuntamenti\, tra cui il mercatino del riso e dei prodotti tipici\, show cooking\, degustazioni\, iniziative culturali\, visite guidate del castello\, mostra fotografica\, presentazioni di pubblicazioni e del filmato sul riso.\n\nL’obiettivo di ExpoRice è la promozione del prodotto “riso” che caratterizza fortemente il Novarese e la città capoluogo. \nÈ l’espressione della nostra cultura territoriale\, veicolo dell’identità e delle tradizioni locali. \nLa manifestazione si svolge al Castello di Novara Sabato 12 e Domenica 13 Settembre 2020 \nSul pieghevole il programma completo \nL’evento rispetta scrupolosamente le normative governative e ogni protocollo in vigore richiesto per fronteggiare in totale sicurezza e serenità l’emergenza Covid – 19\n\nPROGRAMMA \nSabato 12 settembre\nAlle 10.30 inaugurazione della manifestazione e presentazione del filmato “Il Novarese terra di risaia” di Walter Cerutti a cura dell’ATL della Provincia di Novara. A seguire inaugurazione mostra di pittura del maestro Ignazio Lombardini “Le stagioni del riso”\nDalle 10.30 Mercato del riso e dei prodotti tipici\nDalle 12.00 alle 14.30 paniscia da asporto o da consumare in Castello\, con la collaborazione delle Pro Loco di Galliate (tel. 349.6404341) e di Vicolungo (tel. 329.3783950). Posti limitati\, accesso ai tavoli solo su prenotazione\nAlle 15.00 Scuola di cucina* con Sonia Peronaci (www.soniaperonaci.it)\nAlle 16.00 visita guidata* al Castello Visconteo-Sforzesco \nDomenica 13 settembre\nDalle 10.00 Mercato del riso e dei prodotti tipici\nAlle 11.00 visita guidata* al Castello Visconteo-Sforzesco\nAlle 11.30 Scuola di cucina* con Monica Bergomi (www.lalunasulcucchiaio.it)\nDalle 12.00 alle 14.30 paniscia da asporto o da consumare in Castello\, con la collaborazione delle Pro Loco di Galliate (tel. 349.6404341) e di Vicolungo (tel. 329.3783950). Posti limitati\, accesso ai tavoli solo su prenotazione\nAlle 14.30 Scuola di cucina* con Elena Formigoni (www.cucinama.com)\nAlle 16.00 visita guidata* al Castello Visconteo-Sforzesco \n* Visite guidate e scuola di cucina su prenotazione obbligatoria tel. 0321.394059
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SUMMARY:IL GIRO DELL’OCCHIO - Mostra fotografica di Piergiorgio Branzi
DESCRIPTION:L’esposizione presenta 60 immagini che documentano oltre cinquant’anni di carriera del fotografo toscano\, uno dei più importanti interpreti del nostro tempo. \n  \nPotrà sembrare un’affermazione azzardata ma\, a mio giudizio\,  \nfotografare è un’operazione compromettente. – Piergiorgio Branzi \n\nDal 23 giugno al 6 settembre 2020\, il Castello Visconteo Sforzesco di Novara ospita una mostra che documenta oltre cinquant’anni di fotografie di Piergiorgio Branzi (Signa\, FI\, 1928)\, uno dei più importanti e riconosciuti interpreti di questa particolare forma d’arte. \nLa rassegna\, dal titolo Il giro dell’occhio\, curata da Alessandra Mauro\, organizzata da Contrasto con Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto Galleria in collaborazione con Fondazione Castello visconteo-sforzesco di Novara e con il patrocinio del Comune di Novara\, presenta 60 immagini tra le più iconiche realizzate dal fotografo toscano in mezzo secolo di sguardi sul mondo. \n“Il giro dell’occhio in cui ci conduce Piergiorgio Branzi con le sue fotografie – afferma Alessandra Mauro – è un turbine d’immagini e memorie\, di ricordi\, impressioni e scelte meditate. Di osservazioni coerenti in cui lo sguardo è sempre pronto a percorrere il mondo\, tracciare e nominare la visione di profili di terre e di pietre. Una serie di vedute e “rivedute” che comunicano la stessa esperienza esistenziale dell’autore\, il suo respiro. Quello di un corpo profondamente attento\, lieto di continuare a vivere di meraviglia e di osservazione”. \nIl percorso espositivo\, ordinato per cicli tematici cronologici\, delinea una mappa geografica che dalla sua Toscana si sposta verso l’Italia del sud e il Mediterraneo\, per poi salire a Parigi e a Mosca\, dove Branzi lavorò come inviato della RAI. \nSi parte idealmente dai chiaroscuri toscani\, come omaggio alla sua regione d’origine\, con fotografie scattate negli anni cinquanta che appartengono alla prima parte della sua carriera\, tutte rigorosamente in bianco e nero per rispettare il cromatismo di quella terra che\, secondo Branzi\, si gioca tra il grigio grafite e l’ocra spento delle pietre che caratterizzano i palazzi e le strade di Firenze e tra il verde scuro del cipresso e il verde argento degli ulivi che contraddistinguono la campagna toscana. \nPer Branzi\, fotografare significava disegnare; e proprio il disegno divenne una pratica che l’artista non abbandonò mai e che risulta particolarmente evidente in questa serie di scatti\, come nelle immagini dell’Arena e del Giardino di Boboli sotto la neve\, o in quella del muro nero con suo fratello\, spesso usato come modello\, rattrappito nel fondo di quella che sembra una bottiglia scavata nella parete. \nIl viaggio di Piergiorgio Branzi si allarga a tutta l’Italia\, in particolare al Meridione\, che trovò come un paese arcaico e doloroso e che accomunava con la Spagna e le Grecia\, le altre due nazioni che attraversò con la sua macchina fotografica. \nSono immagini che lo stesso Branzi definiva di “realismo-formale” a valenza sociale\, che gettavano uno sguardo di attenzione\, ma ancor più di compassione\, verso una realtà sociale uscita dalla guerra da meno di un decennio. \nLa mostra prosegue proponendo gli scatti realizzati tra il 1962 e il 1966 a Mosca\, l’allora capitale sovietica dove Branzi lavorò come inviato della RAI. Quello che ne risulta è l’incontro con la quotidianità di una società\, allora misteriosa e certamente poco conosciuta ma in lento e costante mutamento dove\, tra i paesaggi urbani innevati e le celebrazioni del regime comunista\, ci si trova di fronte a incontri di straordinaria umanità. \nE poi Parigi che Branzi visse da vero flaneur\, girovagando senza meta per le sue piazze\, i suoi boulevard e i suoi bistrot\, lasciandosi stupire dagli sguardi e sorprendere dagli incontri fortuiti. \nL’esposizione si chiude con la sezione dedicata a Le Forme\, ovvero alla produzione più recente del fotografo toscano\, decisamente più sperimentale. \nAccompagna la rassegna un volume Edizioni Contrasto. \nNote biografiche \nPiergiorgio Branzi nasce a Signa\, Firenze\, nel 1928. La sua attività di fotografo comincia nei primi anni ’50\, periodo in cui conosce Vincenzo Balocchi\, uno dei membri del gruppo La Bussola\, un’associazione di fotografi creata nel 1947 con l’obiettivo di promuovere la fotografia come arte dal punto di vista professionale e non solo documentario. Nel maggio del 1953\, Branzi espone per la prima volta nell’ambito della “Mostra della Fotografia Italiana”\, presso la Galleria della Vigna Nuova a Firenze\, e a partire dall’autunno di quello stesso anno si dedica sempre di più alla fotografia\, partecipando alle principali esposizioni italiane e vincendo numerosi concorsi tra il 1955 e il 1957. Intraprende lunghi viaggi in motocicletta e in auto attraverso l’Italia e la Spagna\, raccontando in immagini la vita quotidiana dei paesi che attraversa\, rielaborando in modo originale la lezione di Henri Cartier-Bresson. Dopo una collaborazione con Il Mondo di Mario Pannunzio\, nel 1960 viene assunto alla Rai e intraprende la carriera di giornalista che\, di fatto\, rallenterà la sua produzione fotografica. Come inviato della Rai\, e su incarico di Enzo Biagi\, si trasferisce a Mosca per circa cinque anni e diventa il primo corrispondente occidentale nella Russia di oltrecortina; dal 1966 al 1969 sarà\, invece\, corrispondente da Parigi. Nel 1969 torna in Italia\, a Roma\, per assumere l’incarico di commentatore del telegiornale. Le sue fotografie sono state esposte in numerose mostre dedicate alla fotografia italiana del Novecento (tra queste anche l’importante “ItalianMetamorphosis” al Guggenheim Museum di New York)\, di cui è considerato uno degli indiscussi maestri. \nNovara\, giugno 2020 \n  \nPIERGIORGIO BRANZI. Il giro dell’occhio \nNovara\, Castello Visconteo Sforzesco (piazza Martiri della Libertà 3) \n23 giugno – 6 settembre 2020 \n  \nOrari: martedì – domenica\, 10.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00) \n  \nBiglietti: intero €8\,00\, ridotto €6\,00 \nÈ consigliata la prenotazione e l’acquisto on line su www.ticketone.it \n  \nInformazioni: tel. 0321.1855421 \n  \nCatalogo: Edizioni Contrasto \n  \nUfficio stampa \nCLP Relazioni Pubbliche  \nClara Cervia | tel. 02.36755700 | clara.cervia@clp1968.it | www.clp1968.it \n  \n  \n  \nInformazioni per una visita in sicurezza \nPer poter garantire la miglior tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio la Fondazione Castello di Novara ha attivato le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del COVID-19. \nL’accesso e la permanenza all’interno di tutte le aree del Castello è facilitato dalla presenza di alcuni ausili\, quali una segnaletica specifica\, anche direzionale\, e cartelli informativi. \nSi riportano di seguito alcune informazioni utili alla visita \n– l’uso della mascherina è obbligatorio\, anche per i bambini di età superiore a 6 anni. \n– durante la visita\, per l’intero periodo di permanenza all’interno della struttura è necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale evitando affollamenti. \n– per l’accesso alle sale espositive è previsto un numero massimo di persone\, secondo slot calcolati su metrature e logistica degli spazi. \n– all’interno del Mostra la visita potrà essere svolta sempre lungo il percorso indicato dalla segnaletica e/o dal personale del museo. \n– l’utilizzo dell’ascensore è riservato alle sole persone disabili o con problemi di deambulazione. \n\nSi ricorda inoltre che all’interno delle aree del Castello \n– sono a disposizione i gel igienizzanti. \n– nelle sale espositive della mostra temporanea l’accesso è consentito ad un massimo di 60 visitatori contemporaneamente \n– eventuale materiale cartaceo (depliant\, mappe ecc…) non deve essere abbandonato negli spazi del Castello; si pregano i visitatori di conservarlo o gettarlo negli appositi cestini. \n– non è possibile utilizzare il guardaroba; i visitatori sono pertanto pregati di presentarsi con il minimo di accessori personali\, evitando bagagli\, nonché zaini e borse voluminosi.
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SUMMARY:Stefano Barattini - Bauhaus 1919-2019
DESCRIPTION:Esposizione di fotografie di Stefano Barattini\, sul movimento moderno e il razionalismo italiano\, con un omaggio al Bauhaus nel suo centenario\, \nNella mostra fotografica di Stefano Barattini le aree industriali abbandonate sono i soggetti che raccontano il disinteresse verso alcune consuetudini. Gli edifici costruiti secondo i canoni della scuola di Bauhaus hanno forme e strutture moderne e funzionali\, pur mantenendo un impianto e una volumetria classici. Tra queste spicca il complesso di Monte Amiata alla periferia di Milano. Altri scatti rappresentano Dessau\, una delle sedi dell’Istituto tedesco\, e il suo museo ben inserito nel contesto urbano. \nLa mostra sarà visitabile venerdì dalle 14.30 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30 \nIngresso gratuito
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SUMMARY:Nel nostro piatto - mostra interattiva e multimediale
DESCRIPTION:Come essere consapevoli di ciò che si mangia? Mangiare è una fondamentale azione quotidiana fatta spesso senza prestare particolare attenzione\, ma che intreccia aspetti economici\, culturali\, sociali e ha una notevole influenza sulla salute. Scegliere il cibo di cui nutrirsi richiede un’educazione vasta e articolata. Tra gli argomenti trattati: come funziona il nostro corpo tra digestione e assimilazione\, il gusto e il sapore\, le filiere della produzione del cibo e sua qualità e sicurezza\, la lettura delle etichette\, le risorse del pianeta usate per l’alimentazione\, ecc. \nUna particolare attenzione viene riservata al problema degli sprechi alimentari per le implicazioni sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale che sotto il profilo etico e morale. Per questo la Regione Piemonte\, su questo argomento\, da anni ha sviluppato il progetto “Una buona occasione”\, che è stato più volte premiato dal Ministero dell’Ambiente e che ha man mano acquisito un rilievo internazionale. Si è così deciso di arricchire la mostra “Nel nostro piatto” con una parte dedicata alla lotta agli sprechi alimentari affinché venga percepita l’esigenza di uno stile di vita e di consumo più sostenibile\, che garantisca una dieta sana a una popolazione globale in costante crescita e che riduca i danni al nostro pianeta. \nComplessi ma fondamentali\, dunque\, sono i meccanismi che la mostra intende far comprendere al grande pubblico\, attraverso: 4 aree tematiche\, 16 postazioni interattive e multimediali\, 5 monitor tattili\, una grande proiezione centrale\, 18 capitoli\, 54 giochi e attività\, 10 tipologie di laboratori. Un percorso interattivo e didattico di divulgazione scientifica sulle ricadute economiche\, sociali e ambientali delle nostre scelte alimentari\, realizzato con le esperienze del format Experimenta e del progetto “Una buona occasione”\, per motivare i visitatori ad adottare buone pratiche alimentari individuali e collettive. \nInoltre è proprio l’essere esposizione itinerante\, la caratteristica che rende la mostra importante occasione di divulgazione scientifica di prossimità\, capace di valorizzare la ricchezza delle varie realtà locali della nostra regione. \nQuesto anche grazie alle straordinarie energie e risorse messe a disposizione dai comuni ospitanti\, che\, come Novara\, incentivano la nascita e lo sviluppo nel tempo di una rete di eventi\, di partner e di relazioni di grande respiro attorno alle tematiche affrontate nell’esposizione. \nL’apporto dell’Università del Piemonte Orientale contribuisce all’alto livello delle guide didattiche che accoglieranno i visitatori\, l’abbinamento alla mostra del percorso espositivo L’ISOLA DEI TESORI\, promosso da Novamont\, completa con nuovi temi (cambiamenti climatici\, inquinamento dei mari ed economia circolare) l’offerta complessiva. \nBia de Compostabilis e le sue mirabolanti avventure raccontate dall’illustratore Disney Paolo Mottura e dall’educational “Alla scoperta del Mater-Bi“ di Novamont\nL’esposizione\, che verrà inaugurata venerdì 25 ottobre 2019 per poi proseguire fino a lunedì 3 febbraio 2020\, accoglierà scuole e famiglie. Percorsi interattivi e didattici\, laboratori creativi\, attività dedicate al mondo delle bioplastiche e alle tematiche ambientali. \nUn’esperienza davvero suggestiva all’insegna della creatività\, della sostenibilità e della tutela ambientale. Ed anche un’ulteriore occasione per conoscere il Mater-Bi\, le sue caratteristiche e i suoi molteplici utilizzi\, sensibilizzando i visitatori ad uno stile di vita maggiormente consapevole. Grazie alla possibilità di smaltirli nella frazione organica\, l’impiego di prodotti in Mater-Bi\, in sostituzione della plastica\, consente la riduzione del nostro impatto ambientale. Essi infatti\, una volta avviati agli impianti di compostaggio\, possono diventare fertile compost per la coltivazione dei terreni. \nTale dinamica\, orientata allo sviluppo di un sistema economico circolare\, ben si sposa con i valori promossi dalla mostra “Nel nostro piatto”: uno strumento prezioso per sensibilizzare le persone alle buone pratiche legate ad un consumo critico del cibo\, ad una corretta ed efficiente raccolta differenziata\, ad una riduzione dell’inquinamento e dei gas climalteranti. Buone pratiche che\, come afferma Andrea Di Stefano di Novamont\, “ognuno di noi\, grandi e piccini\, può compiere per rispondere alla grande sfida che siamo chiamati ad affrontare”. \n  \nEvento: Mostra “Nel nostro piatto”\nPeriodo: 26 ottobre 2019 – 2 febbraio 2020\nSede: Castello di Novara – Piazza Martiri della libertà\nOrari: Visite per il pubblico: sabato e domenica e festivi dalle 10 alle 19\nVisite per le scuole e gruppi organizzati: dal lunedì al venerdì su prenotazione\nIngresso libero
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SUMMARY:Non solo Cabaret: Jannaci\, Gaber e i Gufi
DESCRIPTION:La mostra presenterà un corpus di 250 pezzi originali dei tre artisti Enzo Jannacci\, Giorgio Gaber e I Gufi\, che saranno esposti per la prima volta in Italia: dischi 45 e 33 giri\, manifesti d’epoca\, fotografie storiche\, provini\, teatrini e oggetti di scena\, nonché alcuni cimeli firmati in originale e un’automobile davvero speciale. Alcune riviste degli anni ’50\, ’60 e ’70 ridaranno vita ad emozioni del passato. Tutto il complesso espositivo arriva da collezionisti privati\, dalla Fondazione Gaber (Milano) e dall’Archivio storico del cabaret italiano (Peschiera Borromeo – Mi). \nLa mostra sarà curata e organizzata da Galleria Legart di Novara\, in collaborazione con I Barlafus\, Claudio Sassi e la Fondazione Castello di Novara. Il patrocinio è del Comune di Novara e di Atl Turismo Novara. Dopo la mostra di Andy Warhol nuovamente il sostegno come Main Sponsor è di Banco BPM\, mentre i minisponsor sono: Cavanna\, Me.Ca.t\, Mondo Musica\, Novamont\, Tre D Viti. \nLa mostra si svolgerà al piano terra del Castello di Novara\, da giovedì 10 ottobre a domenica 13 ottobre dalle 10 alle 19. È prevista inoltre una preview di 30 pezzi presso la filiale BPM di Corso Genova 29 a Milano a ingresso libero (dal 2 al 4 ottobre\, dalle 8.20 alle 13.20 e dalle 14.30 alle 15.30). \n\nEVENTO SPECIALE\n\nSabato 12 ottobre alle ore 20.45 si terrà presso l’Auditorium di BPM in via negroni 12 una serata entusiasmante dal titolo “Ricordi in concerto”. Interverranno alla serata il presidente della Fondazione Gaber\, Paolo Dal Bon\, che dialogherà con il critico musicale novarese Riccardo Bertoncelli sul valore storico che porta avanti la Fondazione e della sua personale esperienza\, che lo ha portato a lavorare per anni a stretto contatto con Gaber. Il tutto sarà arricchito da proiezioni video\, alcune delle quali inedite. \nDurante la serata ci sarà un’ospite d’onore\, Roberto Brivio (ex componente de I Gufi) che si esibirà insieme a I Barlafus in alcuni dei momenti più belli del repertorio del quartetto milanese. Ad accompagnare la serata: Antonio Costa Barbè\, Renato Franchi e l’Orchestrina del suonatore Jones\, Golden Age\, Paolo Beldì e Claudio Macaluso. \nI biglietti sono in prevendita dal 10 settembre presso Mondo Musica di viale Roma a Novara. \n\nLABORATORI DIDATTICI\n\nAnche per la nuova generazione ci saranno delle iniziative. Una simpatica visita guidata e un laboratorio didattico accompagnano la mostra al Castello:\n-sabato 12 e domenica 13 ottobre ore 10-11 laboratorio “La mia torpedo blu” per bambini dai 4 ai 7 anni.\n-sabato 12 e domenica 13 ottobre ore 14-15 laboratorio “All’osteria si mangia” per bambini dagli 8 ai 14 anni.\n-domenica 13 ottobre ore 18-19 laboratorio “I scarp del tenis” per ragazzi dai 15 ai 25 anni.\n\nINFORMAZIONI \nContatti\nGalleria Legart via Negroni 4 – Novara\nTel. 0321 230915 – eventilegart@gmail.com\nwww.legartnovara.it \nBiglietti e Bookshop\nIntero € 5;\nBambini-ragazzi 0 – 14 anni gratis;\nVisite guidate gratuite (circa 35 minuti) da 10 a 25 persone\, solo con prenotazione;\nCatalogo “Non solo cabaret” € 10;\nSerata 12 ottobre € 10\, con prevendita dal 10 settembre presso Mondo Musica (v.le Roma 24\, Novara).\nLaboratori didattici sabato 12 e domenica 13 dai 3 ai 25 anni\, divisi in fasce d’età € 3-5. \nPrenotazioni visite guidate\, laboratori didattici o informazioni\nGalleria Legart\nTel. 0321 230915 – eventilegart@gmail.com
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SUMMARY:Acque e territorio: l'eredità di Leonardo da Vinci
DESCRIPTION:Per la visita della mostra durante l’orario di apertura non è necessaria la prenotazione. La mostra è aperta al pubblico da martedì a venerdì dalle 15 alle 18 e sabato e domenica dalle 10-12 e 15-18 \nSebbene non siano rintracciabili documenti certi riguardanti la presenza di Leonardo nel territorio novarese è possibile rilevare testimonianze interessanti dei suoi studi nella storia di due via d’acqua quattrocentesche che ancora oggi vivificano il territorio risicolo novarese e lomellino come la Roggia Mora e il Naviglio Sforzesco. Leonardo ha sicuramente lasciato la sua “impronta” nel territorio piemontese citando il Naviglio d’Ivrea nel Codice Atlantico disegnandone “il sorpasso della Dora”.\nGli echi delle antiche acque irrigue avranno come sede le sale del Castello Visconteo Sforzesco di Novara e condurranno lo spettatore a scoprire i segreti della contemporaneità di questo straordinario talento in relazione agli studi di valorizzazione dell’acqua distribuita tra Lombardia e Piemonte attraverso il sistema idrico artificiale\, regolato dai Consorzi di Bonifica. \nPer l’occasione saranno esposti i modelli di legno tratti dai codici Leonardeschi provenienti dall’Ecomuseo del Mulino di Mora Bassa che dialogheranno con antichi documenti e mappe ritrovate nell’Archivio Storico delle Acque e delle Terre Irrigue del Consorzio Est Sesia di Novara. \nAcque\, meccanismi\, progetti; la mostra vuole indagare l’eredità del pensiero di Leonardo indirizzato a migliorare senza posa il territorio cercandone testimonianze nel sistema irriguo piemontese e lombardo dei giorni nostri\, un sistema unico a livello europeo che con inventiva e costanza permette la coltivazione del riso su larga scala. \nIrrigazione\, bonifica\, misura e governo della forza idraulica per l’agricoltura e per la difesa dai rischi idrogeologici dei fiumi. Le sale espositive parleranno di temi più che mai attuali affrontati già da Leonardo che ancora oggi rappresentano le peculiarità dei Consorzi di Bonifica italiani. \nLa mostra da’ spazio anche ad immagini e paesaggi d’acqua allargando l’obiettivo a tutto il territorio agricolo irriguo italiano intrecciato di storia\, arte e inventiva: una vera macchina che produce ogni giorno incantevoli scenografie di stampo leonardesco che non finiranno mai di stupire i visitatori. \nLa mostra è a cura dell’Associazione Irrigazione Est Sesia di Novara e Fondazione Castello\, con la collaborazione di: \n\nAnbi – Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazione e Miglioramenti fondiari\nAssociazione d’Irrigazione Ovest Sesia\nConsorzio di Bonifica – Est Ticino Villoresi\nAnbi Lombardia – URBIM – Associazione Regionale Consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue\n\n\nEnte Nazionale Risi\nComune di Novara\nCamera di Commercio di Novara\nAtl Novara – Agenzia di Accoglienza e Promozione Turistica Locale Provincia di Novara\nArte Lab\n• Società Fotografica Novarese\nLa città ideale – Mulino di Mora Bassa\n\nOrari di apertura: \n\ndal martedì al venerdì pomeriggio dalle 15 alle 18.00; al mattino con ingresso riservato alle scuole su prenotazione\nsabato e domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00\nlunedì chiuso\n\nIngresso gratuito \n 
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SUMMARY:Premio Città di Novara- INCONTRO CON L’ARTE: RABARAMA.
DESCRIPTION:DOMENICA 9 GIUGNO ORE 17 INAUGURAZIONE E  l’INCONTRO CON L’ARTE per l’assegnazione del riconoscimento alla carriera artistica ad un personaggio di spicco nel panorama culturale internazionale \nPer la diciottesima edizione il Premio sarà assegnato a RABARAMA. Lo scopo prioritario è quello di offrire al pubblico interessato\, una giornata densa di attenzione ed emozione\, a contatto con autorevoli personalità del mondo artistico contemporaneo e per conoscere da vicino un’artista tra le più importanti del mondo artistico contemporaneo. \nBIOGRAFIA\nPaola Epifani\, alias Rabarama\, è nata a Roma nel 1969. Vive e lavora a Padova.\nFiglia d’arte\, fin da piccola mostra un innato talento per la scultura. Inizia la sua formazione artistica presso il Liceo Artistico di Treviso\, proseguendo poi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Si laurea con il massimo dei voti nel 1991 ed inizia immediatamente a prendere parte a un gran numero di concorsi nazionali e internazionali di scultura\, ottenendo sempre più consensi sia dalla critica che dal pubblico in generale. Rabarama crea sculture e dipinti con uomini\, donne o creature ibride\, spesso passando per l’eccentrico.\nLa pelle del soggetto creato dall’artista è sempre decorata con simboli\, lettere\, geroglifici e altre figure in una varietà di forme. La “membrana”\, il “mantello” che sembra avvolgere queste figure è in continua evoluzione\, aggiungendo sempre nuovi segni\, simboli e metafore. L’alfabeto indica la restrizione interna del linguaggio e la nostra entità singolare-plurale (secondo la concezione del filosofo Jean-Luc Nancy): geroglifici\, puzzle e favi sono la visualizzazione del genoma\, le infinite combinazioni e le possibili varietà inerenti all’umanità\, visualizzato nei labirinti mentali dove si materializza la complessità sfaccettata dell’Io. Spesso le mostre delle opere di Rabarama sono presentate in collaborazione con altri artisti (body painting\, ballerini\, acrobati) e sono arricchite da video proiezioni e suoni. Il suo lavoro è considerato suggestivo ed eccitante\, descrive tutti i dolori e le gioie dell’essere umano\, dalla schiavitù alla libertà\, attraverso il codice genetico dei sogni.\n“L’arte di Rabarama è spesso molto aggressiva\, non solo per il pubblico\, ma anche per il creatore”\, ha detto George S. Bolge\, direttore esecutivo del Museum of Art di Boca Raton\, Miami\, Stati Uniti d’America\, sulle opere dell’artista. Questo lungo percorso\, costellato di successi\, l’ha portata a presentare nel 2011 alla 54° Biennale di Venezia l’opera monumentale Abbandono\, realizzata interamente in marmo di Carrara.\nOltre a questo riconoscimento fondamentale\, le sue opere sono state esposte nelle principali capitali mondiali della scena artistica come\, tra gli altri\, Parigi\, Firenze\, Cannes\, Miami\, Shanghai.\nNumerose e importanti sono anche le acquisizioni delle sue opere di importanti istituzioni pubbliche e private come il Museo d’arte della Biennale di Pechino\, lo Shanghai Sculpture Space e il Copelouzos Museum di Atene\, per non parlare delle tre opere monumentali acquistate dal Comune di Reggio Calabria ed esposte sul lungomare di Falcomatà. Nel 2014 è madrina e ispiratrice del Skin Art Festival\, che si tiene a Merano\, collaborando con Kryolan. Nel 2015\, Rabarama ha vinto il concorso internazionale tenuto dal Comune di Vallo della Lucania (SA). A seguito di questa vittoria è stato creato Leud\, il più grande marmo mai creato prima dall’artista\, ora esposto nel caratteristico centro storico. Indimenticabile è anche l’intesa artistica e la collaborazione con il Cirque du Soleil.\nNel 2016 Rabarama espone in gallerie sia italiane\, come la Italian Fine Art Gallery di Positano (SA) e SimonBart Gallery a Porto Cervo (Sardegna)\, sia all’estero\, partecipando alla Biennale di Vught organizzata da Van Loon Galleries\, Paesi Bassi. Nello stesso anno partecipa alla Biennale d’arte di Asolo (TV)\, Italia.\nNel 2018\, l’artista ritorna alle origini\, esponendo una ricca varietà di opere nella personale MEMENTO\, tenutasi a Roma presso lo Stadio di Domiziano\, in collaborazione con Canova Arte. Grazie al suo talento versatile\, Rabarama sperimenta e realizza nel tempo opere in terracotta\, bronzi classici ben noti\, affascinanti pezzi unici di marmo\, vetro e pietre rare\, inclusioni in resina\, monotipi in resina siliconica\, preziosi gioielli d’artista e\, naturalmente\, i meravigliosi dipinti e serigrafie. Rabarama attualmente vive e lavora a Padova\, gestisce la propria carriera e collabora a livello internazionale con importanti gallerie d’arte in Francia\, Olanda\, Belgio\, Inghilterra\, Turchia\, Svizzera e Stati Uniti. \n\n 
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SUMMARY:PREMIO NAZIONALE D’ARTE CITTÀ DI NOVARA
DESCRIPTION:Il PREMIO NAZIONALE D’ARTE CITTÀ DI NOVARA\, la rassegna di arte contemporanea\, torna dal 9 al 16 giugno nell’affascinante cornice del Castello Visconteo Sforzesco di Novara che si inaugurerà domenica 09 giugno alle ore 17.00. \nL’evento a cura di Vincenzo Scardigno è promosso dal Comune di Novara\, Fondazione Castello e Associazione Artistico Culturale Art Action\, ed è patrocinata già dalla primissima edizione dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali\, dalla Regione Piemonte\, Provincia di Novara ed Agenzia per la Promozione Turistica Locale della Provincia di Novara. \nTre le esposizioni proposte nelle prestigiose sale del Castello Visconteo Sforzesco di Novara\, la MOSTRA DEGLI ARTISTI VINCITORI della diciassettesima edizione (Laura Marello\, Michele Berlot\, Stefano Fontana\, Pietro Messina\, Gianmarco Pulimeni\, Schiavoni Francesca\, Rinaldo Degradi\, Giancarlo Laurenti\, Antonio Fumagalli\, Paolo Lo Giudice) e la MOSTRA DEGLI ARTISTI FINALISTI di questa nuova edizione che saranno selezionati da un apposito Comitato scientifico. \nCompleta il programma espositivo una MOSTRA IN OMAGGIO DI ARTISTI SCOMPARSI che hanno dato particolare lustro al territorio novarese. (Edmondo Poletti\, Urano Palma\, Angelo Bozzola\, Luigi Parzini\, Bruno Polver\, Uldino Desuò\, Osvaldo Provvidone). \nAll’interno della kermesse artistica si terrà anche INCONTRO CON L’ARTE per l’assegnazione del riconoscimento alla carriera artistica ad un personaggio di spicco nel panorama culturale internazionale: questa diciottesima edizione del Premio il riconoscimento del Comune di Novara alla carriera artistica\, sarà assegnato a RABARAMA per la prima volta nella storia del Premio ad una artista donna. Lo scopo prioritario è quello di offrire al pubblico interessato\, una giornata densa di attenzione ed emozione\, a contatto con autorevoli personalità del mondo artistico contemporaneo. \nLe precedenti edizioni il riconoscimento è stato assegnato a Michelangelo Pistoletto\, Mimmo Rotella\, Gillo Dorfles\, Ugo Nespolo\, Omar Ronda\, Marco Lodola\, Giacomo Soffiantino\, Enrico Colombotto Rosso\, Elidon Xhixha\, Stefano Zecchi\, Fondazione Salvatore Fiume e  al Maestro Fernando de Filippi.  \nLa mostra sarà inaugurata il 9 giugno alle 17 \nAPERTURA AL PUBBLICO \norari di apertura al pubblico: lunedì dalle ore 14.00 alle ore 18.30 \nda martedì a domenica dalle ore 10.30 alle ore 18.30 \ningresso gratuito
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SUMMARY:La forza del Tempo Fragile
DESCRIPTION:” La mostra “la Forza del Tempo Fragile” è un’esposizione di disegni di Francesco Corni affiancati alle sculture di Isabella Corni\, padre e figlia.\nI due artisti\, attraverso l’uso di due linguaggi artistici molto differenti\, affrontano il tema della resilienza\, della reazione umana e collettiva alle difficoltà che la vita impone all’Uomo. Isabella con le sue sculture ci parla di un “io individuale”\, della persona nella propria vita\, mentre Francesco affronterà l’argomento dal punto di vista di un “io collettivo”\, delle comunità umane nella Storia.\nA impreziosire il percorso espositivo\, Tullio Zenone\, vivaista di Mezzomerico\, installerà nel cortile del castello una cupola di salice vivo a fare da palco agli eventi che si terranno durante la mostra. “\n\n\nInaugurazione Sabato 8 giugno 2019 – ore 16\,00  \n-Visita alla mostra con Francesco Corni \n-Concerto del Coro “La Fonte” di Cognento (MO). \nOrario: lunedì dalle 14\,00 alle 18\,30\nda martedì a domenica dalle 10\,30 alle 18\,30 \nIngresso libero \n\n___________________________________________________________ \n  \nNel quinto anno dalla scomparsa della scultrice Isabella Corni\, hanno avuto l’opportunità di ricordarla organizzando\, per la prima volta\, una mostra che vede esposte le sue sculture insieme ai disegni del padre\, Francesco Corni. \nI due artisti\, molto diversi nella loro espressione artistica\, sono uniti dal senso comune che danno all’arte: un mezzo per esprimere la propria unicità\, per lasciare un segno nella storia\, donare se stessi all’avanzamento. Con le loro opere mettono in evidenza la “forza” che sta nel “tempo fragile”\, fatto di attimi effimeri\, di scelte personali\, di sfide\, di difficoltà. \nIl tempo della resilienza\, il tempo dell’essere umano: la forza visiva delle statue di Isabella è anche il racconto di fragilità sofferte; la fragilità della ricostruzione storica di Francesco\, fatta a distanza di secoli\, è comunque la forza dell’ingegno umano come dono ai posteri. \nLa forza del «tempo fragile»\, a dire che spesso è proprio quest’ultimo a mettere alle strette gli esseri umani\, portandoli a cercare nuove soluzioni\, nuove idee\, nuovi benefici per loro e per l’umanità presente e futura. \nIl filo rosso di questa mostra ha definito un percorso a tappe\, declinando il tema della “resilienza”\, intesa come la capacità degli individui e delle comunità di affrontare gli urti e gli imprevisti della vita\, uscendone rafforzati. \nIl tema ha orientato la scelta di 12 sculture di Isabella Corni\, veri e propri «totem» di coraggio della persona umana (resilienza individuale) e una selezione coerente\, nella moltitudine dei lavori di Francesco Corni\, di altrettanti esempi espressi dalle comunità (resilienza sociale)\, a dimostrazione di quanto l’essere umano sia il più dotato nel rendere i tempi di crisi e le prove della vita occasioni di crescita e di cambiamento positivo. \nAltre 3 sculture\, in legno d’ulivo\, verranno esposte all’esterno del percorso espositivo\, nel cortile del Castello\, insieme alla “cupola viva” allestita da Tullio Zenone\, una cupola di salice che farà da palco e luogo di incontro per gli eventi correlati alla mostra\, che seguiranno il seguente calendario:
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SUMMARY:Il medioevo a colori
DESCRIPTION:Inchiostri\, pigmenti\, carte\, pergamene e tinture medioevali. \nUn sabato pomeriggio tra libri miniati\, inchiostri\, pergamene e tinture medioevali. \nDalle ore 15 alle 18 presso il primo piano del Castello – Ala Ovest \nore 15 Laboratori di produzione carta e produzione inchiostro ferro gallico (20 minuti ciascuna) \nore 15.30 Cenni storici e procedimenti per la creazione della carta \nore 16.00 dimostrazione della procedura per l’inchiostro ferrogallico \nore 16.30 cenni storici e procedimenti per la creazione dell’inchiostro \nore 17.00 i pigmenti medioevali miniature e libri antichi \nore 17.20 il libro antico e procedimenti per la creazione di pigmenti
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SUMMARY:Angelo Mangiarotti - La tettonica dell'assemblaggio
DESCRIPTION:Dal 10 maggio al 2 giugno la sala al piano terra ospita una mostra dedicata al lavoro e alla ricerca di Angelo Mangiarotti\, architetto e designer milanese. \nLa mostra curata da Franz Graf e Francesca Albani dal titolo “Angelo Mangiarotti. La tettonica dell’assemblaggio” propone un percorso attraverso alcune architetture di Angelo Mangiarotti\, designer\, architetto e scultore\, che profondamente ha segnato il panorama culturale del secondo dopoguerra \nIngresso libero \nOrari: \nGiovedì-Venerdì dalle 14 alle 19 \nSabato e Domenica dalle 10 alle 19
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SUMMARY:Paratissima Talent
DESCRIPTION:PARATISSIMA TALENTS: I MIGLIORI ARTISTI DI PARATISSIMA14\nParatissima è lieta di invitarvi a “Paratissima Talents“\, il progetto espositivo curato dalla Direzione Artistica di Paratissima che raccoglie le migliori proposte artistiche presentate a Paratissima e selezionate tra gli oltre 300 artisti partecipanti alla 14a edizione\, svoltasi presso la Caserma di Via Asti a novembre 2018.\nVedrete il meglio dell’arte contemporanea emergente\, quella che meglio rappresenta lo spirito di Paratissima e il talento creativo delle nuove generazioni\, in un dialogo tra le più svariate discipline visive.\nAd ospitare la mostra\, la splendida cornice del Castello di Novara\, contenitore istituzionale capace di valorizzare le proposte artistiche e sorprendere il pubblico. \nCon l’edizione di Novara\, Paratissima aggiunge un ulteriore tassello al suo obiettivo: portare la mostra sul territorio regionale e per la prima volta fuori dal capoluogo piemontese aumentando le opportunità di visibilità del network Paratissima e coinvolgendo un pubblico più vasto. Paratissima dà così l’opportunità a un territorio molto reattivo (anche grazie al posizionamento centrale sull’asse Torino – Milano) di ospitare un contenuto di eccellenza piemontese riconosciuto a livello nazionale ed internazionale. \nGLI ARTISTI IN MOSTRA\ndaniele accossato | diego baldoin | simone benedetto | vera caleca | charlie davoli | damiano fasso | ilaria gasparroni | giulietta gheller | le scapigliate | camilla marinoni | silvia montevecchi | maria giovanna morelli |cinzia naticchioni rojas | giorgio parisi | francesca pompei | cristina rizzi guelfi | isabella sommati | irena iriswillard | emiliano zanichelli
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SUMMARY:La battaglia del 23 marzo 1849 nelle stampe della collezione Guerra e del Comune di Novara
DESCRIPTION:“Novara Risorgimentale 2019” celebra il 170° anniversario della battaglia\, ma ricorda anche il centenario delle Conferenze di Parigi (1919)\, da cui sono originati i trattati che hanno chiuso la Grande Guerra\, la tragedia che ha posto fine al “lungo ’800”. Viene\, poi\, approfondito il tema dei Caduti e della loro commemorazione\, con riferimento sia agli avvenimenti risorgimentali che al 1° conflitto mondiale. Una piccola mostra centrata sulla battaglia del 23 marzo 1849 fornisce una anticipazione del riallestimento del museo risorgimentale nei locali del Castello. \nVenerdì 22 marzo 2019\, ore 17\,30\, Castello di Novara – Inaugurazione della mostra “La battaglia del 23 marzo 1849 nelle stampe della collezione Guerra e del Comune di Novara”\, con l’esposizione di una parte dei cimeli di ExpoRisorgimento. La mostra resterà aperta sino a sabato 13 aprile
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SUMMARY:Ottocento in Collezione. Le conferenze
DESCRIPTION:Partendo da una sere di opere esposte particolarmente suggestive\, i relatori approfondiranno alcune tematiche trattate in mostra. \nOgni conferenza avrà la durata di un’ora e al termine sarà possibile visitare la mostra aperta eccezionalmente per l’evento usufruendo del biglietto ridotto di 5 euro. \nMercoledì 16 gennaio ore 18\nPrimo Piano – Ala Ovest\nLA BORGHESIA\nRelatori\nSergio Rebora: Tranquillo Cremona\, Il figlio dell’amore e le vicende collezionistiche \nNicolò D’Agati: le sculture di Giuseppe Grandi\, Paolo Troubetzkoy\, Eugenio Pellini e Vincenzo Gemito \nMercoledì 30 gennaio ore 18\nPrimo Piano – Ala Ovest\nNAPOLI E L’ESTERO\nRelatori:\nLuisa Martorelli: Domenico Morelli e l’Oriente “quale io l’immagino” \nElisabetta Staudacher: Giuseppe De Nittis tra il 1873 e il 1876: da Napaoli a Parigi a Londra \nMercoledì 6 febbraio ore 18\nPrimo Piano – Ala Ovest\nDIVISIONISMO E SIMBOLISOMO\nRealtori:\nAurora Scotti: Membra stanche di Giuseppe Pellizza da Volpedo e Venduta di Angelo Morbelli\, il tema sociale trattato dai due amici piemontesi \nMonica Vinardi: Petalo di rosa e il simbolismo di Giovanni Segantini\, Carlo Fornara e Gaetano Previati
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SUMMARY:Dalla Soffitta al Castello di  Novara
DESCRIPTION:“Dalla Soffitta al Castello di Novara. Mostra di figurine Liebig dal 1872 al 1975” è il primo evento internazionale di esposizione di figurine Liebig mai organizzato in Italia. L’esposizione antiquaria in collaborazione con la onlus Artisolide e l’associazione filatelia\, entrambe di Novara con il Museo della figurina di Modena\, raccoglie una collezione delle più famose figurine\, le figurine Liebig si sono da sempre imposte come piccole meraviglie\,  perle  di conoscenza e cultura il cui valore deve essere tramandato e preservato anche nell’era di internet. Sono oggetti di rara bellezza e maestria\, dove conoscenze scientifiche e artistiche si incontrano per offrire risultati raramente raggiunti nel mondo della illustrazione\, disegnate e colorate da famosi artisti dell’Ottocento e tradotte in sedici lingue in tutto il mondo. L’esposizione e l’ingresso sarà gratuito da martedì a domenica dalle ore 10\,00 alle ore 19\,00 al piano seminterrato archeologico del Castello sforzesco di Novara    dal 15 gennaio al 10 febbraio 2019   e gode del patrocinio della Fondazione Castello di Novara e del comune di Novara. \nPossibilità di visite guidate per adulti e scuole.   Il curatore dell’iniziativa avrà il piacere di guidare grandi e piccoli in questo mondo affascinante ricco di storie\, sorprese e aneddoti. Successivamente comunicheremo tutti i dati per prendere contatti e appuntamento con il collezionista e curatore dell’iniziativa.
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