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SUMMARY:La consistenza dello spirito - Fendere il velo della nostra cecità
DESCRIPTION:Presentazione del libro diastema di e con Sara Elisa Stangalino-Schulze\ncon Eleonora Groppetti\n\nIl sipario si alza sulle alterne voci di Micol e Andrzej a raccontarci dalle rispettive angolazioni prospettiche le vicende di un legame amoroso pervicace e dilagante senza indulgere mai al sentimentalismo. \n✏️ la quarta di copertina\n“Come in un pas de deux\, il sipario si alza sulle alterne voci di Micol e Andrzej\, a raccontarci dalle rispettive angolazioni prospettiche le vicende di un legame amoroso pervicace e dilagante senza indulgere mai al sentimentalismo. Con eleganza danzante la parola intreccia i fili della memoria\, dipana il racconto\, riverbero lucente di un sensibilissimo sguardo sul mondo che risuona nel teatro dell’anima. Andrzej\, il raffinato pianista che fende la cortina raziocinante della più anziana Micol\, è un novello Parsifal: valgono per lui\, come per il ‘puro folle’\, gli eterni temi delle ferite da sanare\, dei conti col passato\, della ricerca della propria identità. Alla musica\, sopra tutto\, è consegnata la lancia che fende il velo della nostra cecità e schiude il nostro personale altrove.” (Anna Quaranta\, Fondazione Accademia Internazionale di Imola)
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SUMMARY:La donna dalle cinque vite - I mille mondi di Mura
DESCRIPTION:Presentazione del libro e/o di e con Alexandra Lapierre\ncon Barbara Cottavoz\nnell’ambito di Voci di donna (qui programma completo)\nHa conosciuto tutti i grandi del Novecento\, dallo zar a Stalin\, da Churchill a de Gaulle. È stata musa di Maksim Gor’kij\, compagna di H.G. Wells e anima dell’intellighenzia londinese\, alcuni l’hanno accusata di essere una spia doppiogiochista. Tutti sono però d’accordo su un punto: Mura era la vita. \n✏️ la quarta di copertina\nNei tormenti della rivoluzione bolscevica\, da una guerra all’altra\, Mura ha attraversato mille mondi. Aristocratica russa\, si è chiamata Marija Zakrevskaja\, signora Benckendorff\, baronessa Budberg… È stata la passione di un agente segreto britannico\, la musa di Maksim Gor’kij\, la compagna di H.G. Wells e l’anima dell’intellighenzia londinese. Ha conosciuto tutti i grandi del Novecento\, dallo zar a Stalin\, da Churchill a de Gaulle.Alcuni ne hanno decantato il coraggio\, il calore e la fedeltà. Altri l’hanno accusata di essere una bugiarda. Tutti sono però d’accordo su un punto: Mura era l’incarnazione della vita\, la vita a qualunque costo. Per tre anni Alexandra Lapierre ha rovistato nelle biblioteche del mondo intero sulle orme della sua eroina calandosi nelle contraddizioni del personaggio per tratteggiare un magnifico ritratto di donna. Il suo talento di romanziera e il suo sguardo lucido e benevolo ridanno vita a una quantità di figure appassionanti e fanno luce su ampi lembi della grande Storia.
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SUMMARY:La vita di chi resta- Di cosa ha bisogno chi sopravvive?
DESCRIPTION:presentazione del libro Mondadori di e con Matteo B. Bianchi\ncon Erica Bertinotti\n \nQuasi vent’anni fa\, lo scrittore ritrovò il corpo morto del proprio compagno nella casa in cui avevano vissuto insieme. Questo tragico evento prende nuova forma in un romanzo che\, tra ricordi\, lacrime e riflessioni\, cerca di riassemblare i pezzi di una vita scossa dal dolore. \n✏️ la quarta di copertina\n“Quando torni io non ci sarò già più.” Sono le ultime parole di S. a Matteo\, pronunciate al telefono in un giorno d’autunno del 1998. Sembra una comunicazione di servizio\, invece è un addio. S. sta finendo di portare via le sue cose dall’appartamento di Matteo dopo la fine della loro storia d’amore. Quel giorno Matteo torna a casa\, la casa in cui hanno vissuto insieme per sette anni\, e scopre che S. si è tolto la vita. Mentre chiama inutilmente aiuto\, capisce che sta vivendo gli istanti più dolorosi della sua intera esistenza. Da quegli istanti sono passati quasi venticinque anni\, durante i quali Matteo B. Bianchi non ha mai smesso di plasmare nella sua testa queste pagine di lancinante bellezza. Nei mesi che seguono la morte di S.\, Matteo scopre che quelli come lui\, parenti o compagni di suicidi\, vengono definiti sopravvissuti. Ed è così che si sente: protagonista di un evento raro\, di un dolore perversamente speciale. Rabbia\, rimpianto\, senso di colpa\, smarrimento: il suo dolore è un labirinto\, una ricerca continua di risposte – perché l’ha fatto? –\, di un ordine\, o anche solo di un’ora di tregua. Per placarsi tenta di tutto: incontra psichiatri\, pranoterapeuti\, persino una sensitiva. E intanto\, come fa da quando è bambino\, cerca conforto nei libri e nella musica. Ma non c’è niente che parli di lui\, nessuno che possa comprenderlo. Lentamente\, inizia a ripercorrere la sua storia con S. – un amore nato quasi per sfida\, tra due uomini diversi in tutto –\, a fermare sulla pagina ricordi e sentimenti\, senza pudore. Ecco perché oggi pubblica questo libro\, perché allora avrebbe avuto bisogno di leggere un libro così\, sulla vita di chi resta. Ma c’è anche un altro motivo: “In me convivono due anime” scrive\, “la persona e lo scrittore”. La persona vuole salvarsi\, lo scrittore vuole guardare dentro l’abisso. Per vent’anni lo scrittore che c’è in Matteo ha cercato la giusta distanza per raccontare quell’abisso. E quando si è trovato nel punto di equilibrio\, da lì\, da quella posizione miracolosa\, ha scritto queste parole\, che\, seppur lucidissime\, sgorgano con la forza e la naturalezza dell’urgenza. Ciò che stiamo consegnando nelle mani di chi legge è un dono\, sì\, ma un dono di straordinaria gravità. Eppure\, ognuna di queste pagine contiene un germe di futuro\, la testimonianza di come\, persino nelle pieghe di un dolore indicibile\, la scrittura possa ancora salvare.
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SUMMARY:Voltare pagina - Dieci libri per sopravvivere all’amore
DESCRIPTION:Presentazione del libro Einaudi di e con Ester Viola\ncon Eleonora Groppetti\nnell’ambito di Voci di donna (qui programma completo)\nPer quell’affare complicato che è l’amore\, cosa possono fare i libri? In loro ci si rifugia per distrarsi\, trovare conforto\, per capire meglio cosa non ha funzionato e non ripeterlo. Una pagina\, un personaggio\, persino una frase: a volte bastano per curare una ferita del cuore\, se non per raddrizzare un amore storto. \n✏️ la quarta di copertina\nC’è chi non si è mai ripreso dal primo amore; chi di amori ne ha mille\, e nessuno buono; chi è tradito e vede tutti traditori; chi è tradito e fa finta di niente\, perché la coppia funziona meglio in tre; chi è alle prese con un narcisista. E poi c’è la ragazza che dalla vita ha avuto tutto e adesso non le piace niente; quella che non ha avuto niente e pensa che niente è quello che si merita… In una Milano scintillante ma severa\, soprattutto negli uffici legali frequentati dalla protagonista di questi racconti\, proliferano solitudini e matrimoni andati a male\, rimpianti per la provincia e dipendenze dai social network. Ma l’amore rimane comunque un affare complicato\, basta rileggersi Anna Karenina. Esistono i libri medicinali? Quelli capaci di farci «voltare pagina» nella vita? Ci si rifugia nei libri per distrarsi\, per trovare conforto\, per capire meglio cosa non ha funzionato e non ripeterlo. Una pagina\, un personaggio\, perfino una frase: a volte bastano per curare una ferita del cuore\, se non per raddrizzare una storia storta. Perché se trovi le parole per raccontarle\, «le cose perdono la punta\, l’ago e il veleno». \n 
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SUMMARY:Corrado Bonomi - Quando arte e vita vanno a braccetto
DESCRIPTION:presentazione del libro SilvanaEditoriale di e con Alberto Fiz\ncon Barbara Cottavoz\n \nLa monografia su uno degli interpreti più acuti dell’arte italiana racconta attraverso 200 opere un’indagine di oltre quarant’anni che spazia da Topo Gigio a Stanley Kubrick passando tra René Magritte e Pino Pascali. Il principio è quello di trasformare in arte ogni dato\, sia esso fumetto\, testo letterario o film. \n✏️ la quarta di copertina\nCorrado Bonomi è tra gli interpreti più acuti di un’arte ironica\, tutta italiana\, che segue percorsi autonomi e totalmente liberi da condizionamenti. Questa prima monografia\, a cura di Alberto Fiz\, racconta attraverso 200 opere un’indagine di oltre quarant’anni che spazia da Topo Gigio a Stanley Kubrick passando attraverso René Magritte e Pino Pascali. Il principio è quello di trasformare in arte ogni dato\, sia esso fumetto\, testo letterario o film. Non ci sono limiti al desiderio di mettere in scena i più variegati aspetti dell’esistenza; da abile giocoliere\, l’artista novarese si appropria di contenuti e soggetti utilizzandoli a suo piacimento. Il suo è un citazionismo ingannevole che non prevede la riproposizione dell’originale\, bensì la metamorfosi visionaria nell’ambito di un contesto dove arte e vita vanno a braccetto. Bonomi\, insomma\, mette in crisi sapori e saperi.
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SUMMARY:Memorie di una Milano Scapigliata
DESCRIPTION:Tra pittura\, musica e mondanità \ncon Chiara Nicora e Angela Buompastore al pianoforte e Aziza Omarova\, soprano\nin collaborazione con Mets – percorso d’Arte \nUn concerto di pianoforte\, a quattro mani\, su musiche di Ricordi\, Catalani\, Tosti\, Leoncavallo.
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SUMMARY:Pagina bianca
DESCRIPTION:Quando le donne scrivono: lettere e diari \nPer la Festa della donna\, una maratona di incontri e letture in ricordo di Valeria e Cristina. \nnell’ambito di Voci di donna (qui programma completo)
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SUMMARY:Ora che ho incontrato te
DESCRIPTION:Un’educazione sentimentale e musicale attraverso i luoghi mitici del blues \npresentazione del libro Feltrinelli di e con Rosario Pellecchia\n \nZoe\, musicista afroamericana cresciuta a blues\, e Lorenzo\, broker romano con il vizio del poker\, si incontrano una sera a New York e decidono di scappare insieme: vivranno una rocambolesca avventura on the road negli USA\, da Manhattan a Mississippi\, costeggiando paesaggi mozzafiato e luoghi simbolo del blues. \nla quarta di copertina\nNew York\, un venerdì sera. Zoe e Lorenzo si incontrano nel più assurdo dei modi. Musicista afroamericana cresciuta a blues\, lei. Broker romano con il vizio del poker\, lui. Non potrebbero essere più diversi\, eppure scatta subito un’intesa.\nLorenzo è in crisi\, indebitato fino al collo e minacciato dal tirapiedi di un boss a cui deve una grossa somma\, così Zoe gli propone un piano folle: scappare su un vecchio furgone malandato e rubare una favolosa chitarra appartenuta a Robert Johnson\, il più grande musicista blues di tutti i tempi.\nÈ l’inizio di una rocambolesca avventura on the road attraverso gli Stati Uniti\, da Bleecker Street\, Manhattan\, a Clarksdale\, Mississippi\, costeggiando paesaggi mozzafiato e luoghi simbolo del blues. Tra contrattempi e rivelazioni\, Zoe e Lorenzo impareranno a conoscersi e riconoscersi – forse\, chissà\, anche ad amarsi.
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SUMMARY:WOOD ARC
DESCRIPTION:Il Castello di Novara è una delle tre tappe scelte dall’artista Raffaelle Salvoldi per la nuova mostra “Studio di Luce”\, parte del suo progetto artistico “Wood Arc”.\nL’installazione che sarà realizzata a partire dal 7 marzo nella Sala delle Colonne\, al piano terra\, è parte infatti di un percorso più ampio e che vede la sua tappa centrale nella settecentesca Villa Bono di Vaprio d’Agogna.\nL’installazione che verrà realizzata con i mattoncini Kaplà\, ormai un vera e propria firma dell’artista\, prenderà forma tra il 7 e 8 marzo con il pubblico che potrà assistere e interagire con l’artista e su suo invito contribuire loro stessi. Un’opera quindi unica ed irripetibile perché pensata appositamente per interagire con gli spazi messi a disposizione da Fondazione Castello.\nLe installazioni di Salvoldi sono ancora più sorprendenti poiché i mattoncini di legno di pino marittimo naturale sono assemblati solo grazie ad un equilibrio raggiunto dall’abilità dell’artista e non vengono mai artificialmente incollati insieme\, rendendoli continuamente riutilizzabili per creare infinite opere.\nGiovedì 6 aprile infatti vi sarà il culmine dell’evento con la demolizione dell’opera stessa e adulti e bambini potranno essere ancora una volta parte attiva.\nIl pubblico è quindi invitato mercoledì 8 marzo per vedere l’opera in costruzione e giovedì 6 aprile alle 17.30 per partecipare alla demolizione della stessa.
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SUMMARY:Donne\, Vita\, Libertà
DESCRIPTION:Insieme per l’Iran\n\n\ncon Riccardo Noury\, Farian Sabahi\, Luca Ragazzoni ed Emilia Sannino\na cura di Amnesty International\n \nTestimonianze e racconti di solidarietà con le coraggiose donne iraniane e per la difesa dei diritti umani.
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SUMMARY:Lo spirito del Santa… c’era una volta e c’è ancora
DESCRIPTION:C’è ancora speranza\n\n\npresentazione del libro Edizioni SDN di e con Monica Curino\ncon Alfredo Ghidelli \nArthur\, Ombretta\, Ginevra\, Malik e Rashid sono i giovanissimi protagonisti di storie che\, pur se iniziate tra mille problemi\, hanno un lieto fine: c’è chi arriva a giocare in una squadra di serie A\, chi diventa fotoreporter\, chi manager\, archeologo o anche poliziotto. \n  ingresso libero con prenotazione obbligatoria:\nclicca qui per prenotare il tuo posto
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SUMMARY:Anticostituzione
DESCRIPTION:Come abbiamo riscritto (in peggio) i principi della nostra società\npresentazione del libro Garzanti di e con Gherardo Colombo\ncon Giulio Biino\n\nL’ex magistrato e giurista riscrive in modo provocatorio alcuni dei principali articoli del nostro statuto\, ne smaschera le mancate promesse\, ne illumina i punti ciechi. E offre così l’occasione di rileggere con occhi nuovi il documento fondativo del nostro vivere civile\, nonché di riflettere su quale sia la strada da imboccare per costruire una società più giusta. \n✏️ la quarta di copertina\nIl 1° gennaio 1948 l’entrata in vigore della Costituzione inaugura per l’Italia l’inizio di una nuova era\, ponendo le basi di quella che\, nell’articolo 1\, viene definita per la prima volta una «Repubblica democratica». Nella definizione dei 139 articoli che la compongono\, i padri e le madri costituenti si sono posti l’obiettivo di ridefinire il DNA del nostro Paese dopo l’esperienza del fascismo\, della seconda guerra mondiale e della Resistenza. Eppure\, se è vero che il testo della Costituzione riconosce nella realizzazione della pari dignità universale e nella tutela dei diritti i propri obiettivi\, è altrettanto evidente quanto spesso i suoi principi non trovino applicazione nella vita di tutti i giorni. Rilevando la distanza tra teoria e prassi\, Gherardo Colombo riscrive in modo provocatorio alcuni dei principali articoli del nostro statuto\, ne smaschera le mancate promesse\, ne illumina i punti ciechi. E offre così l’occasione di rileggere con occhi nuovi il documento fondativo del nostro vivere civile\, nonché di riflettere su quale sia la strada da imboccare per costruire una società più giusta. \n  \ningresso libero con prenotazione obbligatoria:\nclicca qui per prenotare il tuo posto
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SUMMARY:Tra pittura\, musica e mondanità: curiosità di primo Ottocento
DESCRIPTION:Musiche parole e suggestioni di salotti ottocenteschi. \n\nMusiche di Pollini\, Mozart\, Lichtenthal\, Bellini\, Perucchini\nCon:\nChiara Nicora – Angela Buompastore\, pianoforte a 4 mani\nFederica Passoni\, soprano\nIngresso libero\n*\nEvento a corredo della mostra MILANO da romantica a scapigliata\,\nal Castello di Novara fino al 10 aprile 2023
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SUMMARY:La stampa è con voi
DESCRIPTION:Massimo Giannini · direttore La Stampa\nFederico Monga · vicdedirettore La Stampa\nMarco Zatterin · vicdedirettore La Stampa\nCarlo Bologna · caporedattore La Stampa \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nsono lieti di invitarti all’appuntamento del giornale con la città \nGiovedì 16 febbraio · ore 17:30\nCastello di Novara · Sala delle Vetrate \n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nINTERVENGONO\n\nAlessandro Canelli · sindaco di Novara\nDomenico De Angelis · sondirettore generale Banco BPM\nMariella Enoc · presidente ospedale Bambino Gesù\nPaolo Ferrari · imprenditore e AD Comoli Ferrari\nElsa Fornero · professoressa di Economia ed editorialista La Stampa\nLucilla Giagnoni · direttrice artistica Teatro Faraggiana\nSuor Giovanna Saporiti · presidente Igor Volley Novara \nAnna Zafesova · giornalista esperta di Russia ed editorialista La Stampa\nGiulia Zonca · inviata La Stampa \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nMASSIMO GIANNINI\, DIRETTORE LA STAMPA\,\nDIALOGHERÀ CON IL PUBBLICO\nE RISPONDERÀ ALLE DOMANDE DEI LETTORI. \n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nSi prega di voler confermare la partecipazione scrivendo a:\neventi@gnn.it\nentro venerdì 10 febbraio
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SUMMARY:Sul baratro
DESCRIPTION:Città\, artisti e scrittori d’Europa alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale\npresentazione del libro Neri Pozza di e con Marina Valensise\ncon Barbara Cottavoz\nAttraverso un percorso nelle capitali europee del 1938 in compagnia di un personaggio rappresentativo di ognuna di esse\, il libro ricostruisce il destino di quindici scrittori\, artisti\, poeti e intellettuali\, con i loro drammi\, le passioni\, i sogni\, le ambizioni e le angosce legate all’imminenza della guerra. \n📌 ingresso libero con prenotazione obbligatoria:\nclicca qui per prenotare il tuo posto
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SUMMARY:Circolo lettori:Innamorato
DESCRIPTION:Storia di un’innocua ma potentissima ossessione\npresentazione del libro Bollati Boringhieri di e con Marco Drago\nSi può davvero pensare per tutta la vita al primo amore nato e cresciuto sui banchi di scuola? Il narratore a quell’amore pensa almeno una volta al giorno. E allora prova a scriverne ricavando dalla memoria ricordi di un’epoca consegnata alla storia\, di una vita forse vissuta forse immaginata. \n📌 ingresso libero con prenotazione obbligatoria:\nclicca qui per prenotare il tuo posto
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SUMMARY:100 anni del Cai Novara: “Hospitia” e “2000 metri sopra le cose umane”
DESCRIPTION:In occasione degli eventi celebrativi del centenario della Sezione di Novara del Cai sono stati organizzate due mostre: “Hospitia” e “2000 metri sopra le cose umane”. Entrambe ospitate nelle sale nell’area archeologica del Castello Visconteo-Sforzesco di Novara e aperte al\npubblico dal 29 gennaio al 26 febbraio\, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.\n“Hospitia” racconta\, da un punto di vista storico\, della nascita dei primi Ospizi\, domus hospitales che avevano lo scopo di accogliere e aiutare chiunque si trovasse in difficoltà o avesse bisogno dicun punto d’appoggio durante una traversata da una valle e l’altra\, qualunque fosse il motivo del viaggio: commerciale\, spirituale\, politico.\n“Hospitia”\, progettata e realizzata dall’Associazione culturale Ammira di Varese\, design Concreo e fotografie di Carlo Meazza\, è frutto di un ampio lavoro di ricerca su un territorio che si estende lungo l’intero arco alpino e che ripercorre i secoli intercorsi fra l’Alto Medioevo e il Rinascimento.\nIl percorso espositivo\, che ha come tema centrale gli hospitia dell’arco alpino\, presenta\, oltre al trailer\, altri video: Ospizi carolingi\, un’intervista con l’Abate del Gran San Bernardo con uno spezzone Teche Rai sulla via francigena\, un’intervista con il Direttore del Museo dell’Ospizio del San Gottardo e una Gallery di grandi immagini su emergenze e paesaggi alpini.\nLa Mostra rappresenta un suggerimento prezioso per gli studenti a supporto di progetti di Cittadinanza e Costituzione\, un invito a riflettere su temi ed esperienze che si innestano nella storia continentale e che caratterizzano l’identità delle popolazioni\, vere protagoniste di un\npercorso di civiltà che ha attraversato i secoli e non si è mai interrotto.\nLa seconda mostra\, “2000 metri sopra le cose umane”\, è più “tecnica” e attuale\, e ci svela architetture\, tecnologie\, materiali e tecniche costruttive utilizzati nella costruzione di bivacchi e rifugi\, fino a quelli più moderni\, che devono tenere sempre più in considerazione le problematiche ambientali\, energetiche e legate a un turismo profondamente mutato rispetto ai secoli passati.\nÈ stata voluta e realizzata da Cantieri d’Alta Quota\, un’associazione culturale costituita a Biella nel 2012\, che ha per scopo la ricerca\, la divulgazione e la condivisione delle informazioni storiche\, edilizie\, progettuali\, geografiche\, sociali ed economiche su rifugi e bivacchi alpini. L’associazione si pone come osservatorio e piattaforma d’interscambio per tutti coloro che frequentano la montagna e\, tra le varie attività\, pubblica libri\, organizza convegni\, cura l’omonimo sito web e promuove mostre\, come “2000 metri sopra le cose umane”\, che illustra l’evoluzione del progetto di rifugi e bivacchi dell’intera regione alpina\, attraverso alcuni concetti chiave: riparo\, paesaggio\, comfort\, tecnologia.
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SUMMARY:Circolo dei lettori: Romanzo ferroviario
DESCRIPTION:Un noir cupo e tormentato\, con un pizzico di humor\nPresentazione del libro Morellini di e con Gianni Marchetti\nLa piccola manifattura di maglieria intima ILLMA subisce negli anni ‘80 una serie di “incidenti”\, tra cui l’uccisione di una rappresentante\, investita da un treno alla Stazione di Milano Centrale. Suicidio o omicidio? Il brigadiere Agostino Cascione si interessa al caso\, svelando segreti inaspettati. \n  \nLa quarta di copertina\n1972. La ginnasta Hildegund Still fugge dalla Germania Est e si rifugia in Lombardia. Qui fonda la ILLMA\, piccola manifattura di maglieria intima. La sfida ai colossi del settore dà scarsi risultati. Un brillante agente di commercio neoassunto salva la ditta dal fallimento\, inventando un rivoluzionario prodotto. Il rilancio del marchio ILLMA coincide però con l’inizio di misteriosi eventi che cominciano il 2 febbraio del 1980 quando\, nella Stazione di Milano Centrale\, il TEE diretto a Sanremo investe un rappresentante della ditta. Incidente\, suicidio o omicidio? Agostino Cascione\, brigadiere della Polfer\, soprannominato “L’Ispettore”\, si intesta il “caso”\, i cui confini inaspettatamente si dilatano dalla “sua” stazione fino in una Sanremo “nera”\, profonda e inquietante. Tra Guerra Fredda in corso\, attentati ai treni\, battaglie commerciali\, corruzione e insabbiamenti\, il racconto rivisita alcune tragedie ma anche molte commedie dell’Italia del secolo scorso. \nphoto by Johannes Plenio on Unsplash
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SUMMARY:Una cioccolata risorgimentale al museo
DESCRIPTION:L’Associazione Amici del Parco della Battaglia onlus – nel quadro delle iniziative a sostegno della raccolta fondi per il progetto “Un Museo risorgimentale 4.0”\, sostenuto da Fondazione Comunità del Novarese onlus all’interno del bando “Tutela e Valorizzazione. Patrimonio della Comunità” – organizza per  sabato 5 e domenica 6 novembre\, dalle ore 16\,00 alle 18\,00\, “UNA CIOCCOLATA RISORGIMENTALE AL MUSEO”.\nChi entrerà nel cortile del Castello sarà accolto dai componenti del Gruppo Storico “23 marzo 1849” nelle divise piemontesi dell’epoca e riceverà dalle vivandiere del Gruppo della cioccolata calda e dei biscottini di Novara\, potrà quindi visitare il Museo EXPORISORGIMENTO dove le guide dell’Associazione forniranno informazioni su quanto esposto e sul progetto\, che intende rendere meglio fruibile e più tecnologico l’interessante spazio museale.\nL’iniziativa è ad offerta libera. I partecipanti riceveranno un pieghevole illustrativo del\nprogetto “Un Museo Risorgimentale 4.0”\, con le indicazioni per partecipare alla sottoscrizione. \nUNA CIOCCOLATA RISORGIMENTALE AL MUSEO è organizzata con il contributo del Biscottificio Camporelli\, fondato nel 1852.
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SUMMARY:Milano. Da romantica a scapigliata
DESCRIPTION:La mostra\nAttraverso una settantina di capolavori eseguiti dai maggiori protagonisti della cultura figurativa ottocentesca attivi a Milano\, la rassegna che il Comune di Novara\, Fondazione Castello e Mets Percorsi d’Arte propongono per l’autunno 2022 si prefigge di illustrare i mutamenti susseguitesi nella città meneghina tra i secondi anni dieci e gli anni ottanta dell’Ottocento. \nDecenni turbolenti nei quali Milano ha visto la caduta del Regno d’Italia napoleonico\, la costituzione del Regno Lombardo Veneto e la seconda dominazione austriaca\, le prime rivolte popolari e le guerre d’indipendenza che nel 1859 avrebbero portato alla liberazione. \nLe trasformazioni che già in epoca teresiana avevano iniziato a modificarne sensibilmente l’aspetto monumentale ed urbanistico erano proseguite senza soluzione di continuità durante gli anni della Repubblica Cisalpina\, del Regno d’Italia\, della Restaurazione e del Risorgimento e avevano fatto di Milano una città moderna\, bellissima\, crocevia di genti\, di culture\, di arte. \nUna città elegante che avrebbe continuato a rinnovarsi anche nei decenni post-unitari\, si pensi alla demolizione del Coperto dei Figini in Piazza Duomo (1864)\, alla costruzione della Galleria Vittorio Emanuele e all’ideazione della Piazza del Teatro\, nel 1865 battezzata Piazza della Scala\, all’abbattimento del Rebecchino (1875). Una città culturalmente assai vivace\, frequentata da viaggiatori stranieri e abitata da un facoltoso ceto borghese\, ma nel contempo anche un luogo in cui le differenze sociali cominciavano via via a farsi sempre più marcate e nella quale gran parte della popolazione viveva in povertà. \nIl percorso espositivo sarà articolato in sezioni che seguiranno l’andamento delle sale del Castello Visconteo Sforzesco e ripercorrerà l’evoluzione della pittura lombarda dal Romanticismo alla Scapigliatura\, fenomeno culturale nato a Milano negli anni sessanta che coinvolgeva poeti\, letterati\, musicisti\, artisti uniti da una profonda insofferenza nei confronti delle convenzioni della società e della cultura borghese. \nPrologo. La nuova sensibilità romantica\nIl visitatore sarà accolto nel Castello Visconteo Sforzesco da uno straordinario capolavoro ispirato ad un romanzo di grande successo popolare: I Lambertazzi e i Geremei o Le fazioni di Bologna nel secolo XIII. Cronaca di un Trovatore di Defendente Sacchi (1796-1840)\, opera\, come specifica l’autore nel dedicarla all’amata moglie Erminia\, già condotta a termine nel 1825 ma pubblicata solo nel 1830. \nFirmata da Francesco Hayez (1791-1882)\, l’Imelda de Lambertazzi in mostra è stata eseguita nel 1853 per il collezionista monzese Giovanni Masciaga. Storia di amore e morte ambientata nella Bologna delle lotte tra Guelfi e Ghibellini\, la tragica vicenda di Imelda e del suo Bonifacio era stata oggetto di opere poetiche anche prima della pubblicazione del romanzo di Sacchi ed Hayez aveva affrontato il fortunato soggetto già negli anni venti\, prima per l’editore Gian Marco Artaria di Mannheim (1822)\, poi per Francesco Crivelli (1829). \nLe Sezioni\nSezione I – “Pittura urbana” nella Milano romantica\nLa prima sezione della mostra sarà dedicata alla “pittura urbana”\, termine coniato nel 1829 da Defendente Sacchi per qualificare il nuovo genere di veduta prospettica elaborato e portato al successo tra il secondo e terzo decennio dell’Ottocento dal pittore alessandrino Giovanni Migliara (1785-1837). \nAttraverso le opere esposte in questa sezione ci si propone di illustrare l’evoluzione del paesaggio urbano in epoca romantica partendo proprio da alcuni dipinti di Migliara quali la Veduta di Piazza del Duomo in Milano\, del 1828 e la Veduta dell’interno del I.R. Palazzo del Governo\, del 1834. Seguiranno opere di Giuseppe Elena (1801-1867) e Luigi Premazzi (1814-1891)\, nonché di Luigi Bisi (1814-1886)\, già dai primissimi anni quaranta acclamato erede del compianto Migliara. \nSaranno esposte numerose opere di Giuseppe Canella (1788-1847)\, prima vera alternativa di avanguardia alla pittura rigorosamente prospettica di Migliara\, spettacolari tranches de vie meneghine\, e di Angelo Inganni (1807-1880) rappresentato da importanti capolavori tra i quali La veduta di Piazza del Duomo con il coperto dei Figini\, eseguito nel 1839 per l’imperatore d’Austria Ferdinando I\, e La colonna di San Martiniano al Verziere con neve cadente\, del 1845\, una delle primissime nevicate di Inganni. \nOpere appartenenti a collezioni pubbliche e private\, che accompagneranno il visitatore in un suggestivo viaggio nel tempo tra le vie\, le piazze\, lungo i Navigli\, proprio negli anni che videro l’inizio della loro trasformazione nei luoghi che noi tutti oggi conosciamo e frequentiamo come nel caso di Piazza del Duomo\, della Corsia dei Servi – l’attuale Corso Vittorio Emanuele -\, di Piazza San Babila\, di Piazza della Scala e del Verziere. \nSezione II – I protagonisti\nDalla città\, presentata nella prima sezione come ideale “palcoscenico” del nostro racconto\, nella seconda sezione passeremo alla presentazione diretta degli “attori protagonisti” della storia milanese di quegli anni: persone e personaggi. \nSaranno esposti “ritratti ambientati” e scene di genere eseguiti da Giuseppe Molteni (1800-1867)\, figura poliedrica\, pittore\, restauratore\, ritrattista mondano di fama internazionale e nel contempo sincero pittore della vita del popolo. Sarà altresì presente Francesco Hayez\, rinnovatore non solo del genere storico ma anche del ritratto\, al quale Molteni aveva lanciato una sfida proprio nel campo della ritrattistica. Tra le opere in mostra dei due grandi artisti: il Ritratto di Alessandro Manzoni di Molteni\, recentemente ritrovato\, e il Ritratto della contessa Teresa Zumali Marsili con il figlio Giuseppe\, straordinaria maternità laica\, uno dei vertici della ritrattistica di Hayez esposto a Brera nel 1833. \nSeguiranno lavori di Carlo Arienti (1801-1873) rappresentato dal Ritratto del conte Carlo Alfonso Schiaffinati in abito da cacciatore (1834) e di Giovanni Carnovali\, più noto come il Piccio (1804-1874)\, autore impegnato fin dalla prima metà degli anni quaranta in una personalissima ricerca intorno alle potenzialità espressive del colore\, figura fondamentale per un primo affrancamento della pittura lombarda da quello che era stato l’indiscusso primato del disegno di matrice classicista. \nSarà dato spazio anche ai fratelli Domenico (1815-1878) e Gerolamo Induno (1825-1890)\, uomini e pittori di indole assai diversa\, ma entrambi mirabili narratori del proprio tempo\, un tempo raccontato per lo più attraverso la storia degli umili\, una storia che viaggiava parallelamente alla storia con la S maiuscola\, in questa sala rappresentati rispettivamente da L’offerta\, presentata a Brera nel 1846\, e da Scioperatella\, del 1851. \nSezione III – Milano\, da austriaca a liberata.\nLa terza sezione sarà interamente dedicata alle Cinque giornate di Milano e agli episodi cruciali che nel marzo del 1848 hanno portato alla temporanea liberazione di Milano dalla dominazione austriaca. Tra gli autori scelti per meglio rappresentare quei momenti si ricordano Carlo Bossoli (1815-1884)\, vedutista di straordinaria sensibilità – di origine ticinese\, ma vissuto e formatosi a Odessa dove la famiglia si era trasferita nel 1820\, Bossoli si stabilì a Milano nel 1843 – che raggiunse fama internazionale proprio attraverso dipinti rievocativi delle guerre d’indipendenza\, opere eseguite per lo più a tempera\, medium prediletto dal pittore nell’arco di tutta la sua carriera; Carlo Canella (1800-1879)\, fratello di Giuseppe\, e ancora Baldassare Verazzi (1819-1886)\, presente in mostra con quello che è considerato il suo capolavoro: Combattimenti a Palazzo Litta. \nSezione IV – La Storia narrata dalla parte del popolo.\nLa quarta sezione sarà dedicata ai lavori dei fratelli milanesi Domenico e Gerolamo Induno\, tra i maggiori protagonisti della scena figurativa di quei decenni\, autori amatissimi sia dalla critica che dal pubblico dell’epoca\, quest’ultimo letteralmente incantato dalla raffinatezza con la quale ogni minimo dettaglio della realtà era restituito magistralmente sulle loro tele. \nUna attenta selezione delle loro maggiori opere aprirà al visitatore moderno gli umili interni domestici della gente comune della Milano di quegli anni e\, in modo semplice ma accurato\, racconterà la loro storia\, il loro vivere quotidiano\, i drammi e le difficoltà di quei tempi estremamente difficili\, le loro piccole gioie. Tra questi sia sufficiente citare il celeberrimo Pane e lacrime\, di Domenico Induno\, esposto nella redazione del 1854 che è stata di proprietà di Francesco Hayez. \nSezione V – Verso il rinnovamento del linguaggio: dal disegno al colore.\nLa quinta sezione esporrà alcuni lavori di autori fondamentali nel rinnovamento del linguaggio pittorico: Eleuterio Pagliano (1826-1903)\, Giuseppe Bertini (1825-1898)\, il già citato Piccio\, presente con il Ritratto di Gina Caccia\, del 1862\, Federico Faruffini (1833-1869)\, insieme a Pagliano tra i primi artisti lombardi ad aggiornare la propria pittura sulle ricerche più avanzate della pittura napoletana incentrate sul colore e sulla luce\, tendenze avvicinate da Faruffini alla metà degli anni cinquanta nel corso di un lungo soggiorno romano durante il quale il pittore conosce e frequenta Domenico Morelli (1823-1901)\, Bernardo Celentano (1835-1863) e Saverio Altamura (1822-1897)\, e ancora il milanese Filippo Carcano (1840-1914)\, talentuoso e ribelle allievo di Hayez\, impegnato fin dai primissimi anni sessanta nell’elaborazione di un nuovo linguaggio che potesse risultare idoneo a comunicare in senso moderno il “vero”. \nSezione VI – “Il sistema di Filippo Carcano. La pittura scombicchierata e impiastricciata”\nSe le sperimentazioni linguistiche condotte nel corso degli anni sessanta da Filippo Carcano erano totalmente incomprese e decisamente osteggiate dalla critica che definiva la sua pittura “una pittura filacciosa\, senza contorni di sorta\, quasi senza piani e senza prospettiva” – in aperta rottura con la tradizione accademica del disegno\, Carcano costruiva le immagini attraverso l’uso del solo colore -\, erano invece abbracciate con entusiasmo da altri giovani artisti; tra questi autori la sesta sezione ospiterà lavori di Giuseppe Barbaglia (1841-1910)\, Vespasiano Bignami (1841-1929) e Mosè Bianchi (1840-1904). \nSezione VII – Verso la Scapigliatura\nIl percorso espositivo proseguirà con alcune significative opere dipinte da Tranquillo Cremona (1837-1878) e Daniele Ranzoni (1843-1889) nel corso dei secondi anni sessanta\, quindi prima dell’elaborazione di quel linguaggio scapigliato che caratterizzerà le opere della loro maturità artistica; tra queste il Ritratto di Nicola Massa Gazzino di Cremona e il Ritratto di donna Maria Padulli in Greppi di Ranzoni. \nSezione VIII – L’affermazione e il trionfo del linguaggio scapigliato\nL’ultima sezione accoglierà alcuni dei maggiori capolavori scapigliati eseguiti dalla metà degli anni settanta ai primi anni ottanta. \nTra questi sia sufficiente citare Melodia e In ascolto\, straordinarie tele eseguite en pendant da Cremona su commissione dell’industriale Andrea Ponti tra il 1874 e il 1878\, Visita al collegio\, ancora di Cremona\, riferibile al biennio 1877-1878\, nonché alcuni dei più intensi ritratti eseguiti da Ranzoni\, quali il Ritratto della signora Luigia Pisani Dossi\, esposto a Brera nel 1880\, e Ritratto di Antonietta Tzikos di Saint Leger\, presentato la prima volta al pubblico nella primavera del 1886\, in occasione della mostra organizzata per l’inaugurazione della nuova sede della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. Nella sezione anche due belle sculture in bronzo e gesso di Giuseppe Grandi: La Pleureuse (1875-1878) e Beethoven giovinetto (1874). \nUfficio stampa\nLucia Crespi | tel. 02 89415532 – 02 89401645 | lucia@luciacrespi.it
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SUMMARY:Geronimo Stilton Live Experience - Viaggio nel Tempo
DESCRIPTION:Riprende la “Geronimo Stilton Live Experience – Viaggio nel Tempo” al Castello di Novara\, dall’11 settembre al 20 novembre\, periodo ideale per viaggiare nel tempo in uno spazio al chiuso eccezionale e sorprendente. \nUn altro appuntamento rilevante durante i mesi autunnali sarà l’Open day dedicato alle scuole: il 20 settembre sono previsti due turni (15.30 e 17.30)\, durante i quali verrà presentata e raccontata l’esperienza con dimostrazioni pratiche agli insegnanti\, presso il Castello di Novara. \nLa mostra possiede il patrocinio del Comune di Novara e della Provincia di Novara oltre che il supporto di Fondazione Castello di Novara. \nLa partnership della mostra con l’Outlet di Vicolungo è stata riavviata e vivacizzata con nuove attività e iniziative. \nUn’avventura immersiva di intrattenimento\, divertente ed educativa\, dove i partecipanti sono coinvolti in un avvincente viaggio nella Storia con la missione speciale di salvare Geronimo Stilton. Una mostra unica nel suo genere che vede anche il coinvolgimento di guide speciali: Ranger del tempo\, che accompagneranno i visitatori nel percorso espositivo attraverso entusiasmanti giochi interattivi. \nL’esperienza della mostra è pensata per essere immersiva\, interattiva ed empatica: i visitatori possono così vivere un avvincente viaggio nel tempo\, con prove da superare ed enigmi da risolvere per imparare divertendosi. Grazie a un allestimento scenografico ricco di sorprese\, a giochi interattivi e alla guida dei Ranger del Tempo\, divertimento\, emozionalità e apprendimento sono una cosa sola. \nSi può esplorare il mondo perduto dei dinosauri\, quello misterioso degli antichi Egizi\, e quello avventuroso dell’Isola del Tesoro per arrivare alla fine del viaggio e tornare finalmente al presente\, più ricchi\, emozionati ed entusiasti che mai! \nIl percorso espositivo si avvale di diverse tecnologie: \n\nIl Mapping: nella sala dedicata al Cretaceo\, immagini e video vengono proiettati sulla superficie di uno o più oggetti trasformandoli in display. In abbinamento a suoni e musiche\, il mapping regala una narrazione audio-visuale coinvolgente e immersiva;\nIl Digital Signage: in ogni sala\, un dispositivo di visualizzazione digitale permette di controllare contenuti su ledwall\, touchscreen o mirror display;\nLa Realtà Aumentata: nella sala dedicata all’antico Egitto\, i tablet danno vita a una sovrapposizione nel mondo reale di elementi digitali\, virtuali e interattivi\, per un’esperienza emozionante e unica.\n\n  \nLa storia\nFiccagenio Squitt\, scienziato e amico di Geronimo\, sta lavorando a un nuovo progetto dedicato alle chiavi del tempo. Mentre svolge i suoi studi\, a causa di un malfunzionamento le tre chiavi aprono tre portali facendo arrivare a Topazia… dinosauri\, mummie e pirati! Geronimo e i suoi amici hanno bisogno di una ciurma di viaggiatori li aiutino a risolvere la situazione. La missione dei visitatori consisterà quindi nel viaggiare nel tempo con il Toponautilus rimasto a Milano\, risolvere le sfide e ritrovare le tre chiavi del tempo per chiudere i tre portali e salvare Geronimo. \nGeronimo Stilton – sempre in collegamento con loro da Topazia – li esorterà a partire per il viaggio alla ricerca delle chiavi del tempo nell’era dei Dinosauri\, nell’Antico Egitto e poi sull’Isola del Tesoro. \nGeronimo Stilton \nGeronimo Stilton – nato da un’idea di Elisabetta Dami – è il personaggio di cui Atlantyca Entertainment gestisce i diritti editoriali internazionali nonché quelli di animazione e di licensing per tutto il mondo. La serie di libri di Geronimo Stilton\, pubblicata in Italia da Edizioni Piemme-Mondadori Libri\, è diventata un fenomeno globale con 182 milioni di libri tradotti in 51 lingue venduti in tutto il mondo e 3 serie animate coprodotte con Rai Fiction e distribuite in oltre 130 paesi. Da sempre Geronimo Stilton è inoltre portavoce di progetti e realtà culturali grazie alla sua capacità di trasmettere\, in maniera divertente\, valori positivi e temi complessi altrimenti difficili da comunicare. \nGeronimo Stilton Live Experience “Viaggio nel Tempo”\nRegia e drammaturgia: Libero Stelluti\nScenografie: Stefano Zullo\nLighting design: Manuel Frenda\nGraphic design: Nadia Abbate\nCon Geronimo Stilton e Tea Stilton\ne con Matteo Chippari\, Eleonora Cicconi\, Lapo Sintoni\, Matteo Vitanza \nPer ulteriori informazioni Ufficio Stampa Mostra\ninfo@geronimostiltonexperience.it
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SUMMARY:Exporice 2022
DESCRIPTION:Torna in Castello a Novara sabato 10 e domenica 11 la manifestazione a cura di ATL Turismo Provincia di Novara. \nScarica qui il programma ricco di eventi
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SUMMARY:“Congiunti” – quando la tradizione diventa contemporanea
DESCRIPTION:Parte a Settembre la prima esposizione del progetto “Congiunti”\, un percorso che indaga il linguaggio estetico tra passato e presente \nA partire dall’8 Settembre fino a data 27 il Castello Visconteo Sforzesco di Novara apre le porte alla rassegna “Congiunti” presentando una rosa di artisti internazionali\, scelti nel panorama contemporaneo\, trattati nell’omonima pubblicazione a marchio Giunti editore. L’iniziativa è concepita come un susseguirsi di riflessioni e confronti tra un artista del passato e uno vivente\, accomunati da affinità\, citazioni\, legami\, divergenze oltre il tempo e lo spazio. L’arte\, nell’ambito di un percorso di ispirazioni e rimandi\, ha spesso sovrapposto la tradizione all’innovazione; allo stesso modo il progetto\, articolato in diverse mostre e in una pubblicazione\, andrà a suggerire quelle opere che\, nonostante un linguaggio attuale\, siano foriere di valori di bellezza universalmente validi. Autorevoli progenitori – in pittura\, scultura e fotografia- troveranno nuovi eredi in alcuni maestri di oggi secondo una prospettiva che vede l’arte come una grande famiglia di modi espressivi differenti\, imparentati tra loro\, a dirla usando una metafora mutuata da Ludwig Wittgenstein a proposito dei giochi linguistici.\nD’altronde nel 1962 George Kubler affermava come: “ogni opera d’arte importante può essere considerata come un avvenimento storico e allo stesso tempo come la soluzione faticosamente raggiunta di un certo problema […] ogni soluzione indica che c’è stato un problema al quale erano già state date altre soluzioni e per il quale saranno probabilmente trovate ancora nuove soluzioni dopo quella ora offerta”. Ebbene tante soluzioni\, alternate nel corso dei secoli\, hanno originato una “forma del tempo” genitrice di segni\, opere\, manufatti laddove linguaggi cosiddetti contemporanei sono andati a riscoprire espressioni estetiche passate\, antiche; per fare un esempio basti pensare al recupero\, nel secondo Novecento\, di quelle Avanguardie sorte molto prima e non sufficientemente sviluppate. Il risultato delle mostre sarà registrato nel volume “Congiunti”\, in uscita a conclusione dell’anno dalla storica casa editrice specializzata nell’arte. Ad aprire il ciclo espositivo sarà appunto Novara\, a seguire il Lago di Como con i pittoreschi ambienti della Torre delle Arti di Bellagio\, fino a giungere a Roma\, negli spazi di Palazzo della Cancelleria Apostolica\, zona extraterritoriale della Santa Sede. Le diverse rassegne saranno inaugurate da Daniele Radini Tedeschi\, autorevole personalità della cultura italiana\, storico\, critico e saggista di chiara fama. Tra gli enti coinvolti nel progetto anche il College International de Cannes\, fondato nel 1931 dall’intellettuale Paul Valéry\, ente di ricerca e studio che ha ospitato a Maggio la presentazione dell’intero evento. L’iniziativa è sostenuta dalla società Start. \nCon opere di \nAgarla Matteo\, Ancilotto Camilla\, Askeur Massinissa (Massy)\, Avantaggiato Massimo Vito\, Bachiocco Piera\, Barbagallo Sabrina\, Bertoncelli Barbara\, Bertrecchi Rita\, Bogliacino Mariella\, Caleffi Iole\, Carletti Franco\, Carluccio Giorgio\, Carradori Remo\, Casciotti Alessandra\, Castelli Gian Luigi\, Ciccarelli Leonardo\, Comand Patrizia\, Contento Maria Pia\, Coppi Maria Beatrice\, Corbellini Emanuela\, Corso Cecilia Anna\, Corvino Cristina\, DRO (De Rosa Ornella)\, Depaoli Gianni\, Di Giustino Cleto\, Digiovanni Sara\, Donati Tamara\, Drensi Valcarlo\, Dupont Josine\, Cor Fafiani\, Fanfoni Giuseppe\, Favilla (Fiorillo Jessica)\, Fera Emanuela\, Flati Giancarlo\, Fusari Giuliana Maria (Maddalena)\, Gaggio Paola\, Gentile Lena\, Gonzales Alba\, Grande Marisa\, Guetta Francesca\, Irosa Guido\, Lachi Lea (Giancarlo De Luca)\, Landolfi Silvana\, Legnazzi Barbara\, Leotta Angela Margherita\, Ligrani Massimiliano\, Lizzio Salvatore\, Lo Prete Letizia\, Loliva Francesco\, Longhitano Laura\, Lupo Tina\, Magrin Alberto\, Marin Federica\, Marrocco Marco\, Martin Mauro\, Mattes Petra\, Medea\, Mincuzzi Marina (Art Texture Mosaic)\, Minutolo Mario\, Moglia Paola\, Moiso Carla\, Montà Fernando\, Montalto Adriana\, Seger Olivia\, Pagnozzi Paola\, Parentela Marina\, Patella Carla\, Pepe Mario\, Perghem Gelmi Michelangelo\, Perin Juri\, Perrone Nino\, Pezzino de Geronimo Rossella\, Pouget Aline\, Prato Tiziana\, Premoli Lorena (Lo’s)\, Pucci Osvalda\, Rossetto Paolo\, Saar Henrik\, Salonia Maria Elvira\, Scaglione Antonella\, Scocco Cilla Liliana\, Serpetti Alessio\, Spatara Francesco\, Susi Danilo\, Talarico Sonia\, Toniatti Michele\, Tonini Isabella\, Vacirca Francesco\, Vardar Emel\, Velardi Maria\, Venuti Silvia\, Villa Ilaria\, Vinotto Alessandra\, Visentini Bernarda\, Vitale Tommaso Maurizio\, Zenu (Lorenzo Zenucchini). \nUfficio Stampa Alfredo Fidani\, startsrls2015@gmail.com
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SUMMARY:Taste Alto Piemonte 2022
DESCRIPTION:Dal 28 al 30 maggio a Novara andrà in scena la più grande manifestazione dedicata alle eccellenze vinicole dell’Alto Piemonte tra Wine Weeks\, banchi di assaggio\, seminari e Foodtrucks Novara\, 19 maggio 2022 – è iniziato il count down e tra meno di due settimane il Castello\nVisconteo Sforzesco di Novara sarà pronto ad ospitare nuovamente Taste Alto Piemonte\, la più grande manifestazione dedicata ai vini dell’Alto Piemonte e alle sue eccellenze gastronomiche. \nLa rassegna organizzata dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte con il patrocinio del Comune di Novara e il sostegno della Regione Piemonte\, offrirà la possibilità di incontrare più di 50 produttori che presenteranno a stampa\, operatori e appassionati le ultime annate delle 10 denominazioni dell’Alto Piemonte tutelate dal Consorzio\, attraverso i banchi di assaggio: Boca DOC\, Bramaterra DOC\, Colline Novaresi DOC\, Coste della Sesia DOC\, Fara DOC\, Gattinara DOCG\, Ghemme DOCG\, Lessona DOC\, Sizzano DOC\, Valli Ossolane DOC.\n«Quest’anno siamo particolarmente contenti di presentare al nostro pubblico un programma ricco di attività che coinvolgono in modo attivo tutto il territorio – racconta Lorella Zoppis\, Vice Presidente del Consorzio e responsabile eventi e promozione. Oltre ai banchi d’assaggio\nprevede i seminari “Excursus Alto Piemonte”\, con degustazione di etichette selezionate\, serate tematiche e cene con i produttori presso i locali dell’ alto Piemonte aderenti. Una possibilità\, quest’ultima\, che permetterà al pubblico di vivere un’esperienza di diretta vicinanza al nostro mondo vitivinicolo\, sicuramente particolare e coinvolgente».\nQuattro food trucks offriranno proposte gourmet durante tutta la durata della manifestazione\,posizionandosi nel cortile esterno del castello\, per garantire ai presenti un punto di ristoro. \nL’Associazione Cuochi Alto e Basso Novarese e VCO fornirà supporto per la realizzazione di piatti a base di riso del territorio\, mentre la Fondazione Apri le Braccia e l&#39;Associazione Noi come Voi promuove SQUISITO!\, un progetto nato con lo scopo di far sperimentare un’attività lavorativa itinerante alle persone disabili.\nLa kermesse sarà aperta al pubblico\, operatori di settore e stampa da sabato 28 a lunedì 30 maggio. Oltre alle degustazioni sarà possibile acquistare le etichette all’enoteca temporanea che verrà allestita all’interno del castello. Nell’area adiacente si collocherà la mostra fotografica “I volti dell’Alto Piemonte”\, che permetterà di vedere da vicino i produttori vinicoli del territorio\nPer questa edizione i giornalisti potranno accedere su prenotazione ad una sala stampa interamente dedicata\, dove poter degustare le ultime annate delle aziende partecipanti; una novità che permetterà di conoscere meglio circa 50 etichette\, con il supporto di un servizio gestito dai\nsommelier Ais. \nLE ATTIVITÀ NEL DETTAGLIO\nTaste Alto Piemonte estende la sua durata con il Fuori Salone. Dal 9 al 29 maggio tantissimi appuntamenti coinvolgeranno ristoranti\, bar ed enoteche del territorio attraverso due format innovativi. \nTaste Alto Piemonte Wine Weeks è il format affermatosi nella scorsa edizione\, due settimane in cui degustare su tutto il territorio i vini dell’Alto Piemonte in abbinamento ai prodotti tipici in ristoranti\, bar\, enoteche e vinerie aderenti all’iniziativa.\nTaste Alto Piemonte “A cena con i produttori” è un format inedito\, sviluppato grazie alla collaborazione con Fipe Confcommercio Alto Piemonte\, volto a far conoscere da vicino i produttori del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte attraverso serate a tema nei ristoranti del\nterritorio. \nSCOPRI LE WINE WEEKS | SCOPRI A CENA CON I PRODUTTORI \nTaste Alto Piemonte è reso possibile grazie al patrocinio del Comune di Novara\, dei parter istituzionali Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte\, Atl Novara\, Fondazione Castello di Novara\, dei main sponsor Enartis e Ponti e dei partner tecnici Ais Piemonte\,\nAmorim\, Sant’Antonio\, Unipol\, Universal e Consorzio del Gorgonzola\, la cui collaborazione è\normai consolidata da anni.\nLa manifestazione ha il sostegno della Regione Piemonte e della Comunità Europea. Media parter della quinta edizione sono La Stampa ed un’inedita collaborazione con Radio Veronica One.\nIL PROGRAMMA\nBANCHI D’ASSAGGIO\nSabato 28 e domenica 29 maggio: dalle 10:00 alle 19:00\nLunedì 30 maggio: dalle 09:30 alle 17:00\nLe giornate di sabato\, domenica e lunedì saranno aperte ad appassionati\, operatori di settore e\nstampa.\nSEMINARI\nSabato 28 maggio. Tre appuntamenti nei seguenti orari: 11:00\, 14:00 e 17:00\nDomenica 29 maggio. Tre appuntamenti nei seguenti orari: 11:00\, 14:00 e 17:00\nELENCO PARTECIPANTI (BOTTONE CON LINK ATTIVO) \nTARIFFE\nIntero: ingresso al pubblico € 20\,00\nRidotto: ingresso ridotto per soci Ais\, Fisar\, Fis\, Onav \, Aspi e Slow Food € 15\,00\nGratuito: ingresso gratuito ai banchi d’assaggio per stampa ed operatori di settore (esibendo\nbiglietto da visita)\nSeminari di approfondimento e banchi d&#39;assaggio: € 40\,00\nAcquisto on-line: ticket intero\, ridotto e seminari\nI biglietti di ingresso ai banchi d’assaggio e ai seminari sono disponibili sul sito \n\nHomepage – Taste Alto Piemonte \n\nPer accrediti gratuiti\, prenotazione accesso sala stampa ed informazioni scrivere a \n 
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SUMMARY:Caccia al tesoro sulla mobilità elettrica
DESCRIPTION:????????????????????&???????????????? ????????????????: Novara ospita la “???????????????????????? ???????? ???????????????????????? ???????????????????? ????????????????????????????????̀ ????????????????????????????????????”\, un’iniziativa promossa da Regione Piemonte nell’ambito del progetto Life_PrepAIR dedicata alle scuole\, alle famiglie e a tutti i cittadini del Piemonte Nord Est che vorranno partecipare. Qualche facile quiz sui temi della sostenibilità e dell’ambiente e poi alcune prove pratiche a bordo di monopattini\, bici elettriche\, segway messe a disposizione dai partner dell’iniziativa. Finalissima il 18 giugno al Castello di Novara.\nPer iscriversi\, singolarmente o a squadre\, basta inquadrare il QRcode che trovate in locandina oppure cliccare su questo link\nhttps://www.ngmobility.it/chargemove/\n\nTERMINE ISCRIZIONI PROROGATO AL 31 MAGGIO 2022
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SUMMARY:Distacco. Immagini e documenti dell'Esodo giuliano-dalmata a Novara.
DESCRIPTION:“Un passato condiviso è un passato compreso: solo così la storia può essere lezione per il presente” Gianni Oliva \nLa mostra “Distacco. Immagini e documenti dell’Esodo giuliano dalmata a Novara” vuole raccontare e condividere la storia di coloro che scegliendo di essere italiani dovettero abbandonare le loro città natali per approdare in diversi centri profughi. Uno di questi era qui a Novara. \nE così con foto\, filmati e documenti raccolti dall’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Verbano Cusio Ossola “Piero Fornara” e i testi del dott. Antonio Leone possiamo ripercorrere quale era la vita dei nostri connazionali nella caserma Perrone prima e nel villaggio Dalmazia successivamente. \nGrazie poi alla collaborazione dell’Associazione Nazionale  Venezia Giulia Dalmazia e di coloro che hanno raccolto l’invito ad aiutarci in questo viaggio della memoria\, ci sono anche i documenti e le foto di coloro che in quegli anni\, nella loro primissima giovinezza\, si ritrovarono in una nuova città: foto dei loro album di famiglia\, le foto portate con sé per ricordare le origini e coloro che hanno lasciato indietro. \nPer aiutare a ricostruire le storie di queste foto\, durante il periodo della mostra chi riconoscerà un volto o un luogo potrà scrivere i dettagli\, la storia dietro la foto appunto\, negli appositi spazi. \nIl Presidente della Repubblica\, Sergio Mattarella\,  in uno dei suoi discorsi in occasione della Giornata del Ricordo ha sottolineato come “oggi il vero avversario da battere più forte e più insidioso\, è quello dell’indifferenza\, del disinteresse\, della noncuranza\, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e degli eventi”. \nProprio con questa mostra speriamo di mettere un piccolo ma importante tassello nella battaglia contro quell’avversario insidioso a cui si riferiva il Presidente della Repubblica e aiutare a far conoscere questa parte della storia dell’esodo giuliano-dalmata: la fine di un viaggio tragico ma che rappresenta l’inizio di una vita nuova nella Patria che avevano così fortemente scelto e soprattutto nella città che li ha accolti. \nLa mostra ospitata al piano terra dell’Ala Ovest e ad ingresso libero sarà visitabile fino al 13 febbraio. Da martedì a venerdì: 15 – 19; Sabato e Domenica: 10 -12 e 15-19 \nObbligo green pass rafforzato
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DESCRIPTION:Fino all’8 dicembre al piano terra dell’ala ovest è ospitata la mostra-asta benefica a favore di Lilt\, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – Sezione Provinciale di Novara.  L’evento\, giunto alla settima edizione\, nasce  da un’idea di Massimo Romani\, curatore della mostra e presidente dell’associazione di volontariato Artisolide\, con lo scopo di sensibilizzare il mondo degli artisti e dei collezionisti d’arte del territorio sulle attività svolte in ambito oncologico da Lilt Novara. L’iniziativa consiste in una mostra-asta il cui ricavato sarà interamente destinato ai progetti di riabilitazione oncologica e sostegno psicosociale ed economico ai malati di cancro e ai loro familiari. \nDurante il periodo di esposizione è possibile presentare la propria offerta per aggiudicarsi una delle opere\, che hanno una base d’asta inferiore rispetto al valore di mercato attuale. Tutto il ricavato andrà a sostegno dei malati oncologici e delle loro famiglie. Chiama il numero 346 3794247 (anche Whatsapp) per avere informazioni sulle opere e fai la tua offerta! E’ un’occasione unica per regalare o regalarsi un pezzo importante dell’arte contemporanea e allo stesso contribuire a sostenere Lilt Novara. \nL’evento è promosso da Lilt Novara\, Artisolide e Igor Gorgonzola con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Novara\, della Fondazione Il Castello di Novara e dell’Atl Turismo Provincia di Novara\, con il contributo di Comoli Ferrari\, Italgrafica e Spazio Vivace. Una selezione di artisti di livello nazionale ed internazionale esporranno le loro opere nelle sale del Castello visconteo sforzesco di Novara. \nLa mostra rimarrà poi allestita fino al’8 dicembre 2021 con orario di visita 10.00-12.30 e 16.00-19.00 (lunedì chiuso\, ingresso libero). \nIn esposizione 28 opere dei seguenti artisti: Gianantonio Abate\, Davide Baroggi\, Lady Be\, Alberto Bongini\, Pako Bono\, Corrado Bonomi\, Roberto Borra\, Dario Brevi\, Gianni Cella\, Caterina Ciuffetelli\, Roberto De Nisi\, Davide Ferro\, Peter Hide 311065\, Carlo Iorietti\, Ernesto Jannini\, Ion Koman\, Enzo Maio\, Alessandro Merlo\, Fabrizio Molinario\, Ugo Nespolo\, Olinsky\, Gianni Pedullà\, Laura Priami\, Isabella Rigamonti\, Massimo Romani\, Mikhail Roshnyak\, Leonardo Santoli\, Giovanni Sesia\, Irene Zangheri\, Paola Zorzi. Prevista anche una sezione fotografica con 15 immagini realizzate da Davide Grittini. \nNovità rispetto alle scorse edizioni sarà la sezione dedicata ai “palloni” delle pallavoliste della Igor Volley Novara\, in tutto 14\, firmati e improntati dalle stesse atlete\, su molti dei quali sono state create delle opere artistiche uniche da parte dei pittori. \nGli artisti invitati donano le proprie opere a Lilt Novara\, pertanto quelle che non saranno assegnate rimarranno patrimonio dell’associazione. Il catalogo delle opere in asta è stato curato da Diego Maria Rizzo \nPer informazioni si può scrivere all’indirizzo e-mail artisolide@libero.it.
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SUMMARY:Conferenza: Ettore Tito e le Biennali a Venezia. Riflessioni tra stile e fortuna critica
DESCRIPTION:“Ettore Tito e le Biennali a Venezia. Riflessioni tra stile e fortuna critica”\n\nConferenza di Silvia Capponi nell’ambito della rassegna di eventi organizzata da METS Percorsi d’arte\, Fondazione Circolo dei Lettori\, Città di Novara e Fondazione Castello a corredo della grande mostra “Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale” con la quale Novara celebra i 1600 anni della città di Venezia.\nPunto di partenza del percorso espositivo sono le opere di Francesco Hayez e di alcuni dei più grandi maestri che hanno operato nella città lagunare nel corso dei primi decenni dell’Ottocento influenzando significativamente lo svolgersi della pittura veneziana nella seconda metà del secolo\, vera protagonista della rassegna. Scene di vita quotidiana si alternano alla quiete della laguna nei dipinti di Guglielmo Ciardi\, Giacomo Favretto\, Luigi Nono\, Ettore Tito\, Pietro Fragiacomo e Alessandro Milesi accompagnando il visitatore lungo un percorso che conduce verso il rinnovamento e il cambiamento di gusto indotti nella pittura veneziana dal confronto diretto con le opere dei numerosi pittori stranieri presenti alla Biennale di Venezia a partire dal 1895.\n\ningresso libero fino ad esaurimento posti\nobbligo green pass e mascherina
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SUMMARY:ECCELLENZA ARTIGIANA - MOSTRA MERCATO
DESCRIPTION:Si svolgerà sabato 20 e domenica 21 Novembre la 14^ edizione della mostra mercato dedicata ai produttori artigianali che hanno ottenuto la qualifica di “Eccellenza Artigiana” rilasciata dalla Regione Piemonte.\nSaranno presenti imprese del quadrante Nord Orientale (Biella\, Novara\, Verbano Cusio Ossola e Vercelli). \nIngresso libero previa esibizione di Green Pass. \nL’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte\, in collaborazione con CNA Piemonte Nord\, Confartigianato Imprese Piemonte Orientale\, Confartigianato Biella e CNA Biella e con il patrocinio del Comune di Novara.
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SUMMARY:Il mito di Venezia - da Hayez alla Biennale prorogata fino al 18/04/2022
DESCRIPTION:Per celebrare i 1600 anni della città di Venezia\, la cui fondazione è stata tradizionalmente fissata al 25 marzo dell’anno 421\, Mets Percorsi d’arte\, la Fondazione Castello e il Comune di Novara\, con il patrocinio della Commissione Europea\, della Regione Piemonte\, della Provincia di Novara e di Venezia 1600\, propongono la mostra Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale\, curata da Elisabetta Chiodini con un prestigioso Comitato scientifico diretto da Fernando Mazzocca di cui fanno parte Elena Di Raddo\, Anna Mazzanti\, Paul Nicholls\, Paolo Serafini e Alessandra Tiddia. \nOttanta opere divise in otto sale nella splendida cornice del Castello Visconteo di Novara per raccontare il mito della città lagunare. Partendo dal grande maestro Francesco Hayez il percorso presenta una ricca selezione delle opere più importanti – e spesso mai viste perché provenienti da prestigiose collezioni private – dei più noti artisti italiani della seconda metà  dell’Ottocento. \nLa mostra\nPunto di partenza del percorso espositivo sono le opere di alcuni dei più grandi maestri che hanno operato nella città lagunare nel corso dei primi decenni dell’Ottocento influenzando significativamente con il loro insegnamento e i loro lavori lo svolgersi della pittura veneziana nella seconda metà del secolo\, vera protagonista della rassegna. \nLa prima sala è dunque dedicata alla pittura di storia\, considerato il “genere” più nobile della pittura\, vi troviamo quattro importanti lavori di Francesco Hayez (1791-1882)\, tra cui lo splendido Venere che scherza con due colombe (1830)\, Ritratto di Gentildonna (1835) e l’imponente Prete Orlando da Parma inviato di Arrigo IV di Germania e difeso da Gregorio VII contro il giusto sdegno del sinodo romano (1857); accanto ad essi opere di Ludovico Lipparini (1800-1856) e Michelangelo Grigoletti (1801-1870)\, artisti di rilievo nonché figure chiave nella formazione di autori di spessore della generazione successiva\, anch’essi presenti in mostra\, quali Marino Pompeo Molmenti (1819-1894) e Antonio Zona (1814-1892). \nNella seconda sala sono esposti quegli autori\, veneziani e non\, che più di altri hanno contribuito via via alla trasformazione del genere della veduta in quello del paesaggio: tra questi il grande pittore Ippolito Caffi (1809-1866) con due splendide vedute veneziane: Festa notturna a San Pietro di Castello (1841 circa) e Venezia Palazzo Ducale (1858)\, Giuseppe Canella (1788-1847)\, Federico Moja (1802-1885) e Domenico Bresolin (1813-1899)\, quest’ultimo tra i primissimi ad interessarsi anche di fotografia e già nel 1854 indicato tra i soci dell’Accademia come “pittore paesista e fotografo”. Titolare dal 1864 della cattedra di Paesaggio\, Bresolin fu il primo a condurre i giovani allievi a dipingere all’aperto\, in laguna come nell’entroterra\, affinché potessero studiare gli effetti di luce e confrontarsi sulla resa del vero in un ambiente nuovo e stimolante\, diverso da quello cui erano abituati\, per di più\, codificato dai grandi vedutisti del passato. Tra loro si ricordano Gugliemo Ciardi (1842-1917)\, Giacomo Favretto (1849-1887)\, Luigi Nono (1850-1918)\, Alessandro Milesi (1856-1945) e Ettore Tito (1859-1941)\, protagonisti della mostra. \nLa terza sala è dedicata ad uno dei più valenti e amati paesaggisti veneti\, Guglielmo Ciardi\, del quale sono esposte dodici opere che\, come in una sorta di piccola esposizione monografica\, partendo dagli anni sessanta dell’Ottocento documentano l’evoluzione della sua pittura fino ai primi anni novanta. Sua la magnifica Veduta della laguna veneziana (1882)\, immagine della mostra e altre splendide tele ambientate nei dintorni di Venezia o scorci della città come il bellissimo olio Mercato a Badoere (1873 circa). \nNelle sale a seguire troviamo incantevoli opere che hanno per tema la vita quotidiana\, gli affetti e la famiglia dedicate alla “pittura del vero”: come Il bagno (1884) di Giacomo Favretto; Alle Zattere (1888) di Pietro Fragiacomo; Mattino della domenica (1893 circa) e La signorina Pegolo (1881) di Luigi Nono; Girotondo (1886) di Ettore Tito. Sul mondo del lavoro scorrono altre opere vivaci e ricche di dettagli con protagonisti contadini\, lavandaie\, raccoglitrici di riso\, venditori di animali\, sagre e mercati\,  come La raccolta del riso nelle terre del basso veronese (1878) e Il mercato di Campo San Polo a Venezia in giorno di sabato (1882-1883) di Giacomo Favretto; il malinconico paesaggio Verso sera presso Polcenigo (Friuli) (1873) di Luigi Nono; Lavandaie sul Garda (1888) e Raggi di sole (1892) di Ettore Tito. \nE per chiudere questa triplice sezione di vita quotidiana alcune tele dedicate agli idilli amorosi\, un soggetto a metà strada tra il genere e il vero molto amato e frequentato dai pittori del secondo Ottocento: al bellissimo Idillio (1884) di Luigi Nono\, si aggiungono tele con indimenticabili figure di giovani fidanzati e sposi di Favretto\, Tito\, e di Alessando Milesi con un altro Idillio (1882 circa) e Corteggiamento al mercato (1887 circa). \nLa settima sala è interamente dedicata a Luigi Nono e offre un focus su una delle opere più celebri del pittore\, il Refugium peccatorum. Oltre alle redazioni del 1881 e del 1883\, grandi tele condotte ad olio\, sono esposti studi\, disegni ed altre significative opere di confronto\, come Le due madri (1886). \nL’ottava e ultima sala della mostra è invece dedicata alle opere realizzate dai medesimi artisti tra la fine degli anni novanta dell’Ottocento e i primi anni del Novecento\, tele di ampio respiro che riflettono il rinnovamento e il cambiamento di gusto indotti nella pittura veneziana dal confronto diretto con la cultura figurativa dei numerosi pittori stranieri che partecipavano alle nostre Biennali Internazionali d’Arte. Spiccano Il Bucintoro (1902-1903 circa) di Guglielmo Ciardi; Visione antica (1901) di Cesare Laurenti; Luglio (1894) e Biancheria al vento (1901 circa) di Ettore Tito. \nUna mostra dunque ricca di opere importanti e di grande bellezza con un percorso molto godibile che racconta Venezia e l’evolversi della pittura italiana dalla metà alla fine dell’Ottocento\, verso i fermenti che caratterizzeranno i primi del Novecento. \n 
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