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SUMMARY:Laboratorio didattico per famiglie
DESCRIPTION:Immergiti nella mostra di arte contemporanea dell’artista Sergio Floriani\ncon una visita guidata per tutta la famiglia\,\ncon attività finale da non perdere per i tuoi bambini.\nGalleria Legart terrà i 2 laboratori\npresso il CASTELLO DI NOVARA.\nL’attività è gratuita\ngrazie al sostegno della\nFondazione Cav. del Lavoro Alberto Giacomini
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SUMMARY:Storie di jazz
DESCRIPTION:con Gianni Lucini e Corrado Beldì \nnell’ambito di Almost Jazz (qui tutti gli appuntamenti) \n«Il jazz è sempre stato simile al tipo d’uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia»: storie dal libro … e ora pagateci i danni di Woodstock (Segni e Parole) di Gianni Lucini.
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SUMMARY:Almost Jazz
DESCRIPTION:in collaborazione con NovaraJazz \nIn occasione della 20. edizione di NovaraJazz\, si rinnova la collaborazione con il Circolo dei lettori grazie a una serie di incontri per raccontare\, insieme agli scrittori del nostro tempo\, storie di jazz in preparazione al programma del festival. \n>> sabato 20 maggio h 18 | Castello Sforzesco\, Sala Sibilla Aleramo\nStorie di jazz\ncon Gianni Lucini e Corrado Beldì\n«Il jazz è sempre stato simile al tipo d’uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia»: storie dal libro … e ora pagateci i danni di Woodstock (Segni e Parole) di Gianni Lucini.\nprenota qui il tuo posto\n \n>> martedì 23 maggio h 18 | Castello Sforzesco\, Sala Sibilla Aleramo\nDalla schiavitù al jazz\nSonnie Taylor\nFrom Slavery to Jazz (Goodfellas)\ncon il curatore Rocco Pandiani e Federico Sacchi\nUn tributo alla musica afroamericana del grande pianista di Trinidad Sonnie Taylor che in queste righe racconta la storia del suo popolo dalla schiavitù fino a Bitches Brew\, il doppio album jazz di Miles Davis del 1970.\nprenota qui il tuo posto \n>> giovedì 1 giugno h 18 | Castello Sforzesco\, Sala Sibilla Aleramo\nAfrofuturismo: dalla musica jazz alla fantascienza nera\, e oltre\nGiorgio Rimondi\nL’invasione degli afronauti (Shake)\ncon Franco Bergoglio\nL’Afrofuturismo è una forma di resistenza culturale\, una pratica terapeutica o un’ontologia nera? Forse tutte queste cose\, visto che è in grado di unificare passato\, presente e futuro dell’esperienza afroamericana\, proiettando nuova luce sui traumi della sua storia. A partire dal Middle Passage\, la Tratta degli schiavi.\nprenota qui il tuo posto \n>> giovedì 8 giugno h 18 | Castello Sforzesco\, Sala Sibilla Aleramo\nVita e musica di uno dei più grandi jazzisti della storia\nJeroen de Valk\nChet Baker (EDT)\ncon Gianni Lucini e Francesco Martinelli\nQuesto libro racconta la storia del trombettista che a 23 anni era già una star del jazz\, persino sul punto di lavorare nel cinema grazie a un look alla James Dean. In seguito\, vita e carriera sono state oscurate da problemi con droga e giustizia\, tanto da far parlare spesso più di questi aspetti che dell’incredibile talento.\nprenota qui il tuo posto \n 
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SUMMARY:Donne con lo zaino
DESCRIPTION:Vite in cammino\npresentazione del libro Elliot di e con Patrizia D’Antonio e Raffaella Gambardella\ncon Consuelo Vignarelli\nin collaborazione con Associazione Ready\nViaggiatrici per passione\, bloggers per caso\, le autrici tornano a raccontare appassionanti storie al femminile di scelte e rinunce\, gioie e sofferenze\, amore e impegno\, tutte accomunate dal desiderio di “andare oltre”\, altrove – un nuovo Paese\, un nuovo amore\, un altro lavoro\, una vita diversa. \n✏️ la quarta di copertina\nViaggiatrici per passione\, bloggers per caso\, dopo il successo di Donne con lo zaino. Storie di donne sempre in cammino del 2021\, Patrizia D’Antonio e Raffaella Gambardella tornano a raccontare appassionanti storie al femminile di scelte e rinunce\, gioie e sofferenze\, amore e impegno\, tutte accomunate dal desiderio di “andare oltre”\, in un Altrove – un nuovo Paese\, un nuovo amore\, un altro lavoro\, una vita diversa – distinto per le donne che qui si raccontano\, e ognuna di loro sembra emergere dalle pagine con il monito di chi sa che nessun diritto (e nessun equilibrio) è acquisito per sempre.
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SUMMARY:Melma rosa
DESCRIPTION:Cercare la bellezza anche nel caos\npresentazione del libro SUR di e con Fernanda Trías\ncon Giulia Zavagna\nnell’ambito di Salone Off\n\nIn una città portuale devastata da una peste misteriosa\, una donna tenta di capire perché il suo mondo stia crollando. Scritto prima della pandemia\, questo romanzo a tratti distopico racconta il nostro tempo con inquietante precisione\, mettendo a nudo la fragilità dei rapporti umani\, l’unica cosa che conta quando si è sull’orlo dell’abisso. \n✏️ la quarta di copertina\nIn una città portuale devastata da una peste misteriosa\, una donna tenta di capire perché il suo mondo sta crollando. Un vento tossico avvelena le strade e costringe a chiudersi in casa o a fuggire\, i supermercati si svuotano e la melma rosa prodotta con scarti animali è ormai l’unico alimento reperibile\, ma c’è dell’altro: il collasso di tutti i suoi legami affettivi\, l’incertezza\, il peso dei ricordi. Mentre mette insieme i risparmi con l’idea di partire per il Brasile\, la protagonista si muove fra la madre\, a cui da sempre la lega un rapporto fortissimo ma conflittuale; Max\, l’amore che non riesce a dimenticare\, ora ricoverato dopo il contagio; e Mauro\, il ragazzino di cui si prende cura\, afflitto da una fame insaziabile. Partire equivale a salvarsi\, eppure farlo senza di loro è impossibile.\nScritto prima della pandemia\, con tratti da romanzo distopico\, Melma rosa racconta oggi il nostro tempo con inquietante precisione e una scrittura cristallina e magnetica. Fernanda Trías ha la grande dote di trovare bellezza anche nel caos\, grazie a una scrittura luminosa e immagini potenti: in questa storia mette a nudo la schizofrenia di una società sempre più simile alla nostra e la fragilità dei rapporti umani\, l’unica cosa che conta quando si è sull’orlo dell’abisso.
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SUMMARY:La meraviglia è di tutti
DESCRIPTION:Corpi\, città\, architetture\npresentazione del libro Einaudi di e con Luca Molinari\ncon Marco Bozzola\n\nL’architetto ci invita a immaginare opere capaci di dare identità agli spazi senza assecondare il narcisismo dell’archistar di turno: un invito a tornare a osservare i luoghi con nuova attenzione e a guardare al progetto come forma collettiva di cura delle città e del paesaggio. \n✏️ la quarta di copertina\nLa meraviglia è un’emozione capace di farci rallentare il passo\, di far incespicare i nostri pensieri distratti per stimolarci a capire i luoghi che abitiamo. È il motore per costruire narrazioni comuni e forme di cura in un mondo che sta cambiando. L’architettura e il paesaggio sono stati da sempre affiancati a questo sentimento. I grandi monumenti erano realizzati per destare stupore e incutere timore\, per sfidare il divino oppure per costruire un’eternità che immortalasse i suoi committenti; ma anche per contribuire alla sedimentazione di una memoria condivisa. Tuttavia l’architettura vive oggi una profonda crisi di contenuto. Il significato «pieno»\, tridimensionale\, di meraviglia è stato soppiantato da una sua versione piatta e scolorita\, dalla ricerca di uno stupore immediato. È nata cosí la città dei grandi centri commerciali\, delle torri che bucano il cielo\, dove il cittadino-consumatore vive senza alcuna consapevolezza. Molinari ci invita invece a immaginare opere con una qualità formale radicale e spiazzante\, capaci di dare identità agli spazi in cui viviamo senza assecondare il narcisismo dell’archistar di turno. Un invito a tornare a osservare i luoghi con nuova attenzione\, e a guardare al progetto come forma collettiva di cura delle città e del paesaggio\, per affrontare le sfide di cambiamento che questo tempo sta proponendo.
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SUMMARY:La foresta di perle
DESCRIPTION:Come ritrovare contatto con la Madre Terra\npresentazione del libro Solferino di e con Franco Berrino e Enrica Bortolazzi\ncon Valter Porzio\nnell’ambito di Ritornare alla natura. Boschi e foreste per vivere (qui tutti gli appuntamenti)\nCosa sussurrano gli alberi? Che visione unisce l’aquila reale e l’abete bianco? Cosa ci insegnano le formiche o i licheni? Cosa possiamo imparare dai microbi? Per rispondere\, occorre un’immersione nei regni di natura\, alla scoperta delle connessioni segrete che permettono al pianeta di intonare il suo canto armonioso\, a cui spesso l’essere umano è diventato sordo. \n✏️ la quarta di copertina\nChe parole sussurrerebbero gli alberi\, se fossimo ancora in grado di decifrare il loro linguaggio? Quale visione unisce l’aquila reale e l’abete bianco? Cosa ci insegnano le formiche o i licheni? Che cosa possiamo imparare dai microbi? Per rispondere a queste domande occorre un’immersione nei regni di natura\, alla scoperta delle connessioni segrete che permettono al pianeta di intonare il suo canto armonioso\, a cui spesso l’essere umano è diventato sordo. Una visione profonda e alta del creato\, che rivela le trame misteriose che compongono un’opera d’arte totale e continua\, di cui l’essere umano è protagonista spesso inconsapevole. Un libro di poesia e di conoscenza\, di bellezza e di denuncia\, che ci apre gli occhi all’incanto e all’orrore. Quando l’uomo è inconsapevole può spingersi a compiere azioni brutali\, fino a sabotare quella stessa Madre che gli ha donato la vita. Un libro rivelatore\, alla fine del quale il lettore avrà conquistato la chiarezza ineluttabile dell’importanza di agire concretamente nella quotidianità a protezione della natura. Un libro che restituisce al lettore il suo più alto valore: quello di uomo custode del creato.
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SUMMARY:Un’avventura d’amore
DESCRIPTION:Storia del lungo cammino di una suora del nostro tempo\npresentazione del libro di Sr. Anna Maria Pasteris\ncon Giovanni Ferretti\, Amanda Castello e Andrea Lebra\n\nChi è Anna Maria Pasteris? Una guerriera? Un punto di riferimento? Una suora? Un po’ tutto questo. A novant’anni\, racconta la storia di una vita avventurosa al servizio dei miseri della società\, dall’infanzia alla Seconda Guerra Mondiale\, dal Fascismo alla Resistenza\, fino all’Appello del Signore. \n\n 
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SUMMARY:Un uomo di poche parole
DESCRIPTION:Storia di Lorenzo\, che salvò Primo\npresentazione del libro Laterza di e con Carlo Greppi\ncon Simone Quadraro\n\nLorenzo Perrone\, un muratore che viveva fuori dal reticolato di Auschwitz III-Monowitz\, aiutò Primo Levi in tanti modi. La loro fu un’amicizia straordinaria che sopravvisse alla guerra. Questa è la biografia di una di quelle persone che vivono senza lasciare\, apparentemente\, traccia e ricordo di sé. Ma che\, a ben guardare\, sono la vera testata d’angolo dell’umanità. \n✏️ la quarta di copertina\nIn Se questo è un uomo Primo Levi ha scritto: «credo che proprio a Lorenzo debbo di essere vivo oggi». Ma chi era Lorenzo? Lorenzo Perrone\, questo il suo nome\, era un muratore piemontese che viveva fuori dal reticolato di Auschwitz III-Monowitz. Un uomo povero\, burrascoso e quasi analfabeta che tutti i giorni\, per sei mesi\, portò a Levi una gavetta di zuppa che lo aiutò a compensare la malnutrizione del Lager. E non si limitò ad assisterlo nei suoi bisogni più concreti: andò ben oltre\, rischiando la vita anche per permettergli di comunicare con la famiglia. Si occupò del suo giovane amico come solo un padre avrebbe potuto fare. La loro fu un’amicizia straordinaria che\, nata all’inferno\, sopravvisse alla guerra e proseguì in Italia fino alla morte struggente di Lorenzo nel 1952\, piegato dall’alcol e dalla tubercolosi. Primo non lo dimenticò mai: parlò spesso di lui e chiamò i suoi figli Lisa Lorenza e Renzo\, in onore del suo amico. Questo libro è la biografia di una ‘pietra di scarto’ della storia\, di una di quelle persone che vivono senza lasciare\, apparentemente\, traccia e ricordo di sé. Ma che\, a ben guardare\, sono la vera ‘testata d’angolo’ dell’umanità.
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SUMMARY:Il verde oltre al giardino
DESCRIPTION:La scienza applicata al verde urbano: report degli studi per adattare la città al cambiamento climatico. \n \n 
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SUMMARY:Elisabetta regina infinita
DESCRIPTION:Favola di un mito\npresentazione del libro Garzanti di e con Alberto Mattioli e Marco Ubezio\ncon Eleonora Groppetti\n\nMuovendosi lontano dai profili biografici fatti di gossip e di veri o presunti scoop\, ma distillando con humour il senso profondo di una vita straordinaria\, i due autori raccontano la favola di una regina che sembra aver sfidato le leggi del tempo e di cui tutti continuiamo a subire l’infinito fascino. \n✏️ la quarta di copertina\nSono passati quasi settant’anni dal giorno dell’incoronazione – la prima trasmessa in diretta televisiva – sotto le magnifiche volte dell’abbazia londinese di Westminster\, e da quel 2 giugno la fama e la popolarità di Elisabetta ii non hanno fatto che aumentare. Nel suo ruolo pubblico ha vissuto in prima persona cambiamenti storici epocali\, attraversando guerre mondiali e tempeste politiche; come capo della famiglia Windsor ha dovuto affrontare scandali e tragedie\, divorzi e rappacificazioni. La ferma compostezza con cui è rimasta al centro della scena per tutti questi anni l’ha trasformata in un mito che il giornalista Alberto Mattioli e il cultore Marco Ubezio celebrano con pura passione e divertita riverenza. Muovendosi lontano dai profili biografici fatti di gossip e di veri o presunti scoop\, ma distillando con humour il senso profondo di una vita straordinaria\, i due autori raccontano la favola di una regina che sembra aver sfidato le leggi del tempo e di cui tutti continuiamo a subire l’infinito fascino.
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SUMMARY:Contrasto alla violenza di genere e giustizia riparativa: una sfida possibile?
DESCRIPTION:Quarto incontro sul tema dell’ascolto e della comunicazione nell’ambito della comunicazione interpersonale. \nI quattro incontri sull’ ascolto e la comunicazione nell’ ambito del rapporto interpersonale sono un indispensabile approfondimento sui temi del contrasto alla violenza di genere e della giustizia riparativa e ne costituiscono la chiave esplicativa. \nAlcune semplici\, ma essenziali\, conoscenze psicologiche sono importanti per il Magistrato\, l’ Avvocato\, l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria\, l’ Assistente Sociale ed altri operatori\, per comprendere sempre meglio le dichiarazioni delle persone coinvolte nel processo penale – civile e per esprimere on modalità utili e costruttive il proprio punto di vista\, o quello del diritto. Tali aspetti sono del resto molto utili per qualsiasi persona. \nPer quanto poi riguarda la giustizia riparativa\, queste conoscenze possono farne meglio comprendere le dinamiche e il significato umano per vittima e autore di reato.
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SUMMARY:Tutte storie di maschi bianchi morti?
DESCRIPTION:Temi antichi\, interesse moderno\nmercoledì 10-17-24-31 maggio h 18\ngruppo di lettura con Alice Borgna\n\nHa ancora senso leggere e studiare l’antico? Sembrerebbe di no: l’antichità greco-latina sarebbe un ammasso di storie di maschi bianchi morti\, la cui lettura puntella pensieri razzisti\, maschilisti\, guerrafondai. Inoltre\, gli studi umanistici e classici sono costantemente accusati di essere inutili\, perché non producono profitti né sono immediatamente spendibili sul mondo del lavoro.\nStudiare il passato\, però\, resta il più potente antidoto alla superbia della contemporaneità: è improbabile che quei pensieri\, sogni\, idee\, sentimenti e paure siano stati elaborati per primi da noi. Certo\, l’antico va studiato per quello che è\, non per quello che noi vorremmo che fosse. Per far questo\, torneremo a dar voce agli antichi\, semplicemente. \n10/05 // Donne e gioielli: breve storia di un lungo pregiudizio\nDalle matrone romane che chiedono l’abrogazione della legge Oppia\, agli eccessi di Cleopatra. Eppure\, sono gli uomini che ci raccontano queste cose delle donne: è proprio così? \n17/05 // Riscrivere la storia\, condizionare la memoria: la damnatio memoriae e la costruzione del nemico da Cicerone a Hitler\nCome si costruisce l’immagine del nemico? Condannandone la memoria\, oppure riscrivendola in modo selettivo? \n24/05 // La pace nel mondo antico\nGli antichi sono guerrafondai\, si dice. In effetti\, la letteratura occidentale si apre con un racconto di guerra\, l’Iliade\, e la guerra è un’esperienza che pare inevitabile per l’uomo antico. E la pace? Era un ideale o una sconfitta? \n31/05 // Non è un paese per vecchie: la società romana e la donna anziana\nEsiste una figura che nel mondo antico è assolutamente marginale: la donna anziana. Insieme\, andiamo alla ricerca di queste invisibili.
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SUMMARY:Piccole cose connesse al peccato
DESCRIPTION:Quando l’urgenza di amare è la cosa più feroce\npresentazione del libro Feltrinelli di e con Lorena Spampinato\ncon Valeria Di Tano\n\nLe cugine Annina ed Enza passano l’estate in Sicilia\, dove la scoperta di una realtà più arcaica di quella borghese delle loro famiglie\, l’affacciarsi incerto e prepotente della sessualità\, l’idea di un potere femminile senza colpe e restrizioni sembrano aprire per le due adolescenti la via di fuga di un diverso destino. \n✏️ la quarta di copertina\nC’è un’età in cui l’urgenza di amare è la cosa più viva\, la più feroce.\nAnnina e Enza dividono una stanza nella vecchia casa della nonna\, in una località non lontana da Taormina\, ma dove non c’è nulla\, se non pochi bar-gelateria e lidi balneari. Più grande di Annina e ormai una bellezza sbocciata\, Enza si aspetta un’estate di litigi con la madre e di una noia infinita. Ma la vacanza delle cugine prende tutt’altra direzione quando incontrano Bruna: la ragazza più irregolare del paese che si porta dentro un lutto e una sete di rivalsa. E conosce benissimo un giro di ragazzi che si arrabattano con espedienti non proprio legali\, cresciuti come sono in famiglie disagiate e violente. Eppure persino il capo del gruppo\, Mirco\, si rivela più sensibile e corretto di quanto suggerirebbero i pregiudizi.\nIl pericolo non viene dai maschi\, ma da tutto ciò che sobbolle tra le protagoniste: rivalità\, smania di diventare donne\, confusione del desiderio. È Annina\, la più piccola\, la meno appariscente\, a raccontarci la storia di quella vacanza che segna un tragico spartiacque: come osservatrice e testimone\, e come chi viene di colpo precipitata nell’età adulta. La scoperta di una realtà più arcaica di quella borghese delle loro famiglie\, l’affacciarsi incerto e prepotente della sessualità\, l’idea di un potere femminile senza colpe e senza restrizioni\, tanto generativo quanto distruttivo\, sembrano aprire per le due adolescenti la via di fuga di un diverso destino.\nLorena Spampinato ha scritto un romanzo di formazione insolito sia per la costellazione delle figure femminili\, sia per lo stile particolarissimo\, denso ed evocativo. L’estate siciliana diventa così un teatro da dove\, sotto lo scorrere delle esperienze adolescenziali – le feste\, le sfide\, il conflitto con le madri –\, emerge una dimensione archetipica e si finisce ammaliati da quella forza oscura senza tempo.
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SUMMARY:L’incredibile storia della neve e della sua scomparsa
DESCRIPTION:Dalle Mesopotamia al frigo\, dai cocktail all’emergenza climatica\npresentazione del libro Aboca di e con Alberto Grandi\nnell’ambito di Ritornare alla natura. Boschi e foreste per vivere (qui tutti gli appuntamenti)\nDall’antichità a oggi\, il saggio ripercorre le tappe di un’incredibile storia\, in gran parte sconosciuta\, che ha rappresentato\, almeno fino alla metà del XX secolo\, una realtà di rilevanza internazionale e che fa emergere non solo elementi economici di grande interesse ma anche la dimensione culturale dell’uso del freddo. \n✏️ la quarta di copertina\nLa storia della conservazione della neve è un’epopea mondiale che tocca tutte le aree geografiche e tutte le grandi civiltà: dagli assiri agli egizi\, dalla Roma di Nerone alla Cina Imperiale\, dalle raffinate corti dell’Italia rinascimentale alla Versailles del Re Sole. Fin dall’antichità il freddo è stato uno dei mezzi più semplici per conservare gli alimenti deperibili. Il ghiaccio e la neve venivano utilizzati anche per preparare specialità gastronomiche particolarmente ricercate o\, più semplicemente\, per rinfrescare pietanze e bevande. Non solo: il freddo fu per lungo tempo l’unico presidio medico davvero efficace nel controllo della temperatura corporea.\nDa qui scaturiva la necessità di un’attività di produzione\, raccolta e commercio immane e costellata di sfide logistiche che presentavano problemi tecnici non indifferenti e che vennero del tutto superati solo nella seconda metà del XIX secolo\, con l’invenzione della macchina per produrre artificialmente il ghiaccio.\nAttraverso un arco temporale che va dall’antichità ai giorni nostri\, l’originalissimo saggio di Alberto Grandi ripercorre le tappe di questa incredibile storia\, in gran parte sconosciuta\, che ha avuto momenti davvero epici e ha rappresentato\, almeno fino alla metà del XX secolo\, una realtà economica di rilevanza internazionale.\nUna storia che fa emergere non solo elementi economici di grande interesse e attualità ma anche qualcosa di più sorprendente\, vale a dire la dimensione culturale dell’uso del freddo. Oggi come nel passato\, infatti\, il livello dei consumi di ghiaccio non è mai stato solo legato alla sua disponibilità a basso costo\, ma sembra essere strettamente connesso a particolari propensioni e ai gusti dei consumatori\, a qualcosa\, in altre parole\, che potremmo definire come una simbologia sociale del freddo.
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SUMMARY:Di lui… solo più una medaglia? Una ricerca d’amore
DESCRIPTION:Una ricerca d’amore\npresentazione del libro ArabAFenice di e con Guido Donati\ncon Eleonora Groppetti\n\nNella Jugoslavia di Tito\, due italiani vanno alla ricerca delle spoglie del fratello caduto durante la Seconda Guerra Mondiale. \n 
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SUMMARY:Non so cosa farai ma so che lo farai
DESCRIPTION:L’amore per gli altri\npresentazione del libro Astragalo di e con Caterina Lamanna\ncon Gianfranco Quaglia\n\nCaterina decide di non arrendersi al dolore della morte del marito. Dopo i primi mesi\, sceglie di risorgere trasformando tutta quella disperazione in energia per aiutare i meno fortunati: inizia qui la sua seconda vita dedicata a un grande progetto umanitario. \n 
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SUMMARY:Contrasto alla violenza di genere e giustizia riparativa: una sfida possibile?
DESCRIPTION:Terzo incontro sul tema dell’ascolto e della comunicazione nell’ambito della comunicazione interpersonale. \nI quattro incontri sull’ ascolto e la comunicazione nell’ ambito del rapporto interpersonale sono un indispensabile approfondimento sui temi del contrasto alla violenza di genere e della giustizia riparativa e ne costituiscono la chiave esplicativa. \nAlcune semplici\, ma essenziali\, conoscenze psicologiche sono importanti per il Magistrato\, l’ Avvocato\, l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria\, l’ Assistente Sociale ed altri operatori\, per comprendere sempre meglio le dichiarazioni delle persone coinvolte nel processo penale – civile e per esprimere on modalità utili e costruttive il proprio punto di vista\, o quello del diritto. Tali aspetti sono del resto molto utili per qualsiasi persona. \nPer quanto poi riguarda la giustizia riparativa\, queste conoscenze possono farne meglio comprendere le dinamiche e il significato umano per vittima e autore di reato. \n  \n 
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SUMMARY:America: femminile plurale #3
DESCRIPTION:La casa di marzapane di Jennifer Egan\ngruppo di lettura con Lorenza Pieri\nin collaborazione con Donis 1920\n\nDel Premio Pulitzer 2011 Egan\, attraverso una geniale  sequenza di incastri polifonici\, il romanzo mette in luce le possibili conseguenze per la nostra società dell’intelligenza artificiale messa al servizio del tenace desiderio umano di amore e di autenticità. \nprossimo appuntamento: 15/06 | Cartoline di Annie Proulx
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SUMMARY:Atlante dei boschi italiani
DESCRIPTION:L’Italia dalle mille tonalità di verde\npresentazione del libro Laterza di e con Mauro Agnoletti\ncon Valter Porzio\nnell’ambito di Ritornare alla natura. Boschi e foreste per vivere (qui tutti gli appuntamenti)\nI boschi italiani hanno caratteristiche senza eguali al mondo: a differenza del resto d’Europa\, gran parte della loro biodiversità è legata alla secolare influenza di attività come il pascolo\, la produzione di legname\, di legna da fuoco\, di carbone o di alimenti. L’Atlante ce ne racconta 58\, unici e particolari. \n✏️ la quarta di copertina\nL’Italia è una penisola dalle mille tonalità di verde. Il verde delle querce\, quello delle pinete e quello\, ancora diverso\, della macchia mediterranea. Questo Atlante ci accompagna in un viaggio straordinario alla scoperta di 58 boschi speciali\, di cui racconta storia e caratteristiche peculiari. Un libro unico\, uno strumento straordinario per conoscere il nostro paese.\nI boschi italiani hanno caratteristiche uniche al mondo\, affascinanti da conoscere. A differenza del resto d’Europa\, gran parte della loro biodiversità è legata alla secolare influenza di attività come il pascolo\, la produzione di legname\, di legna da fuoco\, di carbone o di alimenti. La lunga coevoluzione tra uomo e natura ha creato un binomio inscindibile. Le abetine delle Alpi\, le faggete appenniniche\, i querceti delle colline interne\, le pinete litoranee e le macchie di arbusti delle coste e delle isole\, sono elementi di un paesaggio bioculturale che già dal medioevo ha attirato studiosi e visitatori stranieri e che ancora oggi mostra persistenze storiche in grado di rappresentare l’identità ambientale e paesaggistica dell’Italia. Questo Atlanteidentifica 58 boschi\, distribuiti dal Sud al Nord della penisola\, e ne racconta le principali caratteristiche\, offrendo una chiave di lettura originale che integra storia e natura.
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SUMMARY:Mostra "Tracce"
DESCRIPTION:Sergio Floriani parte dalle tracce dell’uomo\, dall’impronta lasciata come segno d’identità (unica e personale)\, per arrivare all’infinito. Il suo è un percorso evolutivo che comprende il segno\, la forma e lo spazio\, ma non dimentica il dialogo continuo con la materia\, che gli fa perlustrare le possibilità della pittura e della scultura (due elementi che nelle opere di Floriani convivono sempre) e spazia dall’acciaio corten allo stagno\, dalla catramina su carta giapponese alla sabbia su piombo\, mentre il colore a volte si accende nelle tonalità più vivaci\, quasi pop\, e altre\, per esempio quando racconta i contorni del lago o allude alle voci dell’anima\, è capace di raccogliersi in tenui e silenziose gradazioni. \nNelle 11 sale del primo piano del Castello saranno collocate un centinaio di sculture: da Divido per otto (2003) al Totem (2015) dove il frammento si alterna alla leggerezza e alla trasparenza; dai Signum (2009) ai Cerchi d’acqua\, due serie in cui le parole (nei primi) e il colore (nei secondi) tracciano un nuovo alfabeto di lettere e di forme\, passando per i colorati rilievi di ultima generazione\, piccole e grandi tavole sulle quali il colore si distende senza sfumature e le sagome che vi affiorano\, lontane sorelle delle prime impronte digitali\, maculano la superficie trasformandola in materia cosmica. Il tema più ricorrente è il rapporto che s’instaura tra la forma e lo spazio\, e nelle ultime opere questa correlazione è sottolineata dalla presenza o dall’assenza delle cornici: nel primo caso una cornice dorata\, spesso d’epoca\, segna il perimetro e contiene il colore\, ma al contempo lo impreziosisce\, lo “storicizza” e lo concentra\, donandogli forza e misticismo; nel secondo caso\, con la soppressione del bordo ligneo il colore ritorna libero di dilatarsi e di fondersi con lo spazio circostante\, in una dimensione che è quasi filosofica.
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SUMMARY:Fine di un matrimonio
DESCRIPTION:Essere interi non è il punto\, il punto è provare a essere felici\npresentazione del libro Marsilio di e con Mavie Da Ponte\ncon Francesca Diotallevi\n\nBerta racconta la fine del suo matrimonio per iniziare a raccontare se stessa\, perché i romanzi\, come la vita\, non sono solo “fatti”: tra una vicenda e un’altra\, tra una fine e un inizio\, ci sono pensieri\, parole\, opere\, omissioni. Ci sono rimpianti\, dubbi e paure. C’è il bisogno disperato di dimostrare a se stessi di essere vivi. \n✏️ la quarta di copertina\nFine di un matrimonio comincia con la fine del matrimonio tra Berta e Libero. Berta ha una galleria d’arte e Libero ha un’altra. Berta non ascolta cosa le stia dicendo Libero\, non capisce perché quest’altra donna di cui non ha mai sospettato nulla\, di cui non conosce il nome\, appaia e si mangi il suo futuro. Libero\, invece\, quella sera – in cui tutto finisce e tutto comincia – esce di casa\, e scompare. È vero\, diceva sempre di essere stanco del suo lavoro e della sua vita\, ma che c’entra un’altra donna? Perché ne aveva bisogno? Berta non lo sa\, e nel tentativo di capirlo parla d’altro: di sé\, del proprio corpo\, di cosa può farne adesso che è sola\, ha quasi cinquant’anni e non è né giovane né vecchia\, adesso che è esattamente com’era prima di sposarsi. Berta racconta la fine del suo matrimonio per iniziare a raccontare se stessa\, perché i romanzi – certi romanzi\, e di sicuro questo –\, proprio come la vita\, non sono solo “fatti”: tra una vicenda e un’altra\, tra la fine di un matrimonio e l’inizio di qualcosa di diverso\, ci sono pensieri\, parole\, opere e omissioni. Ci sono rimpianti – è tardi per avere un figlio? e per recuperare il rapporto con la propria madre? –\, dubbi e paure. C’è il bisogno disperato di dimostrare a se stessi di essere vivi. Innamorarsi\, in fondo\, è più semplice che tenere in piedi un matrimonio o una relazione\, ricominciare è meno faticoso che provare a riparare: questo racconta\, a ogni riga\, l’esordio di Mavie Da Ponte. O\, forse\, mostra che definirsi “innamorati” è troppo facile\, e per questo non bisognerebbe mai dirlo. Così Berta\, quando scegliere non sembra più una possibilità e le difficoltà dei suoi rapporti paiono insormontabili\, capisce che frequentare il salone di bellezza di Sara – la chiama così per semplificare\, ma quale sarà il suo nome cinese? – ha più a che fare con il pensiero e l’arte che con le unghie: anzi\, le unghie e il corpo certe volte possono essere il pensiero e l’arte.\nUn romanzo malinconico e buffo\, pieno di tenerezza e di sorpresa\, la storia di una donna che si piega e si spezza\, e non fa niente: essere interi non è il punto\, il punto è provare a essere felici.
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SUMMARY:Processo alla resistenza
DESCRIPTION:L’eredità della guerra partigiana nella Repubblica\npresentazione del libro Einaudi di e con Michela Ponzani\ncon Sergio Botta\n\nMolto è stato scritto sulla Resistenza e sulla guerra di liberazione in Italia. Ma che cosa accadde ai partigiani dopo l’aprile 1945? Come vissero realmente gli anni del dopoguerra e della rinascita del Paese coloro che la Repubblica avrebbe celebrato come i nuovi eroi della patria\, martiri del secondo Risorgimento nazionale? \n✏️ la quarta di copertina\nDal 1948 e fino ai primi anni Sessanta\, nelle aule di giustizia della nuova Italia democratica va in scena un «Processo alla Resistenza»\, destinato ad avere un forte impatto mediatico. Assassini\, terroristi\, «colpevoli sfuggiti all’arresto». Così la magistratura del dopoguerra\, largamente compromessa col regime fascista\, giudica quei partigiani che hanno combattuto una guerra clandestina per bande\, tra il 1943 e il 1945. Giudizio condiviso dalla stampa e da gran parte dell’opinione pubblica italiana\, che si accompagna a una generale riabilitazione di ex fascisti e collaborazionisti della Rsi\, autori di stragi e crimini contro i civili\, costretti a «obbedire a ordini superiori». Attraverso carte processuali e documenti d’archivio inediti\, Michela Ponzani ricostruisce il clima di un’epoca\, osservando i sogni\, le speranze tradite e i fallimenti di una generazione che pagò un prezzo molto alto per la scelta di resistere. Cosa resta della Resistenza nella Repubblica? Rimosso dalla memoria collettiva\, il «Processo alla Resistenza»\, celebrato nelle aule di giustizia dopo il 1945\, anima per decenni il dibattito mediatico\, plasmando distorsioni\, manipolazioni\, miti e luoghi comuni «antiresistenziali»\, in una serie di polemiche a posteriori. La messa sotto accusa dell’antifascismo finisce col ribaltare ragioni e torti\, meriti e bassezze\, valori e disvalori. Coloro che hanno combattuto contro nazisti e fascisti si trasformano in pericolosi fuorilegge\, colpevoli di aver attentato al bene della patria (esposta all’invasione angloamericana e ai tragici effetti delle rappresaglie\, scatenate dall’occupante tedesco) e di aver messo a repentaglio la sicurezza nazionale\, difesa invece fino alla fine dai combattenti di Salò. Assassini\, vigliacchi\, terroristi\, «colpevoli sfuggiti all’arresto». Sulla base di questi termini (utilizzati dalla stampa degli anni Cinquanta) la magistratura del dopoguerra\, quasi sempre compromessa col regime fascista\, giudica quei partigiani che hanno combattuto una guerra per bande. Mentre ex fascisti e repubblichini\, autori di stragi e crimini contro civili\, vengono assolti\, riabilitati e persino graziati per aver «obbedito ad ordini militari superiori» o per la loro natura «di buoni padri di famiglia»\, i partigiani sono giudicati responsabili delle rappresaglie scatenate dai nazifascisti\, per non essersi consegnati al nemico.
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SUMMARY:La scienza dell'incredibile
DESCRIPTION:Come si formano credenze e convinzioni\npresentazione del libro Feltrinelli di e con Massimo Polidoro\ncon Francesca Boccafoschi\n\nDove nascono e come si diffondono le credenze? Che cosa ci porta a sostenere le idee più insolite o totalmente assurde\, a scambiare per prove inossidabili semplici suggestioni e illusioni? Perché finiamo per contraddire anche l’evidenza dei fatti? E chi coltiva le convinzioni più estreme è solo un pazzo o piuttosto una vittima della manipolazione dei social? \n✏️ la quarta di copertina\nAmmettiamolo: la realtà se ne infischia di ciò in cui crediamo. Tuttavia\, le nostre convinzioni trasformano il modo in cui percepiamo il mondo. Ma dove nascono e come si diffondono le credenze? Che cosa ci porta a sostenere le idee più insolite o totalmente assurde\, a scambiare per prove inossidabili semplici suggestioni\, illusioni o\, al massimo\, ideologie e atti di fede? Perché finiamo per contraddire anche l’evidenza dei fatti? E chi coltiva le convinzioni più estreme è solo un pazzo o piuttosto una vittima della manipolazione dei social?\nIn realtà\, la tecnologia si limita ad amplificare ciò che da sempre è radicato negli esseri umani: il bisogno di dare un senso a ciò che ci circonda.\nPer capire come si formano le nostre convinzioni occorre allora risalire alle origini per scoprire come l’evoluzione abbia reso il cervello un sistema formidabile per la sopravvivenza della nostra specie\, anche credendo a cose decisamente false.\nAttraverso la narrazione di alcune storie incredibili\, perlustreremo le radici biologiche e psicologiche che alimentano la necessità di credere e\, ricorrendo alle ricerche più recenti\, scopriremo le funzioni tuttora svolte dai sistemi di credenza.\nNel corso del viaggio\, acquisiremo familiarità con gli strumenti dell’indagine scientifica e\, imparando a valutare l’attendibilità e la veridicità delle credenze\, ci abitueremo a ragionare come scienziati\, diventeremo consapevoli dei nostri limiti ed errori\, saremo pronti a cambiare idea di fronte a evidenze solide che ci contraddicono e a trattare con chi non vuol dare retta alla ragione. Ma\, soprattutto\, impareremo a coltivare l’unico vero antidoto contro il pregiudizio e la superstizione: una curiosità inesauribile.\nEccole in azione\, le credenze: le troviamo in chi vede complotti ovunque o in chi compie atrocità\, pensandosi nel giusto; le riconosciamo in chi cerca conforto negli extraterrestri\, in medium o guru di varia origine e provenienza; le sentiamo radicate in chi crede in entità spirituali e cerca spiegazioni sovrannaturali. Perché?\nMassimo Polidoro\, il più celebre indagatore di misteri e smascheratore di inganni al servizio della scienza\, ci conduce a esplorare uno dei bisogni più antichi dell’uomo: credere.
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LOCATION:Sala Sibilla Aleramo – Circolo dei Lettori\, Castello di Novara - PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA' 3\, NOVARA\, NO\, 28100\, Italia
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SUMMARY:Mostra Le Madri Costituenti
DESCRIPTION:Il 21 aprile 2023 alle 18:00\, presso la sala delle Colonne del Castello di Novara\, inaugureremo una mostra che diventerà poi itinerante sulle 21 Madri Costituenti\, realizzata da ANPI Provinciale di Novara in collaborazione con l’Associazione Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce.\nIn quell’ occasione sarà esposta anche l’ artista Carlo Gori dal titolo omonimo\, realizzata a Novara durante un flashmob artistico nel 2020\, che ha dato vita ad un progetto didattico nazionale curato dal Coordinamento donne ANPI. Con una grafica ispirata all’ opera\, infatti\, e il lavoro di una commissione di storiche presenti nel coordinamento\, sono stati creati dei cofanetti contenenti ventuno cartoline con i volti e le biografie delle donne della Costituente.\nSono numerose le iniziative che promuoviamo in tutta Italia per fare conoscere le figure straordinarie di queste protagoniste della storia\, mai abbastanza note\, che hanno dato un contributo fondamentale alla stesura della nostra Carta. La Mostra al Castello si inserisce\, dunque\, in un mosaico di proposte più complesso.\nCon i pannelli e l’ opera dedicata alla Madri Costituenti sarà anche esposto nella sala delle Colonne\, il pannello I Martiri della Libertà\, per la prima volta presentato alla comunità novarese\ndopo un delicato e accurato restauro. La scorsa primavera\, l’ ANPI Provinciale Novara ha infatti ricevuto un dono molto prezioso dalla Direzione dell’Istituto Donegani: un grande manufatto con ritagli di stampa d’epoca che ritraggono partigiani martiri della Libertà\, realizzato su un legno di recupero e decorato da un cartiglio proprio\nintitolato: Ai Martiri della Libertà. Messo insieme nelle modalità che si possono immaginare durante la seconda guerra mondiale e\nnell’ immediato dopoguerra dagli operai e dalle operaie del Donegani\, è stato rinvenuto su nostra segnalazione nei magazzini dell’Istituto grazie alle indicazioni di un ex dipendente\, che ricordava di averlo visto nei locali del dopolavoro negli anni ‘50. Ė un documento di grande rilievo storico che riguarda tutto il territorio un tempo compreso nella sola provincia di Novara ed oggi in parte condiviso con il Vercellese\, il Biellese e il VCO.\nI giornali e i media locali\, nonché ovviamente la cittadinanza\, hanno accolto con grande interesse la notizia del ritrovamento e la promessa di una restituzione pubblica del reperto proprio in occasione dell’ anniversario dell’ 80° della Resistenza\, in questo 2023. Il pannello\, esposto in stanze affollate e piene di fumo prima e poi rimasto abbandonato in dei magazzini\, necessitava di un accurato restauro.\nAbbiamo interpellato i tecnici migliori in circolazione\, sentendo anche la Ca Foscari di Venezia\, la cui docente di riferimento per il restauro della carta ci ha consigliato un team che ha lavorato e lavora ad altissimi livelli sia in Italia che all&#39;estero. Ci siamo così affidati ad un laboratorio di Milano dove operano tre straordinarie restauratrici.\nQuesto straordinario documento\, restaurato con i contributi di molti cittadini\, della Fondazione BPN e dei Sindacati confederali\, è pregevole non solo come reperto dell’ epoca e non solo per la storia intrinseca alla sua realizzazione\, ma anche perché\, messo in sicurezza e tornato leggibile\, sarà studiato da appassionati ricercatori e storici per far sì che le storie di quei volti vengano conosciute\, narrate\, scoperte o riscoperte.
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LOCATION:Sala delle Colonne – piano terra\, Castello di Novara - PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA' 3\, NOVARA\, NO\, 28100\, Italia
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SUMMARY:Talking Tom Waits- Parole\, canzoni\, atmosfere
DESCRIPTION:con Paolo Agrati\narrangiamenti a cura di Chinese Cuban Jazz Extravaganza\nin collaborazione con “Coccato per il sociale”\n \nUna selezione di canzoni scelte\, tradotte e adattate\, per addentrarsi nella scrittura di Tom Waits e nelle atmosfere che regalano i suoi testi\, per scoprire le storie che si celano dietro le ballad e i blues\, oltre i suoni rochi\, le casse con i coni rotti\, le incudini pestate\, il suono delle seghe.
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SUMMARY:La scomparsa delle farfalle (Einaudi)
DESCRIPTION:Storia di un’amicizia profonda\npresentazione del libro Einaudi di e con Fabio Geda\ncon Erica Bertinotti\n\nTra conflitti e occasioni di meraviglia\, tra realtà quotidiana e rivelazioni\, quattro ragazzi intrecciano le loro vite con tutta l’energia della giovinezza. Un ritratto commovente di quella stagione dell’anima che più d’ogni altra si imprime in ciascuno di noi e sceglie il nostro destino. \n✏️ la quarta di copertina\nAnna\, Andrea\, Cora e Valerio sono compagni di scuola. Assieme studiano\, si divertono\, sperperano con allegria le giornate. Il perno di queste esistenze – ancora brevi e già segnate da perdite e ferite – è il negozio di un anziano rigattiere nei vicoli di Torino\, un luogo che diventa una specie di base\, talvolta di rifugio. Il tempo\, però\, non regge la richiesta di perfezione\, di assoluto\, che l’adolescenza pretende. Il desiderio si insinua nel gruppo e lo logora. Andrea\, che rispetto agli altri percepisce ogni cosa con intensità maggiore\, a poco a poco si isola: a fargli mancare il fiato sono tanto la bellezza impetuosa del presente\, quanto il senso di minaccia che arriva dal futuro. Ma nel momento in cui si troverà in pericolo i suoi amici\, quegli amici unici che solo una certa età ti regala\, saranno di nuovo con lui.
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LOCATION:Sala Sibilla Aleramo – Circolo dei Lettori\, Castello di Novara - PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA' 3\, NOVARA\, NO\, 28100\, Italia
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SUMMARY:I ragazzi sognano in technicolor
DESCRIPTION:Quando qualcosa si rompe\, può tornare come prima?\npresentazione del libro Astoria di e con Erika Savio\ncon Serena Galasso\n\nUna storia\, il cui perno sono Lisa e ad Alex\, che narra di cambiamenti affrontati in solitudine\, disagio sociale\, microcriminalità\, scoperta di una sessualità precoce\, ma anche di sogni\, speranze\, amicizia e amore\, quell’instancabile ricerca di legami che dà un senso alla vita. \n✏️ la quarta di copertina\nQuando qualcosa si rompe\, può mai tornare come prima?\nQuesta è la domanda che si pone Lisa e\, con l’ostinata furia di vivere dell’adolescenza\, cerca di convincersi che sì\, tutto può tornare come prima.\nTorino\, fine anni ottanta. Lisa è una ragazza timida che\, in seguito alla separazione dei genitori\, si è trasferita con la madre e il fratellino da un paese sul mare a una periferia urbana degradata. Oltre a dover ricominciare una vita da zero\, deve fare i conti con una madre che le delega la responsabilità del fratello e la costringe alla convivenza con un nuovo amante violento. Catapultata così\, bruscamente e senza nessuna sponda\, cerca d’inserirsi nel nuovo ambiente facendo suoi modi e linguaggi dei coetanei\, fino a stringere amicizia con alcuni di loro\, come Alex “Cavallo Pazzo”. Sono Lisa e Alex il perno della storia\, e sono loro che insieme cercheranno una via di fuga e salvezza.\nUna storia che narra di cambiamenti affrontati in solitudine\, disagio sociale\, microcriminalità\, scoperta di una sessualità precoce\, ma anche di sogni\, speranze\, amicizia e amore\, quell’instancabile ricerca di legami che dà un senso alla vita.
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LOCATION:Sala Sibilla Aleramo – Circolo dei Lettori\, Castello di Novara - PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA' 3\, NOVARA\, NO\, 28100\, Italia
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SUMMARY:Bestie
DESCRIPTION:Ritorno al Sud\, luogo dell’origine e della rivelazione\npresentazione del libro Round Robin di e con Sofia Pirandello\ncon Eleonora Groppetti\n\nIn un polveroso e rovente paese siciliano\, Lucia\, mite fuori e incandescente dentro\, trova rifugio nelle parole. Cresciuta\, va da sola al Nord\, dove vive libera dal giogo dello sguardo materno e scopre l’amore\, fino a lasciarsi consumare. Il Sud però tornerà a chiamarla\, è il suo destino ineluttabile. \n✏️ la quarta di copertina\nIn un polveroso e rovente paese siciliano\, Lucia cresce trattenendo il fiato\, con un papà assente\, un fratello grande che la considera appena\, e una mamma pazza che non le perdona il male che lei stessa vive come una condanna: essere nata fimmina. Mite fuori e incandescente dentro\, trova rifugio nelle parole: appuntate in segreto su un diario\, custodite come un tesoro\, nascoste come una colpa\, registrano quello che i suoi occhi nerissimi intercettano e riflettono dentro di lei\, i viscerali smottamenti del suo cuore. Ormai giovane donna\, Lucia parte da sola per la sua America\, il nord Italia\, dove inizia una vita libera dal giogo dello sguardo materno\, e scopre e si abbandona all’amore\, fino a lasciarsene consumare. Il Sud però tornerà a chiamarla a sé\, è il suo destino ineluttabile\, il luogo dell’origine e della rivelazione. Sofia Pirandello torna in libreria con un viaggio di andata e ritorno nella periferia siciliana in cui il caldo svuota la testa dai pensieri e fa ammalare di insoddisfazione\, dove sotto la terra arida e ferita dalla siccità scorrono segreti rivoli di vita ferina\, violenta\, terribile.
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SUMMARY:Taste Alto Piemonte 2023
DESCRIPTION:Dal 15 al 17 aprile torna a Novara Taste Alto Piemonte 2023\, con protagonisti i vini di oltre 50 produttori del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. \nLa più grande manifestazione dedicata alle eccellenze vinicole dell’Alto Piemonte andrà in scena al Castello Visconteo Sforzesco\, tra banchi di assaggio e masterclass. \nSaranno oltre 50 i produttori che presenteranno le ultime annate delle 10 denominazioni dell’Alto Piemonte tutelate dal Consorzio\, attraverso i banchi di assaggio. Boca DOC\, Bramaterra DOC\, Colline Novaresi DOC\, Coste della Sesia DOC\, Fara DOC\, Gattinara DOCG\, Ghemme DOCG\, Lessona DOC\, Sizzano DOC\, Valli Ossolane DOC saranno gli ambasciatori della grande vocazione e tradizione vinicola delle colline racchiuse tra Alpi e Lago Maggiore. Qui le varietà autoctone\, nebbiolo in primis\, accompagnato da vespolina\, croatina e uva rara trovano la loro espressività favorite da un microclima unico e da straordinari suoli vulcanici. Questo insieme di fattori naturali e umani costituisce l’unicità del terroir dell’Alto Piemonte\, in grado di donare vini di grande qualità e finezza. Il programma vedrà anche cinque masterclass in programma\, quattro dedicate esclusivamente all’Alto Piemonte e una in collaborazione con il Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani\, curate da Ais Piemonte. \nLa manifestazione si strutturerà su tre giorni\, sabato 15\, domenica 16 e lunedì 17 aprile\, e sarà aperta al pubblico\, operatori di settore e stampa. La giornata di sabato dalle 11:00 alle 15:00 sarà riservata agli operatori di settore. A seguire\, dalle 15:00 alle19:00\, si aprirà al pubblico con i banchi d’assaggio e masterclass (alle h. 15:00 e alle h. 17:00) dedicate alle diverse zone vinicole dell’Alto Piemonte\, curate da Ais Piemonte. La domenica operatori e wine lovers potranno accedere a Taste Alto Piemonte durante tutta la giornata(dalle 10.00 alle 19:00). Due le masterclass in programma\, alle 14:00 e alle 17:00. Lunedì 17 aprile la manifestazione sarà aperta a tutti dalle 9:30 alle 17:00\, con una masterclass dedicata alle ore 14:00.
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