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La Rocchetta

Posizionandoci nel cortile e guardando l’androne d’ingresso, a destra del passaggio d’accesso è possibile ammirare la Rocchetta. Una costruzione a due piani, dalle facciate in mattoni e formata, a sua volta, da due fabbricati uniti ad angolo retto che le conferiscono una caratteristica pianta a L. Questo edificio risale al castello trecentesco fatto erigere da Giovanni Visconti. Era la sede del castellano e qui aveva la sua stanza il signore, quando si recava a Novara. Qui, probabilmente, fu imprigionato, nel 1500, Ludovico il Moro.

Sulle facciate si possono notare diverse finestre. Molte di esse, però, sono state sventrate o murate per soddisfare le esigenze del carcere e, in molti casi, ne sono ancora ben visibili le inferriate. Sul muro antico è ancora possibile vedere i resti di alcune parti di finestre presenti in precedenza.

Nella parte più meridionale dell’edificio c’è anche una bifora a tutto sesto col timpano a scaglia.

Gli altri lati della Rocchetta sono delimitati dalle mura sforzesche, che ne impediscono la vista. Su uno di questi, affacciato su un cortile interno e delimitato dalle mura sforzesche, restano evidenti segni di una porta, con l’alloggiamento per le catene e i bolzoni che permettevano di manovrare il ponte levatoio.

Un interessante approfondimento si trova nella pubblicazione del Gruppo Grotte C.A.I Novara: “Il Castello di Novara e i suoi sotterranei – Guida per il visitatore curioso”